Libro A bocce ferme di Marco Malvaldi per Sellerio Editore

Daily / Recensione - 17 August 2018 15:35

In libreria, il settimo libro dedicato alla serie dei delitti del BarLume.

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Massimo e gli arzilli vecchietti del BarLume tornano a coadiuvare la nuova indagine di Alice Martelli, vicequestore della questura di Pisa e fidanzata del barista. Questa volta si tratta di un cold case che riporta i protagonisti più anziani indietro nel tempo, nel 1968 in un clima di contestazioni facinorose.

In quell'anno, il 17 maggio, accade anche un omicidio che sconvolge Pineta: Camillo Luraschi viene trovato cadavere all'interno della propria auto, freddato con un colpo sparato dall'esterno. Luraschi aveva fondato la Farmesis, ditta di prodotti farmaceutici, nel dopoguerra. È ricordato come un uomo autoritario, un padrone di stampo feudale, affatto incline a dialogare con il sindacato. All'epoca del delitto, gli inquirenti si concentrano, senza fortuna, su Carmine Bonci, operaio sindacalista della Farmesis. Luraschi aveva una moglie, Franca Corradi, la sua segretaria vedova con un figlio, Alberto. Luraschi quel figlio non l'ha mai adottato e tutti, in paese, conoscevano la sua natura di sciupafemmine.
Insomma oltre al Bonci, ci sarebbero state altre piste da seguire. Infine, il caso rimane insoluto.

A bocce ferme comincia con la lettura del testamento di Alberto Corradi in uno studio notarile. Corradi senior lascia tutto al figlio Matteo, in procinto di entrare in politica. Tuttavia, una confessione a margine del defunto, rischia di escludere Matteo dall'eredità: Alberto, buontempone in vita, autore di scherzi crudeli, rivela di essere lui l'omicida del padre putativo.

Le cose si complicano quando un testimone del passato telefona al magistrato, incaricato dall'indagine, e a varie testate giornalistiche: ha le prove di quello che veramente successe in quel maggio del 1968. E, invece, viene ucciso prima di parlare.

A bocce ferme conferma il talento di Marco Malvaldi di concentrare nel microcosmo di un paesino toscano, il malumore dell'Italia di oggi. Sulla trama aleggia la nostalgia per la stagione della giovinezza e degli amori impressi. Lungo un certo umore dei protagonisti riecheggiano i versi della poesia di Attilio Bertolucci, La neve.

Il tempo è passato per i vecchietti del BarLume, ma sono ancora vivi. Testimoni di un tempo non troppo lontano, immortalati nelle pagine di un romanzo, grazie alla sensibilità di Malvaldi.

© Riproduzione riservata



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