Mostra del Cinema di Venezia 2025, recensione film Calle Málaga
Scopri Calle Málaga, il film fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia

María Ángeles (Carmen Maura) vive da sola a Tangeri, in Marocco, e prepara la casa per ospitare la figlia Clara (Marta Etura) che non vede da un anno. Fa la spesa, cucina il pranzo, ma Clara confida in maniera lapidaria il motivo della sua presenza: lei ha dei problemi economici, è divorziata e con due figli, e ha deciso di vendere la casa in cui la madre abita, perché il padre la intestò a lei.
Il crollo emotivo giunge a ogni età, anche quando gli anni sembrano aver temprato le sopportazioni. María non ne è immune, e rifiuta la soluzione della figlia di trasferirsi da lei a Madrid: accetta di essere ospitata in una casa di riposo, covando però uno spirito anticonvenzionale. Si fa dimettere dall’ospizio, e – di nascosto dalla figlia - rientra nella casa che ancora non è stata venduta, e riacquista i mobili ammassati da un antiquario.
Schede
La regista
Maryam Touzani con Calle Málaga propone un’opera genuina, semplice ma diretta,
che getta una luce sinistra sulle responsabilità dei figli incapaci di intuire
le esigenze dei genitori anziani, quasi trattandoli come un conto corrente.
Carmen Maura restituisce il volto di una donna delusa per l’atteggiamento della
figlia, ma come dice alla sua amica suora: “Più i figli crescono, più tutto
diventa incomprensibile". I momenti goliardici del film – come la visione
di partite di calcio organizzata da María per racimolare i soldi – sfociano poi
nella nuova vita che lei ha forse deciso di intraprendere con un uomo appena
conosciuto, ossia l’antiquario che custodisce i suoi mobili. Di fronte a questa
nuova resilienza raggiunta, non la toccano più le frasi della figlia:
“Domattina ho l’appuntamento con il notaio. Volevo dirtelo”. A ottanta anni, la
nuova vita è quella che non guarda più al passato.
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