Venezia 82 intervista The Smashing Machine: Dwayne Johnson Emily Blunt e Benny Safdie
Il film biografico sul campione MMA Mark Kerr in concorso
The Smashing Machine, in concorso a Venezia 82 il film scritto, diretto, co-prodotto e montato da Benny Safdie. Protagonista è Dwayne Johnson nei panni dell'ex lottatore campione di MMA Mark Kerr, affiancato da Emily Blunt nel ruolo dell'allora moglie di Kerr, Dawn Staples.
In conferenza stampa presenti il regista, Johnson e Blunt che hano parlato del film e risposto alle domande della stampa. Presente anche Mark Kerr, "un uomo straordinario che ci hai cambiato la vita", sottolinea Johnson.
Il film è una storia d'amore, racconta Johnson, descrivendo il protagonista un personaggio pieno di contaddizioni, dotato di un'empatia radicale. All'inzio, lotta per la sopravvivenza, per i soldi. Poi si ritrova a lottare per l'amore contro la dipendenza. Anche la dipendenza dal successo: "Perde tutto. Ma va bene. La vita va avanti". Rimane il sollievo che tutta quella pressione che ha caratterizzato gran parte della sua vita sia finita, aggiunge Safdie.
Johnson racconta della sfida nell'interpretare il campione di lotta. Un'opportunità che cercava da tempo. Hollywood e il box office seguono logiche tiranne e, a un certo punto, l'ex wrestler si è domandato sulla possibilità di interpretare un ruolo diverso, incanalando vissuto e vulnerabilità. L'incoraggiamento arriva da Emily Blunt, grande amica, con cui ha lavorato sul set di Jungle Cruise.
"Negli anni Novanta, abbiamo questa rappresentazione dell'uomo macho e invincibile amplificato dall'arena, ma il film è incentrato su questi uomini spezzati dal dover mantenere questa immagine di sé", aggiunge Emily Blunt che interpreta la compagna, all'epoca, di Kerr: "Nel film è fondamentale questa figura femminile. Le dinamiche in un rapporto di coppia possono cambiare continuamente e la regia viscerale di Benny coglie bene questo aspetto emotivo". In The Smashing Machine, infatti, è rappresentato anche il senso del sacrificio sulle spalle delle persone amate.
Safdie racconta della volontà di esplorare gli anni '90, periodo sperimentale riguardo al mondo delle arti marziale miste, bandite in certi stati degli USA, molto popolari in Giappone e Brasile. Di particolare importanza il peso della colonna sonora che diventa parte del processo di scrittura del film: quelle parole di una determinata musica intercettano i sentimenti messi in scena con un effetto potente, ha spiegato il regista.
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