La storia del Natale, dalla tradizione indiana a quella cattolica: qual è il giorno preciso?

Daily / News - 29 December 2008 11:18

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"Dunque Gesù non nasce il 25 Dicembre... non si sa nemmeno con certezza quando sia nato, né quali eventi che lo riguardino siano realmente accaduti; perciò, più che lamentarsi del fatto che Dio è morto e che il Natale non è più quello di una volta, bisognerebbe rassegnarsi all'idea che Dio con questo Natale non ha niente a che vedere!  "

Passate le feste, ritemprata la mente, fino a ieri ebbra di spumante e vino, rientrata nei panni di donna normale, che non cerca a tutti i costi di essere buona perché è Natale, mi viene una gran voglia di tornare a fare il grillo parlante e rendermi odiosa con una piccola lezione di storia, che forse farà riflettere, o forse mi renderà banale, o forse.... forse lascerà del tutto indifferenti, come spesso accade.

Nel 272 Aureliano sconfisse la principale nemica dell'impero (riunificandolo), la Regina Zenobia del Regno di Palmira, grazie all'aiuto provvidenziale della città stato di Emesa (arrivato nel momento in cui le milizie romane stavano sbandando). L'appoggio dei sacerdoti di Emesa, cultori del dio Sol Invictus, bendispose l'imperatore che, all'inizio della battaglia decisiva, disse di aver avuto la visione benaugurante del dio Sole di Emesa. In seguito, nel 274, Aureliano trasferì a Roma i sacerdoti del dio Sol Invictus e ufficializzò il culto solare di Emesa, edificando un tempio sulle pendici del Quirinale e creando un nuovo corpo di sacerdoti (pontifex solis invicti). Comunque, al di là dei motivi di gratitudine personale, l'adozione del culto del Sol Invictus fu vista da Aureliano come un forte elemento di coesione dato che, in varie forme, il culto del Sole era presente in tutte le regioni dell'impero. Anche molte divinità greco-romane, come Giove e Apollo, erano identificate con il sole. Inoltre, come riferisce Tertulliano, molti credevano che anche i cristiani adorassero il sole. Sebbene il Sol Invictus di Aureliano non sia ufficialmente identificato con Mitra, richiama molte caratteristiche del mitraismo, compresa l'iconografia del dio rappresentato come un giovane senza barba. Aureliano consacrò il tempio del Sol Invictus il 25 dicembre 274, in una festa chiamata Dies Natalis Solis Invicti, "Giorno di nascita del Sole Invitto", facendo del dio-sole la principale divinità del suo impero ed indossando egli stesso una corona a raggi. La festa del Dies Natalis Solis Invicti divenne via via sempre più importante in quanto si innestava, concludendola, sulla festa romana più antica, i Saturnali. La celebrazione del Sole Invitto proprio il 25 Dicembre è documentata per la prima volta nel Cronografo del 354, molto dopo le prime notizie di celebrazioni del Natale in tale data[1]. Non è affatto certo che in precedenza la festa sia stata celebrata in questa data: durante  il regno di Licinio (unica altra notizia disponibile) la celebrazione si svolse il 19 dicembre, data forse più prossima al solstizio astronomico nel calendario allora in vigore. (Fonte: wikipedia).

Dunque Gesù non nasce il 25 Dicembre... non si sa nemmeno con certezza quando sia nato, né quali eventi che lo riguardino siano realmente accaduti; perciò, più che lamentarsi del fatto che Dio è morto e che il Natale non è più quello di una volta, bisognerebbe rassegnarsi all'idea che Dio con questo Natale non ha niente a che vedere!  È stata la Chiesa romana a volere il culto e il Vaticano insegna che dove c'è lucro c'è religione. E dunque di cosa vogliamo scandalizzarci? Che a Natale qualcuno cerca di venderci l'inutile, che ci bombardano con pubblicità e immagini allettanti di prodotti assolutamente inservibili? Perché c'è qualche differenza con il resto dell'anno? Cosa dovrebbe cambiare nella logica delle lobby?

