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Recensione del film Women Talking - Il diritto di scegliere

Women Talking - Il diritto di scegliere è il film drammatico nelle sale

Recensione del film Women Talking - Il diritto di scegliere

Nel 2010, le donne e le ragazze di una colonia mennonita isolata e senza nome scoprono che gli uomini hanno usato tranquillanti per mucche per sottometterle e violentarle. Gli aggressori vengono arrestati e imprigionati in una città vicina.


La trama del film Women Talking - Il diritto di scegliere

Il dibattito è ora su tre opzioni: non fare nulla, restare e combattere o andarsene. Scarface Janz (Frances McDormand), una donna dell’opinione "non fare nulla", lascia l'incontro dopo essere rimasta delusa dalla discussione, portando con sé la figlia esitante Anna (Kira Guloien) e la nipote resistente Helena (Shayla Brown).

Il film Women Talking - il diritto di scegliere patisce l’eccessiva presenza della voce fuori campo, che non fa immedesimare lo spettatore nella vicenda. A ciò si uniscono i dialoghi prolissi tra le protagoniste, che non spingono avanti l’azione. Il tema della dipendenza della donna dalle regole maschile, resta così affossato dalla necessità di spiegazione, piuttosto che dalla verve delle donne. La stessa Salome (Claire Foy), appena tornata da un viaggio per raccogliere antibiotici per la sua piccola figlia che è stata aggredita, rimane irremovibile sul restare e combattere: della stessa opinione è Mejal (Michelle McLeod), così come Ona (Rooney Mara), incinta dopo essere stata violentata. One suggerisce anche di creare una nuova serie di regole per la colonia che dia uguaglianza alle donne. Mariche (Jessie Buckley), figlia di Greta (Sheila McCarthy) e madre di Autje (Kate Hallett), non è d'accordo, ritenendo che il perdono sia l'unica opzione attuabile. Per disinnescare il conflitto, Ona suggerisce ad August (Ben Whishaw) di creare un documento che indichi i pro e i contro della partenza, e un altro che illustri i benefici di restare.



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