Believe Film Festival 2026 a Verona: il programma della nona edizione
Believe Film Festival 2026 a Verona, i film in concorso
Dal 15 al 18 ottobre 2026 Verona ospiterà la nona edizione del Believe Film Festival, manifestazione italiana dedicata ai cortometraggi realizzati da autori e crew tra i 14 e i 24 anni. Il festival, nato nel 2018 e organizzato dall’Associazione Believe APS, è diretto da Francesco Da Re, con la collaborazione di Davide Mogna, e propone un programma costruito attorno alle nuove generazioni di filmmaker.
Sono 24 i cortometraggi finalisti, suddivisi tra Selezione Ufficiale, Sezione Esordienti, Believe Extra e Fuori Concorso. I lavori affrontano temi diversi, dalla crescita personale alle relazioni, dal disagio adolescenziale alla memoria, dall’amicizia alla paura del futuro, passando per sperimentazione e commedia.
La Selezione Ufficiale
La Selezione Ufficiale comprende sei cortometraggi. In Agata di Lorenzo Frison, Fabio raggiunge un hotel su un’isola per incontrare una ragazza conosciuta online e di cui si è innamorato, ma una serie di imprevisti mette alla prova l’incontro. A Laugh, a Dance, a Cry, firmato da Alessandro Borghi, Alexander Caproni di Taliedo e Nicola Scaramella, ricostruisce invece attraverso ricordi ed esperienze la storia dell’amicizia tra due giovani russi.
Il tema della perdita torna in Germoglio di Matteo Franchini e Giorgia Salotti, in cui Sofia, mentre prepara l’elogio funebre del nonno, ritrova nei luoghi e nei ricordi legati a lui la forza per affrontare un lutto aggravato da una verità rimasta nascosta. In Lei notte di Alberto Marrè, invece, Jack non riesce a superare la fine della relazione con Cloe e gli amici cercano di aiutarlo a uscire da una situazione di immobilità emotiva.
Pollo fritto di Davide Caponi si sviluppa quasi interamente all’interno di un’automobile, dove Roberto cerca di capire cosa sia accaduto a Matteo, mentre Ruggine di Lorenzo Atzei segue due giovani attori ed ex amanti rimasti chiusi fuori da un teatro poco prima dello spettacolo, costretti così a confrontarsi con ciò che è rimasto irrisolto tra loro.
Gli esordienti e le storie dell’adolescenza
La Sezione Esordienti, dedicata agli autori tra i 14 e i 18 anni, riunisce sei lavori incentrati soprattutto sull'adolescenza. Domani tutto bene di Edoardo Paganelli racconta sei adolescenti che cercano di nascondere il proprio dolore dietro la frase “Va tutto bene”, mentre Dragonflies di Anita Cazzalini segue l’incontro tra Anna, sedicenne solitaria in difficoltà a scuola, e Amelia, una ragazza dal sorriso contagioso che nasconde un mistero. Durante la serata dedicata agli esordienti sarà inoltre presentato in anteprima Alle 17:00, realizzato nell’ambito della prima edizione del Premio Fondazione Cattolica.
Il senso di colpa dopo una perdita è al centro di Non abbastanza di Matteo Fraioli, mentre Qualcosa di più grande di Francesco Guerriero segue un adolescente che cerca di trasformare in parole, davanti allo schermo del computer, le proprie riflessioni sull’esistenza e sul futuro. Salti nel vuoto di Pietro Zuntini porta invece tre ragazze sui calanchi, alle prese con una decisione drastica e con un confronto tra ironia, paura e fragilità. Chiude la sezione Uscito a riveder le stelle di Sophia Lassi, dedicato alla solitudine di Dante, alle prese con incomprensioni, bullismo e assenza del padre.
