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Kimi Antonelli campione del mondo F1, ma la mamma gli dà la paghetta nonostante i milioni

Kimi Antonelli campione del mondo F1 a 20 anni: stipendio, patrimonio, società e la paghetta dalla mamma.

Kimi Antonelli campione del mondo F1, ma la mamma gli dà la paghetta nonostante i milioni

Andrea Kimi Antonelli è entrato nella leggenda della Formula 1 con il terzo posto al Gran Premio del Messico che gli ha consegnato matematicamente il titolo mondiale 2026. A soli 20 anni e 68 giorni al momento della conquista matematica, il pilota bolognese è diventato il più giovane campione della storia, superando ogni previsione e riscrivendo i record di una disciplina che sembrava aver visto tutto. Il titolo gli verrà ufficialmente consegnato all'ultimo gran premio quando avrà 20 anni e 103 giorni, ma la sostanza non cambia: l'Italia può celebrare il terzo pilota italiano iridato dopo decenni di attesa.

Il trionfo di Antonelli non è stato solo sportivo. Dietro le vittorie in pista si nasconde un impero economico appena sbocciato, fatto di contratti milionari, sponsorizzazioni internazionali e una rete di società che gestiscono il suo brand. Ma quanto guadagna davvero il giovane campione. E soprattutto, come gestisce una fortuna che farebbe girare la testa a chiunque, figuriamoci a un ventenne. Il debutto di Kimi in Formula 1 risale a marzo 2025, quando Mercedes lo ha schierato in griglia al Gran Premio d'Australia.

Partito sedicesimo sotto la pioggia battente, ha chiuso al quarto posto diventando il secondo pilota più giovane di sempre a conquistare punti iridati, a 18 anni e 203 giorni. Solo Max Verstappen aveva fatto meglio per precocità. Da quel momento la sua carriera è stata una cavalcata trionfale: 9 vittorie, 7 pole position, 7 giri veloci e il titolo mondiale nella sua seconda stagione completa. Eppure, nonostante la gloria raggiunta, Antonelli non si trova ai vertici della classifica degli stipendi. Il motivo è semplice: i contratti in Formula 1 riflettono l'esperienza e il potere contrattuale accumulato negli anni.


Il bolognese è poco più che un esordiente agli occhi delle dinamiche economiche del paddock, e Mercedes ha parametrato il suo ingaggio a quello di un giovane talento emergente, non di un campione affermato. Gli accordi tra scuderie e piloti sono avvolti dal massimo riserbo, ma i siti specializzati come F1 Salaries e racing365news.com forniscono stime basate su indiscrezioni di paddock e analisi di mercato. Bisogna distinguere tra stipendio base, la quota fissa garantita al pilota, e i bonus legati ai risultati: punti conquistati, podi, vittorie, pole position, giri veloci.


Questa seconda componente può fare la differenza tra un contratto ordinario e un accordo milionario. Max Verstappen, quattro volte campione del mondo con RedBull, percepisce uno stipendio base di 70 milioni di dollari, a cui si aggiungono bonus sostanziosi. Lewis Hamilton, sette volte iridato, guadagna 60 milioni in Ferrari, mentre il suo compagno di scuderia Charles Leclerc si ferma a 34 milioni. Per trovare Antonelli nella classifica degli stipendi occorre scendere fino al diciassettesimo posto: 3,4 milioni di dollari secondo F1 Salaries, circa 3 milioni di euro. Racing365news.com lo colloca al diciottesimo posto con 2 milioni di dollari, equivalenti a 1,7 milioni di euro.


Cifre che impallidiscono rispetto ai top earner della griglia, ma che rappresentano comunque un patrimonio considerevole per un ragazzo di vent'anni. E qui entra in gioco la componente più imprevedibile e potenzialmente redditizia: i bonus. Mercedes avrà certamente inserito nel contratto di Kimi una serie di incentivi legati alle performance, e considerando le 9 vittorie, le 7 pole e i 7 giri veloci conquistati, si può immaginare che la componente variabile del suo compenso abbia raggiunto cifre considerevoli. Le variabili rappresentano la voce più incerta per un pilota, ma nel caso di Antonelli potrebbero essere la fonte di ricavi più importante.


A tutto questo si aggiunge il fiume di denaro proveniente dalle sponsorizzazioni personali. Kimi ha già girato spot pubblicitari per la nuova Glc elettrica di Mercedes-Benz, per Sky Wifi e per Adidas insieme alla stella Nba Anthony Edwards. Accordi commerciali stipulati mentre la sua carriera prendeva quota e che ora, con il titolo mondiale in tasca, cresceranno esponenzialmente. Al di là della speculazione sulle cifre esatte, si tratta senza dubbio di milioni di euro aggiuntivi rispetto allo stipendio base. Ma ecco il dettaglio che rende la storia di Antonelli ancora più affascinante e inaspettata. Nonostante i milioni che affluiscono sul suo conto, il campione del mondo riceve dalla madre Veronica Pomaro una paghetta mensile.


