Civilization VI, recensione videogame per PS4 e Xbox One

Games / Recensione - 28 November 2019 14:00

Riscrivere la storia dal divano di casa

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La serie Civilization è la regina degli strategici a turni da ormai due decenni, un punto di riferimento inamovibile all’interno del mercato PC, che diventa ora, per la prima volta in assoluto, un titolo disponibile anche per le console casalinghe con un capitolo principale. Dopo l’uscita per Nintendo Switch, infatti, Civilization VI approda su PS4 e Xbox One, permettendoci di vivere e scrivere la nostra storia personale direttamente dal divano di casa e su “grande” schermo.

Civilization VI
Civilization VI è il concretizzarsi di un lungo percorso di crescita degli RTS, uno strategico a turni dai ritmi lenti e riflessivi, dotato di una profondità e immediatezza inarrivabili, che unisce complessi sistemi socio-culturali e politici a dinamiche di gameplay tanto semplici quanto soddisfacenti. Si parte scegliendo la nostra civilità, da una cornucopia di leader, ognuna dotata di caratteristiche ed unità proprie, che vanno a modificare sviluppo e idee di governance. Possiamo quindi partire dagli immortali romani, una delle più quotate “tribù” di CIV, sviluppare l’impero russo, inglese, francese o spagnolo, toccare le orientali terre della Cina o del Giappone, puntare sul glorioso passato dell’Egitto o sul lontano richiamo degli Aztechi. Siamo di fronte ad un pacchetto davvero ricco e sfaccettato, un carnet di possibili civiltà che si ripercuote nello stile e nell’estetica di gioco, con una cosmesi visiva colorata, morbida e dalle tonalità vivaci. Raggiungere la vittoria finale è un processo lungo e che passa da varie scelte. Accanto al successo militare, dove soggiogare le altre civiltà con la violenza, vi è il predominio culturale o religioso, sino al progresso tecnologico che segna una netta supremazia sulle altre forze in campo. Gli sviluppi tecnologici, con diversi rami in termini tecnici, culturali e politici permettono differenti percorsi e possibilità di crescita della popolazione, che viene plasmata dalle nostre azioni. Gestire inoltre le risorse e cercare di espandere il nostro influsso sulle altre nazioni è fondamentale per instaurare proficui rapporti diplomatici, che permettano di fare pressione (militare o culturale) sugli altri leader mondiali.
Le espansioni, da comprare singolarmente, ampliano in maniera sensibile l’esperienza di gioco, aggiungendo nuove civiltà, edifici, meraviglie e tecnologie. Se con Rise and Fall si inseriscono meccaniche per la gestione della città, tra governatori e il grado di fedeltà (insieme al periodo buio), è con Gathering Storm che il titolo raggiunge una dimensione ancora più totale e realistica. Il carattere naturale e climatico diviene un aspetto fondamentale; Civilization VI introduce quella che nei prossimi decenni diventerà una delle più importanti variabili in termini politici e sociali: il riscaldamento globale. Le nostre scelte, soprattutto in era industriale, avranno un forte impatto sulla mappa di gioco, ed innescheranno un sistema di cause e conseguenze ben delineato. Uno sviluppo senza regole trasformerà inevitabilmente il clima, con l’innalzamento del livello del mare e il restringimento delle aree costiere, eventi naturali violenti e distruttivi, insieme all’inquinamento che va a modificare la qualità della vita dei cittadini. Porre un argine ai cambiamenti climatici sarà quindi nostro interesse, con accordi e patti da stabilire nel Congresso Mondiale, un organo dove poter agire su aiuti economici da destinare alle nazioni colpite da cataclismi (tornado, alluvioni, inondazioni). Tale introduzione va a plasmare il nostro livello di diplomazia che, insieme a premi specifici e di gestione politica, può condurre a un nuovo tipo di vittoria.



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