Un culto che è nato apposta per ingannare, messo in sostituzione di un altro per ammansire la folla... non ha cambiato la sua logica. Si è semmai arricchito di contenuti, ha permesso a quel po' di paganesimo che inizialmente era stato affossato di riemergere. Ed ecco allora tornare in voga Babbo Natale, l'albero e la Befana... più vecchi di Gesù...  e se non altro più originali , visto che nel mondo esistono circa 35 miti che narrano di un giovane nato da una vergine. Basta navigare un po' in Internet, aprire gli occhi, informarsi e si scopre che il nostro caro bambino somiglia tanto  a Dioniso (uomo che divenne dio),  venerato come "dio liberatore" (dalla morte) perché una volta defunto discese agli inferi ma dopo alcuni giorni tornò sulla terra. Proprio questa sua capacità di resurrezione offriva ai suoi adepti la speranza di una vita ultraterrena tramite il suo divino intervento; somiglia a Mithras, nato in una grotta (da una roccia), sotto gli occhi di pastori che lo adorarono, culto dei militari di Roma e quindi diffuso in tutti gli angoli dell'impero dalle legioni; ricorda Mithra di Persia, nato da una vergine morto e risorto (sembra dopo tre giorni) e ad Attys (nato da una vergine, morto a titolo di sacrificio, e che inoltre risorge il 25 marzo in corrispondenza anche di data, oltre che di significato, di rinascita della vegetazione, col periodo della pasqua) e poi ancora: Astarte (o Asteroth) della Fenicia, dea suprema, nonché dea della fecondità e dell'amore; Venerata anche dal re Salomone a Gerusalemme (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita). Anche essa scese agli inferi e risorse. La resurrezione è anche il tema centrale del mito trinitario egizio di Osiride, Isis ed Horus dal quale pare proprio sia stata presa l'ispirazione per una successiva famosa resurrezione in ambito ebraico. Anche Osiride muore con l'inverno e rinasce di primavera. Horus, dio falcone solare, figlio di Osiride ed Iside con cui costituiva una popolarissima triade che (insieme alle tante altre triadi di dei popolarissime in tutto il mediterraneo) è stata d'ispirazione alla triade cristiana non ufficiale di Dio padre, Madonna e Bambino Gesu', nonché al raggruppamento ufficiale della trinita' che esclude l'elemento femminile. La sua nascita era celebrata il 26 Dicembre. E ancora, Krishna, (attualmente il dio più importante dell'India) che inizialmente appare nel testo sacro Mahabarata come reincarnato dal dio padre Visnù come un uomo eroico o semidio, ed infine si rivela come dio. Era venuto al mondo per riconquistarlo dai demoni. Infine Krisna muore ucciso (da una freccia, non sulla croce) ma, tranquilli, rinascerà anche lui. Fra l'altro anche lui come babbo natale porta doni nel cuore della notte! Quetzocatl, nato da una vergine, la dea Coatlicue, muore e dopo tre giorni risorge.

Dopo aver augurato un Buon Natale a tutti gli dei del mondo, voglio lasciare un testamento di fine anno: impariamo ad essere più buoni sempre e non solo a Natale, impariamo a rispettare gli altri, a volerci bene perché siamo uomini, a fare noi della nostra vita un esempio di virtù, senza lasciare sempre agli altri questo compito ingrato. Smettiamo di usare un agnello sacrificale e pensare che questo ci lavi la coscienza! Gesù non può bastare a lavarci dai nostri peccati, perché dopo Natale tutto è uguale a prima: continuiamo ad ammazzarci, continuiamo a rubare, continuiamo a disprezzare il diverso e a crederci migliori, continuiamo a persistere nel nostro abietto e cieco egoismo.  

E se smettessimo di continuare?

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