Cristoforo Colombo Alla Scoperta Delle Americhe.

Daily / News - 12 October 2009 06:00

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Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451, ed è stato uno dei principali navigatori italiani, che presero parte al processo di esplorazione delle grandi scoperte geografiche a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Deve la sua fama mondiale alla riscoperta del continente americano, avvenuta il 12 Ottobre 1492, giorno celebrato in Spagna e nelle Americhe. Primogenito di quattro figli, (tre fratelli ed una sorella) di Domenico e Susanna Fontanarossa.

 In una lettera lui stesso afferma di aver iniziato a navigare all'età di quattordici anni, dapprima scopi solo commerciali, in Spagna, Portogallo e all'Isola di Madera per imbarcare zucchero. Aveva quasi quarant'anni, quando si accorse, attraverso la lettura di libri di scienza e viaggi, di avere la passione del mare, e si convinse che "la via d'Occidente portava anche essa alle Indie". Anche se ancora non era provato, che la Terra fosse rotonda, egli ne era certo. Puntando quindi verso Occidente, necessariamente avrebbe dovuto sbarcare nelle terre asiatiche. Dalle coste della Spagna, dove si trovava, davanti ai suoi occhi si apriva l'immensa distesa dell'Oceano: si trattava solo di percorrerlo, sfidando un elemento per lui naturale. Egli dovette affrontare difficoltà, per convincere qualcuno ad appoggiare e finanziare il suo piano. Dopo aver chiesto inutilmente al re Giovanni II, la somma necessaria per il suo progetto, Colombo nel 1485, dopo la morte della moglie, si recò a Palos con il figlio. Nel 1486, Colombo si presentò al cospetto di Ferdinando II de Aragòn e di Isabel de Castilla, ai quali presentò il suo progetto. Ma una commissione riunita per vagliare le effettive possibilità di riuscita del viaggio, bocciò la proposta.   Negli anni seguenti Colombo cercò varie volte di farsi ascoltare dalla corte castigliana e decise di rivolgersi pure, tramite il fratello Bartolomeo, ai re d'Inghilterra e di Francia. Nel 1492, col protrarsi dell'attesa, il navigatore era giunto ormai ai limiti della resistenza, e, dopo sette anni di soggiorno in Spagna, anche le sue risorse economiche si erano ridotte, al punto da non essere quasi più in grado, di provvedere alla sua famiglia.

 

Tuttavia, proprio nel 1492, si verificò un evento che sbloccò improvvisamente la situazione di stallo in cui Colombo si trovava. In seguito all'unione delle corone della Castiglia e di Aragona, ed al termine della conquista di Granada cui partecipò, sino al 1° gennaio 1492, Colombo, grazie all'intermediazione del duca di Medinaceli e del tesoriere di corte Luis de Santangel, raggiunse un accordo con Isabella soprattutto grazie al confessore di lei, il francescano Juan Pérez. Decisivo fu altresì il contributo del Vescovo Alessandro Geraldini originario della città di Amelia, anche lui confessore della regina Isabella e amico personale di Colombo e del fratello Antonio. Per sua insistenza, la regina si convinse definitivamente a consentire il viaggio del grande navigatore, che lo aiutarono nell'impresa, che ai più sembrava folle. Nel 1492 tre piccole navi: la Santa Maria, la Pinta e la Nina allestite nel porto di Palos, Colombo con 120 uomini di equipaggio, si avventurò nell'immenso Oceano Atlantico, mai attraversato da nessuno. La più grande avventura di ogni tempo era iniziata. La traversata dell'Atlantico durò oltre due mesi. Il 12 Ottobre, il passaggio di uccelli migratori precedette, tra il giubilo generale, l'avvistamento della prima isola. Una piccola isola dell'arcipelago Bahama, nell'America centrale, detta Guanahani e ribattezzata da Colombo San Salvador. Colombo era sicuro di essere giunto in Asia, nelle terre descritte da Marco Polo. Proseguendo, egli scoprì le grandi isole di Cuba e Haiti, e nella sua convinzione chiamò queste terre "Indie Occidentali" e gli abitanti "indiani". Ad Haiti costruì una fortezza e lasciò un piccolo contingente di uomini, quindi riprese il mare per ritornare in Europa. Nel Marzo del 1493, dopo una traversata altrettanto avventurosa, ma sostenuta dall'entusiasmo della "scoperta", Colombo approdò a Palos tra l'incredulità degli Spagnoli e di tutti quelli che avevano osteggiato il suo progetto.

 

Certo pochi avrebbero prestato fede al racconto suo e dei suoi uomini se Colombo non avesse portato con sé indiscutibili testimonianze; un carico di prodotti strani e dieci indigeni. Aveva senz'altro raggiunto terre sconosciute, ma quanto aveva portato, lasciò delusi i sovrani, che si aspettavano da quel viaggio qualcosa di più prezioso. Nel giro di pochi anni tra il 1493 e il 1500, altre quattro spedizioni seguirono la prima. Tra queste, la più importante fu la seconda, partita da Cadice e fornita di 170 persone che avevano il compito di iniziare la colonizzazione dei nuovi territori, per i reali di Spagna: vennero scoperte le isole Antille e la costa nord dell'America meridionale alle foci dell'Orinoco. Qui, a causa di ribellioni, che da tempo avvenivano, nelle terre appena colonizzate, un inviato del re, arrestò Colombo e lo portò prigioniero in Spagna, ma fu presto liberato. Nel 1504 si stabilì in Spagna e vi trovò un ambiente ostile; la regina, sua protettrice, era morta; il re e la corte non comprendevano l'importanza delle sue scoperte. Morì a Valladolid nel 1506, quasi povero, convinto sempre di aver raggiunto l'Oriente navigando verso Ponente. Ma il suo grande merito rimane, quello di aver compiuto un viaggio di scoperta, verso una meta che era solo un'intuizione, un'impresa quasi irrealizzabile con i mezzi del tempo.

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