Little Nemo come Alice: nei fumetti il Paese dei Sogni tra Freud e Surrealismo

Comics / News - 14 December 2013 16:00

Nella carrellata di bambini che costellano l\'infanzia del fumetto, il mondo onirico di \"Little Nemo in Slumberland\" è un capolavoro. Strip ideata nel 1905 da Winsor McCay, riporta

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Little Nemo (letteralmente “Piccolo Nessuno”) è un bambino americano  di buona famiglia che ha il sonno irrequieto. Da metà ottobre 1905 sin quasi a fine aprile 1911, le sue affascinanti avventure oniriche apparvero ogni settimana sul “New York Herald”, poi sul “New York American” fino al 1913, ed ancora sull’Herald dal 1924 al 1927. Si tratta di tavole dal disegno assai particolareggiato e dai colori di notevole vivacità e bellezza. Immancabilmente, nell’ultima vignetta, Nemo si risveglia, di solito perché cade dal letto.

Il giovanissimo sognatore è frutto dell’inventiva di un artista USA originario del Michigan: l’eclettico e prolifico disegnatore Winsor McCay, autore inoltre delle strisce “Little Sammy Sneeze” e “Dream of the Rarebit Fiend”. Se la prima ha per protagonista un bambino di sette anni dal potente starnuto fautore di guai, la seconda, che non presenta personaggi fissi ma sempre il medesimo copione, funse da base per la creazione di “Little Nemo”. Racconta le storie di protagonisti che mangiano pesante, in particolare i celebri rarebit del Galles (crostini di pane intrisi di caldo formaggio fuso), e che per questo fanno incubi originali.

Anche i sogni di Nemo sono strani, però in genere non terrificanti. Risultano sovente collegati ad un determinato evento, che si svolge in concomitanza con il periodo dell’anno nel quale trovavano pubblicazione le tavole. Il bambino desidera incontrare la principessa del Paese dei Sogni, che è in cerca di un amico con cui giocare, però, per tanti episodi, non vi riesce. Le vicende si sviluppano anche attorno ad un personaggio di nome Flip Flap, che tiene un sigaro fra le labbra, e ad un altro di colore, l’indigeno Imps.

Nel periodo storico in cui viene creato “Little Nemo”, si collocano i primi studi di Sigmund Freud sull’interpretazione dei sogni.  Il padre fondatore della psicanalisi indicò nell’attività onirica una spia dell’inconscio; reputava il sogno una forma inusitata del pensiero umano  e lo diceva “custode del sonno”, perché garante del desiderio-bisogno di riposare del dormiente. Nella seconda metà dell’Ottocento era stato pubblicato il romanzo “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, incentrato sui fantasiosi sogni della protagonista e semplicisticamente definito un libro per l’infanzia.

Il fumetto di McCay mostra grande virtuosismo grafico ed usa la prospettiva in funzione narrativa, conferendo dinamismo ai sogni di Nemo: le vignette mutano la propria forma e dimensione, anticipando effetti da cinema quali ad esempio lo zoom, la carrellata e la soggettiva. Può capitare che i contorni delle scene, opponendosi alla loro fissità, cadano sul piccolo sognatore imprigionandolo e/o che i balloons affollino lo spazio disponibile sulle tavole. Le ambientazioni, stile liberty, appaiono raffinate e preziose.

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