Nuovo libro Flavio Caroli, Voyeur. I segreti di uno sguardo: un romanzo per immagini

Comics / News - 20 January 2014 16:50

Ospite nel weekend di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", Flavio Caroli presenta il suo nuovo romanzo "Voyeur", edito da Mondadori.

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Voyeur. I segreti di uno sguardo  - Un romanzo per immagini che percorre la vita del suo protagonista Fabrizio, di professione fotografo. Il libro è suddiviso in cinquanta capitoli, ognuno dei quali è la storia di una fotografia, scattata o mancata. L'istante catturato, o perduto, viene consegnato nella memoria personale del protagonista, e in quella collettiva, poiché Fabrizio è un reporter di guerra. Lungo tutta la propria esistenza, attraverso l'obbiettivo, il fotografo cercherà di perfezionare uno sguardo filosofico per comprendere il mondo che lo circonda. Il professore Caroli spiega come la prima cosa che facciamo tutti sia quella di giudicare le cose guardandole. Lo sforzo di una vita intera è inteso a “guardare, assaporare le cose, amare le cose e ordinarle, cioè trovare una logica in quello che facciamo. Anche in quello che vediamo.”

Il caos come principio di realtà - In Voyeur, la vicenda del protagonista è costellata di momenti drammatici, in mezzo agli orrori di guerra. Cinquant'anni vissuti nelle polveriere della terra. Ma è fatta anche di eros: molti incontri vengono consumati, altri sono immaginati. Accade che lo sguardo incroci una donna bellissima e che l'immaginazione si accenda. Scherza l'autore: “Una caviglia vista per un istante all'entrata di un cinema o all'entrata di un teatro può scatenare una passione. Poi, non accade nulla. Ma a volte può anche darsi che accada qualcosa che è imprevedibile. Anzi, tra cinema e teatro già vedo due storie diverse: una caviglia o uno sguardo visti al cinema verosimilmente non avrà seguito. Invece a teatro, la gente è sempre quella. La volta successiva, si ricerca la caviglia...”
Tuttavia, l'ultima rivelazione per Fabrizio è di una bellezza tanto sconvolgente, quanto liberatoria: “Il protagonista arriva alla fine e arriva alla fine forse proprio perchè è la fine. Si rende conto di aver visto il mondo e, in fondo, di averlo guardato e di non averlo goduto perchè non lo ha veramente visto. Insomma, il problema di fondo è questo: noi viviamo alla ricerca di logica, dunque di forme, le forme della vita. Le forme che cercava Piero della Francesca, il Masaccio, Giotto ecc Ma alla fine, invece, negli ultimi istanti della sua vita, il protagonista capisce che forse la verità, la verità vera, è il caos, sostanzialmente. Il caos dal quale proveniamo e nel quale, forse, arriviamo”. Lo storico dell'arte cita  il filosofo Spinoza per il quale Dio è natura e considera: “Ma se la natura è il caos, alla fine la verità è il caos: è sempre stato il caos ed è stato una forza imposta quello di non vederlo”.

Il quadro misterioso di Cifrondi - Emblematica la copertina di questo romanzo per immagini: si tratta di un'opera di Antonio Cifrondi che Caroli spiega essere stata realizzata intorno al 1730, un momento storico in cui la pittura comincia a raccontare appassionatamente la realtà. Un'opera straordinaria, intitolata tante volte: “C'è un mistero all'interno di questa immagine che mi ha sempre colpito e quasi ossessionato. Quella lanterna che (il soggetto, ndr) tiene in mano potrebbe proprio essere una macchina fotografica, cioè uno strumento per rubare brani di realtà per capire e amare il mondo”.

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