Made in Sud, 'si tende ancor di più allo show di varietà': intervista a Paolo Caiazzo

Tv / News - 25 April 2017 07:00

La nuova edizione di "Made in Sud" va in onda su Rai 2 dall'8 marzo 2017. Mauxa ha intervistato Paolo Caiazzo, tra i principali protagonisti del programma.

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Il programma televisivo "Made in Sud" torna domani sera su Rai 2 con una nuova puntata. 

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Abbiamo intervistato Paolo Caiazzo, volto storico della trasmissione.

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D: Da anni sei nel cast artistico di "Made in Sud", cosa rende la nuova edizione diversa dalle precedenti?

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R: Effettivamente ho visto nascere il progetto quando era soltanto un laboratorio di giovani comici. Ora, dopo qualche anno, i giovani non sono più tanto giovani ed io vabbè lasciamo stare che mi prende la tristezza. Ogni edizione della trasmissione ha avuto qualche differenza con la precedente per l’ingresso di nuovi comici o proposte di nuovi personaggi del cast storico. Cambiamenti forse poco evidenti ma comunque presenti. Questa edizione, visto il cambio del 50% della conduzione l’ingresso di Gigi D’Alessio, la correzione di rotta è più netta. Si tende ancor di più allo show di varietà rispetto al tipico format di cabaret.

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D: Pur concentrandosi su varie espressioni di comicità, "Made in Sud" concede spazio anche all'intrattenimento musicale. Credi che questa soluzione possa permettere al programma di coinvolgere un pubblico più ampio?

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R: L’intrattenimento musicale, più presente in questa edizione, ritengo sia un valido respiro al ritmo frenetico dei numeri comici. Oggi è sempre più difficile individuare la “ricetta" giusta per allargare il pubblico. I gusti, le tendenze e le modalità di fruizione dei programmi televisivi stanno cambiando molto velocemente. Credo personalmente che chi propone spettacolo debba farlo sempre col massimo impegno, mettendo in scena quello che ritiene valido. È quello che, di settimana in settimana, cerchiamo di fare.

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D: In televisione hai partecipato a numerosi programmi di successo come "Quelli che il calcio", "Colorado Cafè", "Domenica In" e "Zelig Off". C'è una trasmissione particolare dove ti piacerebbe esibirti in futuro?

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R: Per ora guardo a Made in Sud che ho visto nascere e crescere, ma se dovessi scegliere mi piacerebbe qualcosa di natura completamente differente, magari un bel ruolo drammatico in una fiction. Quindi se qualche regista è in ascolto.

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D: Tra i personaggi che hai interpretato, qual è quello che ti definisce di più?

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R: Ogni numero o personaggio che crei è sempre un tuo figlio, e quindi voglio bene tutti alla stessa maniera. Però quello che più è vicino alla mia persona è il numero della Favola del Caiazzo dove un papà dei giorni nostri, con la figlioletta in un marsupio, cerca di raccontarle in maniera dolce ed ironica le amarezze del mondo.

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D: All'inizio degli anni Novanta hai frequentato la Bottega Teatrale del Mezzogiorno, che ricordo hai di quella esperienza? Quanto ha influito sulla tua crescita professionale?

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R: Grande esperienza artistica ed umana con il Maestro Antonio Casagrande che ha dato il via alla mia carriera. La formazione acquisita in quegli anni è stata indispensabile per la realizzazione di personaggi televisivi che hanno sempre un sapore teatrale.

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D: Nel corso della tua carriera hai collezionato molte esperienze teatrali, stai già lavorando ad un nuovo spettacolo?

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R: Ora sono in scena con “Per fortuna che sono terrone” monologhi, personaggi e canzoni sulla nazione vista però con gli occhi un “Terrone”. Per la stagione prossima sto lavorando ad un progetto molto sfidante per portare in teatro un film cult degli anni 90. Non posso dire di più per una questione scaramantica, sono sempre un napoletano. 

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