Recensione film A Quiet Passion con Cynthia Nixon.
Scritto e diretto da Terence Davies, in sala dal 14 giugno.
A Quiet Passion è il biopic su Emily Dickinson che ha registrato consensi ambivalenti alla sua uscita negli Stati Uniti: la critica ha lodato il film; il pubblico meno, rilevando dialoghi anacronistici e un ritratto di Dickinson complessivamente deprimente.
La poetessa americana, considerata oggi una delle voci più innovative della storia della letteratura, visse nella casa di famiglia: consapevole di appartenere a una routine, avendo abdicato alla possibilità di avere una vita propria, fuori dal focolare domestico.
Schede
Emily ha uno spirito ribelle, sordo alle rigide etichette morali. Anche con la religione preferisce un approccio privato. Ha idee politico-sociali mature rispetto ai tempi. Ancora giovane (Emma Bell) chiede al padre (Keith Carradine) il permesso di poter scrivere di notte. Alcune sue poesie, pubblicate anonime in vita, vengono amputate. Per Emily è un duro colpo. Nel film, in diverse occasioni di scontri vivaci, persino alla sorella Vinnie (Jennifer Ehle) e al fratello Austin (Duncan Duff) capita di sferzare colpi bassi riguardo alla sua sottostimata professione letteraria.
Da adulta (Cynthia Nixon), Emily si diverte in compagnia dell'amica anticonformista Vryling (Catherine Bailey): con lei può discorrere di tutto, senza filtri e ipocrisie. Ma Vryling finisce per sposarsi. E il reverendo Wadsworth (Eric Loren), estimatore entusiasta delle sue poesie, parte improvvisamente per San Francisco.
Nella tenuta di Amherst, Emily ormai vive una ritirata. Non lascia la casa nemmeno per partecipare ai funerali, prima del padre, poi della madre (Joanna Bacon). Già dalla morte del padre, rifiuterà di indossare l'obbligato nero. Anzi, da quel giorno in poi, vestirà solo di bianco, in segno di purezza. L'integrità imposta a se stessa, la condanna a disperati momenti di crisi, quando tradita. Riceve i suoi ospiti, senza volere farsi vedere, dalla sua camera da letto. Ha già compreso le insidie del potere dell'immagine, e la bellezza non è un dono che ha ricevuto in dote, spiegherà più volte all'adorata sorella Vinnie.
A Quiet Passion è un biopic complicato. Non ci sono viaggi, incontri mondani, eventi eclatanti, per quanto se ne sappia, nella placida esistenza di Emily Dickinson. Le premesse, dunque, mal si conciliano per un soggetto cinematografico. Tuttavia, il film di Terence Davies si distingue grazie alla sensibilità poetica e alla fotografia di Florian Hoffmeister.
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