La Nebbia, perché il network Spike ha cancellato la serie

Tv / Show / Recensione - 24 June 2018 08:00

L'esperienza della serie tv ispirata al racconto del re dell'horror si conclude dopo una sola stagione.

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La Nebbia si è diradata: la serie tv non tornerà sullo schermo perché il 27 settembre del 2017 il network Spike ne ha annunciato la chiusura gettando nel disappunto i numerosi fan: salvo clamorosi ripensamenti, dunque, i dieci episodi della prima stagione che in Italia sono stati caricati sulla piattaforma Netflix resteranno gli unici. La serie era tratta dall'omonimo racconto del maestro dell'orrore Stephen King e narra della tranquilla cittadina di Bridgeville nel Maine, che un giorno viene invasa da una nebbia comparsa inspiegabilmente dal nulla, uccidendo chi vi resta intrappolato. A questo fenomeno si aggiungono altri eventi misteriosi e inquietanti  che spingono gli abitanti a rifugiarsi in un centro commerciale, una chiesa e un ospedale.
La Nebbia

A spingere il network alla cancellazione è stato lo scarso audience: la première era stata vista da poco più di un milione di telespettatori, un numero deludente che ben presto si è ulteriormente abbassato fino a quota settecentomila, obbligando a staccare la spina. Le avvisaglie peraltro si erano già avute qualche settimana prima dell'annuncio ufficiale, con l'ingresso di Morgan Spector nel cast di Homeland. Chiedersi cosa non abbia funzionato nella serie conduce a molteplici risposte: a  molti non è piaciuto il ritmo eccessivamente lento e i personaggi piatti e poco carismatici, mentre la CGI ha lasciato un po' di amaro in bocca soprattutto per quanto riguarda la nebbia. Forse l'avanzamento della tecnologia in campo televisivo e cinematografico non ha comportato soltanto conseguenze positive.
Con l'eccezione di Eve Sutherland, i personaggi de La nebbia non riescono ad uscire dagli stereotipi, fallendo nella missione di creare empatia per la loro sorte. Il fiasco dello show rappresenta una novità per i soggetti tratti dalla penna di Stephen King, abituato ad incassare montagne di denaro sempre e comunque. Nel 2007, dal suo racconto fu tratto il film "The Mist" che si attirò le lodi della critica per le atmosfere cupe e lovecraftiane e per i personaggi ancora più terrificanti dell'orrore senza nome in agguato oltre le vetrate del centro commerciale. Forse era questo tipo di atmosfera che i produttori avevano in mente di ricreare, ovvero ciò che abbiamo già visto in The Horror, la rivelazione di quest'anno. Invece l'esperimento ha avuto un esito differente.

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