Venezia 2017: Sandome No Satsujin di Kore-eda Hirokazu - recensione film
74° Mostra internazionale del cinema di Venezia, presentato in concorso The Third Murder (Il terzo omicidio)
Sandome No Satsujin (Il terzo omicidio) viene presentato in concorso alla Mostra internazionale del cinema di Venezia 2017, diretto dal regista giapponese Kore-eda Hirokazu con protagonisti Kôji Yakusho, Masaharu Fukuyama e Suzu Hirose. La narrazione di The Third Murder si sviluppa sullo sfondo di una vicenda processuale che invece presenta intricati rapporti personali tra i personaggi, lanciando contenuti moraleggianti e lasciando allo spettatore l’interpretazione della finalità di detti legami.
Trama del film Sandome No Satsujin. L’avvocato Shigemori (Masaharu Fukuyama) viene assunto dall’imputato Misumi (Kôji Yakusho) che in un primo momento ammette il delitto di omicidio del suo datore di lavoro. Shigemori non prende a confutazione le prove ma comincia una propria indagine privata che lo porta a ricostruire oltre il passato del suo cliente anche i rapporti che l’imputato aveva con la famiglia della vittima. La sua strategia difensiva sembra essere posta in discussione quando il suo cliente tenta di ritrattare la sua deposizione dichiarandosi innocente.
Kore-eda Hirokazu fonda la narrazione del film non tanto sugli aspetti processuali o probatori come avviene per i moderni crime, piuttosto tende a far emergere i legami personali tra i protagonisti della trama. Una scelta probabilmente utile per il fine che il regista si era proposto: utilizzare la contraddittorietà del personaggio dell’imputato per guidare l’avvocato alla scoperta di crimini sottesi alla storia principale e dei legami che hanno determinato la vicenda. Compie un percorso a tratti caotico che svia lo spettatore su livelli alternativi di narrazioni senza tuttavia approfondirli, lanciando elementi comunque sufficientemente nitidi, lasciando che sia il pubblico ad oggettivare le proprie conclusioni. Le contraddizioni dell’imputato vengono utilizzate come mezzo che inducono l’avvocato a rielaborare le proprie indagini ed a soffermarsi su elementi ulteriori, come fosse manovrato da un cliente reticente, oltre la logica processuale. La sceneggiatura appare coerente con il fine che si era proposto il regista sebbene solo a fatua. Il cast formato tra gli altri dagli attori giapponesi Kôji Yakusho, Masaharu Fukuyama e Suzu Hirose rende un’interpretazione genuina
In Sandome No Satsujin viene proiettata una condivisibile e suggestiva rappresentazione della giustizia, considerandola come una barca sulla quale si trovano i protagonisti. Un’imbarcazione che deve essere condotta ad un approdo certo, indipendentemente dall’affermazione della verità.
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