Il mito della Torre di Babele: la vera storia, cosa ne sappiamo oggi

Daily / Editoriali - 01 June 2021 08:00

Dall'origine del mito al significato della Torre di Babele

image
  • CONDIVIDI SU
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon

Origine del mito

La nascita della Torre di Babele è presente nella Bibbia, nel libro della Genesi. Nel XX secolo a.C. le popolazioni volevano restare con una sola lingua – l’alfabeto ebraico, sino a quel momento la sola lingua parlata e conosciuta – e costruirono una torre sulle rive del fiume Eufrate, “la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. Allora Dio per punirli della loro disobbedienza confuse le loro lingue, affermando: “perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro”. Dio li disperse sulla Terra e cessarono di costruire la città. La descrizione è presente anche nel poema sumerico Enmerkar e il signore di Aratta, quando si racconta della "confusione delle lingue".

Identificazione con quale struttura realmente esistita

Gli studiosi hanno identificato la Torre di Babilonia con la ziqqurat Etemenanki, sito a Babilonia (un altro nome di Babele). Si trattava di una struttura religiosa, costruita con piattaforme cultuali sovrapposte. Le ziqqurat erano diffuse lungo tutta la Mesopotamia, sull'altopiano iranico e nelle zone dell'odierno Turkmenistan.
Nel 2011 gli studiosi hanno scoperto nella Collezione Schøyen la più antica rappresentazione conosciuta dell'Etemenanki: scolpita su una pietra nera, la Stele della Torre di Babele risale al 604-562 a.C., al tempo di Nabucodonosor II. L'Etemenanki è descritto anche in una tavoletta cuneiforme di Uruk del 229 a.C., (ora al Louvre e indicata come la tavoletta Esagila). Tradotto nel 1876 dall'assiriologo George Smith, informa che l'altezza della torre era di sette ceppi (91 metri) con una base quadrata di 91 metri per lato. La struttura era in mattoni di fango.
Gli scavi condotti da Robert Koldewey dopo il 1913, confermano tale ipotesi. Grandi scale furono scoperte sul lato sud dell'edificio, dove una tripla porta la collegava con l'Esagila. Una porta più grande a est collegava l'Etemenanki con la strada della processione sacra (ora ricostruita nel Museo di Pergamo, Berlino).

La sfida verso il cielo il motivo della torre

La ziqqurat è un'architettura molto particolare. È uno spazio sacro, dove non sono ammesse le persone, né culti religiosi. La ziqqurat non è un tempio dove si pregano le divinità. Infatti il tempio veniva costruito a fianco, alla sua base. Il professore John Walton, esperto e studioso dell'Antico Testamento, spiega come questi antichi edifici sacri fossero costruiti per invitare gli dei a scendere tra gli uomini. E non il contrario, quindi.
Walton suggerisce di pensare alla Torre di Babele come un ascensore, un mezzo progettato perché gli dei venerati potessero scendere sulla Terra e raggiungere il tempio per accettare i doni offerti. Nel mondo antico, infatti, si pensava che gli dei avessero delle necessità da soddisfare – cibo, vestiario ecc. Soddisfandone i bisogni, in cambio, le divinità avrebbero garantito prosperità e protezione.
L'indicazione della funzione della ziqqurat ci viene fornita dalla stessa etimologia dei nomi: Etemenanki significherebbe il “tempio della fondazione di cielo e terra”; altri nomi di ziqqurat traducono concetti come “tempio che unisce il cielo e la terra” o “tempio della scala del paradiso". La ziqqurat, dunque, è una struttura realizzata per sostenere la scala attraverso cui le divinità potessero raggiungere i templi a loro dedicati.

Il significato della torre essenza della sua genesi

Nel libro Ancient Near Eastern Thought and the Old Testament, il professor Walton spiega come la Torre di Babele è descritta nell'undicesimo capitolo della Genesi come una torre con la sua cima nel cielo. Tuttavia l'espressione non si riferirebbe alla sua altezza, ma alle funzioni che la struttura avrebbe dovuto soddisfare.
Nella letteratura dell'antica Mesopotamia, sottolinea, tale espressione descrive un tempio con ziqqurat annesso. Nella Bibbia si parla di una città e di una torre, non di un tempio, ma all'epoca le città non erano abitate dagli uomini, ma erano complessi religiosi per accogliere le divinità.
La Torre di Babele presuppone la venerazione, pratica pagana, di un dio. È anche il tentativo di propiziarsi la sua presenza e riguadagnare luoghi sacri, privilegio perso con la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso. Soprattutto, la Torre di Babele viene costruita dall'uomo per “fare grande il proprio nome”, quindi per opportunità, in termini di vantaggio e salvezza. Le ragioni sono sbagliate: la Torre di Babele simboleggerebbe, infatti, l'immagine di un dio adattato agli ideali umani al quale offrire doni in cambio della sua benedizione. Nel capitolo dodicesimo della Genesi è Dio a ristabilire i luoghi sacri rivelandosi ad Abramo.

La confusione delle lingue e il mito duraturo

La Torre di Babele rappresenta uno dei miti maggiormente duraturo e forse anche enigmatici proposti dalla Bibbia. Un mito che gli storici definiscono un falso ovviamente. La diffusione delle lingue con individui che iniziano a non comprendersi più non può apparire credibile, ma rappresenta un mero aspetto mitologico. La dispersione degli individui, dovuta alla diversificazione delle lingue, viene collocato nell’antica Babilonia, dove si verificò - secondo il mito - la nascita delle lingue. Tuttavia, secondo gli storici, questo fenomeno non può aver avuto origine improvvisa, e viene invece reputata come evoluzione secolare di uno stanziamento geografico diversificato.

Gli ziggurat nella storia mediorientale

Come spesso accade per le narrazioni mitologiche e mistiche, anche per il mito della Torre di Babele esiste una narrazione similare nella storiografia sumera, rappresentata da poemi sumeri, popolo probabilmente ancora sottovalutato nella sua grandezza e capace di ispirare molte delle successive civiltà e culture.
Dal punto di vista storico, la maestosa e svettante Torre di Babele viene fatta risalire alla più imponente delle ziqqurat mai costruita nell'antica Mesopotamia e denominata ziqqurat di Etemenanki, geograficamente collocata vicino alle sponde del fiume Eufrate. Le ziqqurat sono comunque da considerare le più antiche costruzioni della più vetusta delle culture civilizzate, somiglianti alle piramidi degli antichi Egizi e dei Maya.

© Riproduzione riservata



Seguici su

  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon