Festival di Venezia 2017, 'Suburbicon': incontro con George Clooney e il cast
Dopo il mezzo passo falso di 'Monument Men', il divo torna alla regia con un film basato su una sceneggiatura scritta negli anni Ottanta dai fratelli Coen
“Suburbicon” è l’immagine perfetta di un sobborgo degli anni ’50, dove la gente comune esprime con le sue azioni il meglio e il peggio dell’umanità. Un’effrazione e l’arrivo nel vicinato della prima famiglia afroamericana diventano i catalizzatori della follia e della violenza.
Matt Damon e Julianne Moore sono i protagonisti del sesto film da regista di George Clooney; degna di nota anche la performance offerta da Oscar Isaac, che infatti si è guadagnato le lodi dei suoi colleghi durante l’incontro con la stampa.
Dato il contenuto del film, le domande dei cronisti avevano inevitabilmente a che fare con l’attuale quadro politico negli Stati Uniti.
Clooney ha ammesso che sono stati i discorsi sul muro pronunciati da Trump durante la campagna elettorale ad avergli riportato alle mente le vicende di Levittown, in Pennsylvania, e a fargli venire l’idea di coniugarle con una vecchia sceneggiatura scritta dai fratelli Coen nel 1986.
“Quando si dice di ‘far tornare grande l’America’, si pensa agli anni ‘50 di Eisenhower, che ovviamente erano un periodo fantastico in cui vivere solo se eri un uomo bianco eterosessuale”. Clooney crede fermamente che gli Stati Uniti abbiano ancora molta strada da fare per esorcizzare definitivamente i demoni della schiavitù e della segregazione razziale.
“C’è una nube oscura che incombe sul nostro Paese, che vedo arrabbiato come non mai”, ha detto l’attore, ma ciononostante si dice ottimista, e fiducioso nella solidità delle istituzioni democratiche. Non a caso “Suburbicon” si chiude con un messaggio di speranza veicolato dall’immagine dei due figli che giocano a baseball. Ma Julianne Moore ha voluto fare un appunto riguardo alla retorica delle ‘generazioni future’: “I nostri figli non possono cambiare le cose, se noi per primi non ci sforziamo di dare il buon esempio”.
“Si candiderebbe a Presidente degli Stati Uniti?” ha chiesto qualcuno alla fine dell’incontro. “Chiunque sarebbe meglio di quello che abbiamo ora”, ha ribattuto Matt Damon, risparmiando all’amico e collega l’onere della risposta.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
The Madmen Coach, il film proiettato in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale
The Madmen Coach di Carlo Liberatore racconta come il calcio promuova inclusione e salute mentale in Senegal
Arisa guida il look dell'autunno 2026: quello stivaletto nero che non costa troppo
Arisa è ancora una volta icona di stile con questo stivaletto nero per l'autunno 2026.
Su Netflix trovi Josh Hartnett nel thriller horror ispirato da una inquietante storia vera
Josh Hartnett è su Netflix in questo incredibile horror che si ispira a storie vere.
Dylan Dog Horror Show: le novità sullo spettacolo teatrale
Dylan Dog, la trama, il cast dello spettacolo teatrale
Movie&Short Festival 2027: aperti i bandi per cortometraggi e arti visive
Movie&Short Festival 2027: aperte le iscrizioni gratuite ai concorsi per cortometraggi e arti visive.
Festa del libro medievale e antico di Saluzzo 2026: programma tra storia, gastronomia, cultura
Festa del libro medievale di Saluzzo 2026: ospiti, incontri, mostre e appuntamenti dedicati al tema A tavola nel Medioe
Festa del Cinema di Roma 2026: i film in concorso, le trame e i registi del Progressive Cinema
Festa del Cinema di Roma 2026: trame e registi dei film in concorso nella sezione Progressive Cinema
Come Francesca Fagnani ha battuto le sfilate con jeans e giacca di pelle da 60 euro
Francesca Fagnani alla Milano Fashion Week da Armani con jeans slavati e giacca in pelle.