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Senza Via Di Scampo Di Georges Simenon

Senza Via Di Scampo Di Georges Simenon

In Costa Azzurra, a pochi chilometri da Cannes, si trova ormeggiato lo yacht Elektra.  

I russi Vladimir e Blinis, amici e compagni di sventure prima di approdare in Francia, custodiscono e organizzano la manutenzione della nave per conto della signora Jeanne Papelier, dedita all'alcol e sola nonostante la figlia Hélène viva sulla nave. La storia inizia la Domenica delle Palme nel tranquillo ristorante Polyte in riva al porto e si sviluppa attorno e attraverso la figura di Vladimir, amante della vecchia signora e suo tuttofare. L'elemento scatenante è la scomparsa di un preziosissimo diamante che Vladimir ha sottratto alla padrona e nascosto nel boccaporto della nave nella cabina del compagno Blinis. Il fatto non crea un caso su cui indagare ma fornisce a Vladimir la motivazione per fare licenziare l'amico, colpevole solo di avere una relazione con Hélène. Da questo punto in poi le esistenze di tutti precipitano fino al tragico epilogo e la ricerca di espiazione di Vladimir, ormai vagabondo in Polonia.

Confesso di aver iniziato la lettura pensando che mi sarei trovata a leggere qualcosa à la Maigret. Invece Senza via di Scampo è un romanzo essenziale, crudo, di tipo psicologico. Le due coppie contrapposte Blinis/ Hélène, ingenui e semplici e Vladimir/Jeanne Papelier, vigliacchi e spaventati dalla solitudine e dalla miseria rappresentano un po' le vittime sacrificali in mano a carnefici disperati nella solitudine e nel vuoto delle loro esistenze. Ma Vladimir cercherà il suo riscatto, simbolicamente nei giorni di Pasqua, e partirà alla ricerca dell'amico a cui dona la possibilità di farsi una vita con Hélène. A lui, invece, sembra riservare, per scelta, una vita da mendicante come quella subita dall'amico al dormitorio pubblico di Varsavia ma l'autore, con ironia, ci lascia intendere che Vladimir prima o poi potrebbe tornare alla sua vita vigliacca e mediocre al tranquillo ristorante Polyte. Una vita, appunto, senza via di scampo.

Senza via di scampo, Georges Joseph Christian Simenon, Adelphi 2008, p. 173

 Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 - Losanna, 4 settembre 1989).
Dopo gli studi eseguiti in vari istituti retti dai gesuiti - abbandonati dopo la morte dell'amato padre nel 1921 - Simenon inizia presto a guadagnarsi da vivere praticando diversi mestieri fino a quello di redattore per il giornale conservatore più importante della sua città La Gazette de Liège. Dopo aver svolto i suoi obblighi militari parte per Parigi per tentare la carriera di scrittore. Romanzo di una dattilografa, pubblicato sotto lo pseudonimo di Georges Sim, pubbicato nel 1924 è un vero e proprio successo popolare. Da questo momento Simenon, autore prolifico, pubblicherà un romanzo dopo l'altro a ritmo impressionante. Negli anni 1929-1930 Simenon abbandona definitivamente i romanzi popolari sotto pseudonimo e in questo periodo nasce il famoso personaggio del commissario Maigret  le cui inchieste Simenon cerchera' di portare anche sul grande schermo.
La lunga vita di Simenon e' caratterizzata da un'intensa attività sentimentale, da viaggi intorno al mondo e da cambi di residenza che lo porteranno a trasferirsi per qualche anno anche negli Stati Uniti alla fine del secondo conflitto mondiale. Torna in Europa negli anni cinquanta, prima in Costa azzurra e quindi in Svizzera, a Epalinges nei dintorni di Losanna. Nel 1972, dopo aver pubblicato Maigret et monsieur Charles, lo scrittore annuncia che non avrebbe mai più scritto. Inizia l'epoca dei Dettati: Simenon registra su nastri magnetici le parole che aveva deciso di non scrivere più. Ciò nonostante nel 1974, a seguito della morte della madre, pubblicherà Lettere a mia madre, un libro testimonianza in cui l'autore cerca di comprendere il suo tormentato rapporto con la madre. Nei tardi anni settanta le condizioni di salute di Simenon sono precarie, ma questo riduce solo in parte la sua produzione letteraria. Nel 1978 la figlia Marie-Jo muore suicida: nel 1980 Simenon rompe la promessa fatta otto anni prima e scrive di suo pugno il romanzo autobiografico Memorie intime, dedicato alla figlia. Georges Simenon muore a Losanna per un tumore al cervello nel 1989.

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