The Outer Worlds, recensione videogame per PS4 e Xbox One

Games / Recensione - 31 October 2019 14:00

Fantascienza e pianeti da esplorare nel GDR di Obsidian

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The Outer Worlds è il videogioco di ruolo action sviluppato da Obsidian, autori dell’ottimo Fallout: New Vegas e dello storico Knights Of The Old Repubblic, una delle software house più talentuose nel panorama odierno per la costruzione di mondi di gioco liberi e ben scritti. The Outer Worlds prende meccaniche e dinamiche dei GDR moderni e ne imbastisce attorno un universo ottimamente caratterizzato, con una storia coinvolgente e fortemente ironica, un sistema di scelte e conseguenze che modifica in maniera tangibile l’esperienza di gioco.

The Outer Worlds
La trama di The Outer Worlds inizia dall'improvviso risveglio del protagonista all’interno della nave spaziale Speranza, dove era stato ibernato per il lungo viaggio verso la colonia di Alcione, un sistema di pianeti sotto il controllo di varie corporazioni. La meta finale, che doveva consegnarlo a una nuova vita dopo un decennio di percorrenza, si rivela un calvario di ben settant’anni, con l'entrata in scena di Phineas, un criminale spaziale, che risveglia dal sonno criogenico il protagonista (liberamente personalizzabile, anche nel sesso, tramite un profondo editor) e lo invita ad indagare presso un pianeta vicino. Il Consiglio Generale, l’organo superiore a cui rispondono le varie multinazionali, nasconde infatti una realtà marcia e ben poco edificante, di cui proprio lo stesso dr.Phineas intende smascherarne dettagli e contorni. La storia di The Outer Worlds si presenta stratificata e ricca di piccole sfumature durante ogni missione, che alterano e modificano gli equilibri nei rapporti con il mondo di gioco: il sistema di scelte e bivi regala un fertile grembo di decisioni morali, spesso vaghe dal punto di vista etico. Dover decidere una soluzione piuttosto che un’altra è un delicato intrecciarsi di considerazioni personali; in tal senso, contribuiscono le sottotrame dei personaggi secondari ad impreziosire un universo tratteggiato con cura e dovizia di particolari. La costruzione della narrativa è quindi il punto forte della produzione Obsidian, fatta di battute e dialoghi esilaranti, anche con i nostri compagni di avventura, che delineano un mondo sopra le righe e pervaso da un marcato senso dell’humor.
Il gameplay di The Outer Worlds ruota attorno alle meccaniche dei GDR degli ultimi anni, con un lavoro di rifinitura del sistema di crescita soprattutto in termini di dialettica e possibilità ludiche; rimangono invece molto vicine a Fallout le dinamiche un po’ stantie da shooting in prima persona, con un combattimento poco dinamico e ingessato. Come per la libertà concessa al giocatore durante le missioni, la stessa idea pervade il sistema di crescita del personaggio: ogni gruppo comprende sottocategorie che potenziano le capacità difensive e offensive (capaci in parte di mitigare i problemi nel gunplay), l’abilità ingegneristica e di hacking, insieme ad un complesso e soddisfacente sviluppo di persuasione e carisma. Proprio in questo ambito Obsidian ha legato in maniera indissolubile la costruzione del mondo di gioco di The Outer Worlds alla sua indole spiccatamente da GDR, con missioni che possono essere risolte e completate solo attraverso l’uso, ben calcolato e sapiente, dei dialoghi. Se quindi andare in giro per i pianeti sparando e creando il caos possa essere comunque una soluzione accettabile, ma non proprio da consigliare, la sfarzosa tela delle conversazioni porta un sottotesto di possibilità ludiche difficilmente presenti in altre produzioni, fatta di battute irriverenti e pungenti, con una sceneggiatura da commedia sci-fi dalla forte autorialità. Lo stile peculiare lo ritroviamo anche nella direzione artistica, con pianeti dai diversi toni cromatici e marcati contrasti paesaggistici, liberalmente esplorabili e divisi in macroaree. La ricercatezza estetica si scontra tuttavia con una mole poligonale non proprio eccellente, fatta di volti ed espressioni facciali non in linea con l’ottima caratterizzazione e doppiaggio dei personaggi (in lingua inglese ma con sottotitoli in italiano).


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