Intervista alla scrittrice Francesca Bertuzzi, il romanzo horror mostra i chiaroscuri dell’animo umano

Daily / Intervista - 08 November 2013 13:13

Francesca Bertuzzi risponde alle domande di mauxa per la rubrica “Di che cultura sei?”

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Mauxa intervista Francesca Bertuzzi, scrittrice ha ha pubblicato il romanzo \"La belva\" per la Newton Compton Editori. Il precedente libro dell\'autrice è “Il carnefice”. 

D. Nel tuo ultimo libro \"La belva\" affronti il mistero del ritrovamento da parte di alcuni ragazzi di uno scheletro, con \"denti serrati, sporchi di terra e di sangue rappreso\". Come mai hai scelto di porre dei ragazzi di fronte all\'orrore?
R. La Belva è una storia Noir, con i tratti tipici del romanzo di formazione. Le mie protagoniste sono quattro ragazzine che dovrebbero vivere l’estate dei loro primi baci, delle prime fughe di casa per correre di nascosto alle feste con i ragazzi. Sono ancora in bilico fra l’infanzia e la vita adulta, e il romanzo di formazione parla proprio di questo, del momento in cui diventi adulto. Io sono una scrittrice Noir e le mie protagoniste dovranno avere a che fare con ritrovamenti spaventosi di corpi mutilati dai morsi selvaggi di una belva sconosciuta. La loro estate, come un vortice, le spingerà sempre di più verso pericoli orrorifici e spaventosi… diventeranno donne affrontando la finitezza della vita, lottando con la morte.

D. Nel precedente romanzo \"Il carnefice\" la protagonista deve affrontare anche un percorso interiore: pensi sia questo il motivo del successo del libro?
R. Quello che mi piace del genere è che pone i personaggi in situazioni limite. Questo permette di affrontare i grandi chiaroscuri dell’animo umano. Quando le mie protagoniste si trovano a rischiare il tutto per tutto in un gioco d’azzardo che come posta prevede la loro stessa sopravvivenza, ho la possibilità di affondare nelle paure e nelle grandi domande che tutti prima o poi ci dobbiamo porre. Se questo sia stato determinante per il successo de “Il carnefice” non lo so. Credo che siano molti gli elementi che portano al successo di un romanzo e non tutti sono in mano all’autore… io posso dire che ce l’ho messa tutta per affrontare la scrittura in maniera professionale, e per raccontare quella storia, la storia di Danny, nel più onesto dei modi…
Woody Allen in un suo film parla della fortuna, di quel momento in cui la pallina da tennis tocca il nastro, e nella frazione di secondo in cui la pallina resta sospesa, in quell’istante può succedere qualunque cosa. Cadendo da una parte o dall’altra della rete, determinerà la vittoria o la sconfitta… ed è solo questione di fortuna. Credo a quella fortuna, ma so anche che per arrivare a giocare a Wimbledon la fortuna non conta. Devi aver lavorato tutta una vita per guadagnarti il diritto di vedere da che parte cadrà la pallina.

D. Come mai hai scelto l\'horror per raccontare la realtà?  
R. Il genere mi piace per molti motivi, per quello che dicevo prima, poter affrontare i chiaroscuri dell’animo umano in situazioni limite… ma anche perché al fianco dei miei personaggi posso vivere avventure straordinarie. Posso emozionarmi, spaventarmi, rischiare la vita con il fiato sospeso stando semplicemente seduta di fronte al monitor del mio computer, e se sarò stata brava nel mio lavoro, sarà lo stesso anche per il lettore.

D. Qual è il tuo film, attore e attrice preferito?
R. Il film è “Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick. Per gli attori restringo il campo a quelli contemporanei se no la lista diventa troppo lunga. L’attore è John Malkovich, da sempre. Da quando a tredici anni l’ho visto in “Le Relazioni Pericolose”. L’attrice è Michelle Rodriguez, perché è esattamente il genere di femminilità che trovo magnetica.

D. Qual è il tuo libro preferito e ti ricordi dove lo hai letto?
R. “Lolita”, letto la prima volta nella mia cameretta a quattordici anni.

D. Qual è il tuo prossimo progetto?
R. Ho in mente la trama del mio prossimo romanzo e mi piace molto l’idea di fondo. Ora il prossimo passo è quello di iniziare le ricerche per lo sviluppo del romanzo. Credo che sarà un lavoro che mi richiederà molto tempo, ma alla fine potrò ficcare la mia nuova protagonista in un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

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