eFootball, recensione videogame per PS5 e Xbox Series X

Games / Recensione - 30 September 2021 14:00

Il peggior PES degli ultimi anni

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La svolta epocale per la serie Pro Evolution Soccer è arrivata nel 2021, con un cambio nel nome e nella formula di gioco, diventando un free to play dal lancio e con contenuti in arrivo nel corso dei mesi a seguire. Un'idea che ha suscitato sin da subito alcune perplessità, sia per un day one con modalità ridotte all'osso sia per una beta pubblica che metteva in evidenza delle importanti lacune tecniche e di gameplay. I dubbi e le paure sono ormai diventate delle certezze, con una versione gratuita scaricabile su nuova e vecchia generazione che lascia molto amaro in bocca, soprattutto dopo gli ultimi splendidi capitoli di PES.

eFootball
La serie PES è tornata sull'ottovolante della qualità: nelle prime due generazioni di PlayStation ha rappresentato lo stato dell'arte videoludica, poi una generazione disastrosa su PS3/Xbox 360 e una mezza nella precedente, salvo poi riprendersi definitivamente con il capitolo del 2017. Meccaniche riviste, una grafica curata, un ritmo di gioco simulativo e una fisica della palla meravigliosa hanno riportato la serie ai fasti di un tempo. Fino ad oggi, fino al 30 settembre, data di lancio di questo strano esperimento, forse complice uno sviluppo sulla nuova generazione complicato, con alcune problematiche che hanno rimescolato le carte in gioco. Uno su tutti, oltre alla pandemia, potrebbe essere rappresentato dal passaggio al nuovo motore grafico Unreal Engine, che è andato a sostituire il proprietario Fox Engine di Konami. Quello che doveva essere un viatico verso la nuova generazione di console non è, alla prova dei fatti, un miglioramento tecnico dei precedenti capitoli. Tutt'altro, considerando l’impatto iniziale straniante, con alcune imprecisioni visive fastidiose, date da una grafica poco dettagliata e pulita, un’estetica simil mobile, una lentezza in alcune animazioni e una complessità d'azione minore rispetto all’indole simulativa di PES 2021. Scompare il raddoppio di marcatura richiesto dal giocatore, ora in mano all'IA, con una precisione di manovra e intervento ridotte, così come gli scontri fisici e le animazioni che denotano qualche incertezza, passi indietro a tratti inspiegabili per un prodotto che negli ultimi quattro anni aveva ridisegnato stile e filosofia di gioco, ritagliandosi uno spazio ben preciso e definito all'interno dei calcistici. Gli aspetti tecnici grezzi si traducono quindi anche in una poca pulizia dal punto di vista del gampelay, semplificato nelle dinamiche ma che non apporta reali benefici in termini di gioco, vista un maggiore superficialità e imprecisione nell'esperienza complessiva.
Se dal punto di vista visivo e ludico eFootball si presenta come un capitolo apocrifo, atipico nella concezione ed estraneo al percorso intrapreso da Konami nell'ultimo lustro, lo stesso possiamo dire per i contenuti disponibili al lancio. Le modalità sono solo due, Match Offline e Eventi Online, e vedono la presenza di appena nove squadre disponibili: Juventus, Arsenal, Manchester United, FC Barcelona, FC Bayern München, CA River Plate, SC Corinthians Paulista, CR Flamengo e São Paulo FC. Gli stadi da scegliere sono sei: Allianz Stadium, Old Trafford, Camp Nou, Emirates Stadium, eFootball Stadium ed Allianz Arena. La road map di Konami, inoltre, è ben poca chiara e definita, con date ancora mancanti, che dovrebbero aggiungere le modalità e l'ossatura dei precedenti capitoli, tra Master League, Campionati, My Club ed Editor, uno dei fondamenti di PES sin dalla sua nascita, avvenuta sulla prima PlayStation. Un'assenza che mostra come tale progetto sia davvero distante dal passato, lontano e vicino, di una serie che conta ancora milioni di appassionati nel mondo.

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