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The Post, il nuovo film di Steven Spielberg con Tom Hanks e Meryl Streep

Ispirato alla vicenda dei cosiddetti Pentagon Papers, la pellicola potrebbe rivelarsi un temibile contendente alla corsa agli Oscar del 2018, nonché l'ennesimo, riuscito connubio tra cinema e g

The Post, il nuovo film di Steven Spielberg con Tom Hanks e Meryl Streep

Il nuovo film di Steven Spielberg è un progetto avvolto in una coltre di mistero. Si dice che Tom Hanks e Meryl Streep ne siano i protagonisti, e che il titolo (salvo futuri cambiamenti) sia “The Post”, ma per il resto i dettagli rilasciati al riguardo sono veramente pochi. Il recente annuncio che verrà distribuito in un numero limitato di sale il 22 dicembre prossimo, lascia intendere che i produttori lo considerino un film più che in grado di concorrere agli Oscar del 2018. “The Post” verrà poi proiettato in tutti gli Stati Uniti a partire dal 12 gennaio 2018; uscendo in quel periodo, si ritroverà a gareggiare contro “Downsizing" di Alexander Payne, The Current War” con Benedict Cumberbatch, e “The Greatest Showman” con Hugh Jackman.

“The Post” parla delle vicende e dei personaggi legati ai cosiddetti “Pentagon Papers”, dei documenti top-secret (7000 pagine in tutto) stilati dal Dipartimento della Difesa americano in cui vengono studiati nel dettaglio i rapporti tra il governo statunitense e il Vietnam durante il periodo che va dal 1945 al 1967. La loro esistenza è stata resa nota prima dal New York Times, che li ha pubblicati il 13 giugno 1971, e poi dal Washington Post; una scelta editoriale che andava esplicitamente contro il parere dell’allora amministrazione Nixon. Nel film di Spielberg, Tom Hanks a quanto pare interpreta l’editore dell’epoca del Washington Post, Ben Bradlee, mentre Meryl Streep è l’editore dalla volontà di ferro Katharine Graham.

Quello tra giornalismo d’assalto e cinema è sempre stato, nella grande maggioranza dei casi, un connubio felice. Gli articoli di giornale e le inchieste si rivelano spesso una preziosa fonte d’ispirazione per sceneggiatori e registi, e sono alla base anche di film insospettabili, come il primo “Fast and Furious” e “Top Gun”. Ma in questa occasione vogliamo brevemente ricordare quelle opere che, partendo da un articolo, sono riuscite ad ammaliare la critica, a incassare, e a portarsi a casa illustri premi e riconoscimenti.

“Quel pomeriggio di un giorno da cani” è un classico del cinema diretto da Sidney Lumet, in cui Al Pacino offre una delle performance più iconiche e riuscite della sua carriera. Il film, nominato a 5 Oscar, si basa sull’articolo “The Boys in the Bank” apparso nel 1972 sulla rivista LIFE, in cui l’autore P.F. Kluge, documenta una rapina che per tutta una serie di coincidenze è finita col diventare un evento mediatico trasmesso in diretta tv.

“Insider – Dietro la verità” è un altro film con Al Pacino basato su un articolo di giornale, in questo caso “The Man Who Knew Too Much” (“L’uomo che sapeva troppo”), scritto da Marie Brenner e pubblicato su Vanity Fair nel maggio 1996. La vicenda ruota intorno a Jeffrey Wigand (interpretato da Russell Crowe), ex-dipendente dell’industria del tabacco che decide di rischiare la vita pur di denunciare gli inganni dei suoi ex-capi.

In anni più recenti, i due esempi da citare sono senz’altro “Argo” e “Il Caso Spotlight”. Per il primo, diretto da Ben Affleck (che ne interpreta anche il protagonista) e aggiudicatosi l’Oscar come miglior film nel 2013, lo sceneggiatore Chris Terrio ha adattato l’articolo pubblicato su Wired da Joshuah Bearman con il titolo “How the CIA Used a Fake Sci-Fi Flick to Rescue Americans From Tehran” (“Come la CIA usò un finto film di fantascienza per portare in salvo degli americani da Teheran); inoltre si è ispirato al libro “The Master of Disguise” di Tony Mendez, ex-agente CIA.

“Il Caso Spotlight”, invece, racconta le vicende della cosiddetta squadra “Spotlight” del Boston Globe, un’unità di giornalismo investigativo che negli anni si è occupata dagli abusi sessuali perpetrati nell’area di Boston da numerosi preti cattolici; nel 2003 queste inchieste si sono anche aggiudicate il Pulitzer.

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