"Gliela verso ogni mese e deve farsela bastare", ha dichiarato la donna senza mezzi termini. "Con Kimi abbiamo stabilito un budget, lui deve imparare a rispettarlo. Gli ho detto: se vuoi fare delle vacanze ma hai già finito i soldi nei mesi precedenti, ti devi arrangiare". Un approccio educativo che suona quasi anacronistico nell'era dei giovani milionari, ma che rivela la filosofia familiare che ha forgiato il carattere del pilota. Il mantra è chiaro: niente è dovuto, te lo devi guadagnare. Un principio che ha tenuto i piedi per terra a un ragazzo che a vent'anni ha già raggiunto vette che altri sognano per tutta la vita. È questo equilibrio tra successo straordinario e normalità quotidiana che rende Antonelli un campione diverso, lontano dagli eccessi e dalle derive che hanno segnato la parabola di altri giovani talenti.


Il business di Kimi, tuttavia, non si limita ai contratti sportivi e pubblicitari. Il suo impero si estende anche fuori dai circuiti, attraverso una rete di società e la tutela del suo marchio. Il 29 aprile 2026 il marchio commerciale "KIMI ANTONELLI" è stato ufficialmente registrato e il 30 luglio 2026 la procedura è stata notificata all'Euipo, l'ufficio europeo sulla proprietà intellettuale. Il pilota è assistito dalla Società italiana brevetti e il 30 novembre 2026 terminerà il periodo di opposizione, la fase in cui terze parti possono contestare la registrazione. Il marchio intende proteggere gli interessi commerciali di Antonelli in ben 13 categorie di prodotti e servizi regolamentati secondo la classificazione di Nizza: cosmetici e profumeria, caschi protettivi, tute ignifughe, videogiochi, custodie per smartphone, automobili, go-kart e ciclomotori, gioielli e bigiotteria, poster, cartoline e biglietti d'auguri, pubblicità, abbigliamento e altro ancora.


Una strategia di brand protection che anticipa un futuro ricco di licensing e merchandising. Come proprietario del marchio figura la Aka srl, con sede in via Fondo Ausa, 60 nella frazione Dogana della Repubblica di San Marino. Aka è il soprannome del pilota, corrispondente alle iniziali dei suoi nomi e cognome: Andrea Kimi Antonelli. La società è classificata con codice Ateco principale 93.19.99, equivalente a "Altre attività sportive non classificate", che comprende attività svolte da sportivi e atleti indipendenti e la gestione di circuiti per corse automobilistiche. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Aka srl nel 2025 ha registrato 3,39 milioni di euro di ricavi e un utile netto di 2,70 milioni.


Numeri che testimoniano una struttura economica già solida prima ancora del trionfo mondiale. Ma non è l'unica società riconducibile al pilota. Sempre a Dogana, allo stesso indirizzo, si trova la Akm Motorsport srl con codice ateco principale 93.12.00 - Attività di club sportivi. Questa società ha chiuso il 2025 con 4,72 milioni di euro di ricavi e un utile netto di 424.559 euro. Infine, a Sala Bolognese, nella città metropolitana di Bologna, opera la Antonelli Motorsport srl. Come risulta all'ufficio camerale italiano, nel 2025 la società ha registrato un fatturato di 259.095 euro e un utile di 22.852 euro. Tre società, tre strutture che gestiscono aspetti differenti dell'impero Antonelli: l'immagine personale, l'attività sportiva e le operazioni sul territorio italiano. Si tratta di cifre già rilevanti, ma per il campione italiano rappresentano solo l'inizio di quella che si spera sarà una lunga carriera.


Mercedes dovrà trovare un accordo per blindarlo e non farselo scappare: il contratto attuale lo lega al team principal Toto Wolff e alla scuderia tedesca fino a fine 2027. Dopodiché, con un titolo mondiale già conquistato e l'appetito di altri team che crescerà inevitabilmente, il valore di mercato di Kimi Antonelli esploderà. E con esso la sua capacità di negoziare contratti da capogiro. Ma mentre gli agenti lavorano ai prossimi accordi e le società macinano utili, Veronica Pomaro continuerà a versare la paghetta mensile a suo figlio. Perché dietro il campione del mondo c'è ancora un ragazzo di vent'anni che deve imparare il valore del denaro. E forse è proprio questo il segreto che lo porterà lontano, molto più lontano di quanto si possa immaginare.

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