Recensione film Nessuno mi può giudicare: una trama per una viveur troppo veloce
Paola Cortellesi e Raoul Bova: Nessuno mi può giudicare è il nuovo film
Massimiliano Bruno non si è accorto che sceneggiando un film come Nessuno mi può giudicare che trattava di prostituzione in maniera comica, si andava a scontrare con i colossi della cinematografia che raccontano di questo mestiere femminile.
Irma la dolce (1963) di Billy Wilder, dove Irma ironizza sui suoi clienti, mostrando loro ogni volta situazioni personali tragiche cosicché sgancino più denaro; Pretty Woman (1990) di Garry Marshall dove Julia Roberts interpreta Vivian Ward che si stufa delle vita facile sulle strade di Hollywood, per far trionfare l’amore. Oppure Bella di giorno (1967) di Louis Buñuel, dove una svampita e modica Catherine Deneuve interpreta Séverine che riesce a filtrare le ore della giornata in base ai suoi gusti sessuali: di giorno rispettabile, di notte prostituta.
E Massimilano Bruno, urtandosi con loro, ha sbandato: sia per il tema della prostituzione che è affrontato in maniera sciatta e irrispettosa, sia per la sceneggiatura che mostra carenze narrative e di motivazione dei personaggi. È arduo giungere a fare la escort solo in base a crisi economiche. Una scelta del genere va – dal punto di vista narrativo – appoggiata sempre ad un motivo esterno, ossia uno sfruttatore che costringe alla prostituzione. Invece così si rende l’idea che ogni donna in difficoltà, e con figli possa decidere di scegliere questa strada piuttosto che andare all’ufficio di collocamento.
C’è la figura del redentore, uno trasandato Raoul Bova un po’ fuori ruolo con il suo dialetto romanaccio forzato: non è neanche troppo credibile nella parte, tanto andrebbe raccontato in un altro film il tema dell’innamoramento per una prostituta. C’è poi tutto il contorno di cinesi, cingalesi, indiani, magrebini, sudamericani, che non possono permettersi di pagare 1.500 euro per passare una notte con una escort.
L’unico motivo per vedere il film è la comicità di Paola Cortellesi, densa e versatile. A Bruno – già sceneggiatore di Maschi contro femmine (2010), Ex (2009), Questa notte è ancora nostra (2008),
Notte prima degli esami (2006) - consigliamo di confrontarsi con i colossi con cui si scontra, prima di scegliere una trama.
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