Believe Extra: sperimentazione e nuovi linguaggi
Otto sono i cortometraggi di Believe Extra, sezione dedicata a opere che sperimentano con generi e linguaggi e affrontano temi vicini alle nuove generazioni. ‘A vecia di Nicolò Saran è ambientato nella campagna veneta durante il Panevin e segue una giovane coppia di contadini alle prese con il tema della sterilità, mentre il tradizionale rito del fuoco assume una dimensione misteriosa.
In Alla fine del mondo di Alessio Anello, ambientato nel 2087, l’umanità è prossima all’estinzione e gli unici uomini rimasti sono un anziano smemorato e un ragazzo nato durante l’apocalisse. Esistenzialismo da giardino, realizzato da Davide Callegari, Giulia Cantarella, Matilde Dri, Denise Pattarello e Riccardo Penzo, affronta invece con ironia la paura del futuro e la difficoltà di compiere il primo passo di fronte a qualcosa che sembra insormontabile.
È solo una pianta di Giovanni Morganti e Matteo Scapin racconta la ricerca di una nuova casa da parte di un uomo vicino alla morte per la sua amata piantina. Il sacrificio alla terra di Chiara Satta si sposta invece in Sardegna, dove il rito dei Mamuthones diventa il punto di partenza per un racconto che attraversa memoria, tradizione, trance collettiva e dimensione ancestrale.
Con Nugae, Francesco Luigi Agostino trasforma una cena nella Roma elegante di casa Tiberi in un confronto con vecchie abitudini e ipocrisie di classe. Sì, no, boh, forse? di Andrea Spagnoletti utilizza invece la commedia per raccontare una possibile svolta nella routine d’ufficio, nascosta dietro una misteriosa porta del bagno. Tipi tosti di Giulia Ottofaro segue infine Rocco e Vito, due uomini che cercano di difendere la propria immagine da “duri” e sono costretti a confrontarsi quando scoprono l’uno il segreto dell’altro.
I titoli Fuori Concorso
Il programma si completa con quattro titoli Fuori Concorso. In Fade to black di Samy Midoun, Elena, rimasta sola in un appartamento ancora da completare, deve confrontarsi con un futuro che improvvisamente sembra non arrivare più. Lapin di Alessandro Alberti racconta invece le difficoltà di un ragazzo impegnato a realizzare da solo un cortometraggio in casa, fino all’arrivo di una strana entità che lo aiuta a comprendere dove stia sbagliando.
Night Shift di Matteo Cesari e Carla Maria Parisi mette al centro l’incontro notturno tra Stella, lasciata dal fidanzato in un drive-in, e Noemi, la cameriera che inizialmente la giudica con severità ma finisce per scoprirne una fragilità inattesa. Oltre te ci sono io di Ilaria Sciscione segue invece Irene, quindicenne alle prese con rabbia e fragilità adolescenziali, fino a un incontro misterioso che le permette di iniziare a guardare oltre ciò che appare.
Cinema, formazione e networking
Accanto alle proiezioni, il Believe Film Festival propone speed meeting, workshop, masterclass, incontri con professionisti, momenti di confronto ed eventi speciali, con l'obiettivo di favorire il dialogo tra i giovani autori e il mondo professionale. Il networking rappresenta infatti uno degli elementi centrali della manifestazione, sostenuto anche dalla BelieveApp, la piattaforma del Festival pensata per mantenere i contatti tra la community anche oltre i quattro giorni della manifestazione.
Un ulteriore elemento del programma è la partnership con Rai Cinema Channel. I cortometraggi vincitori dei Premi del Pubblico avranno la possibilità di essere pubblicati sulla piattaforma nei tre mesi successivi al Festival. Durante la manifestazione saranno inoltre proiettati alcuni cortometraggi di Studenti in Corto, progetto di Rai Cinema dedicato ai giovani autori e ai linguaggi emergenti, realizzato in collaborazione con università e scuole di cinema italiane.
I finalisti saranno protagonisti delle proiezioni e degli appuntamenti della nona edizione, in programma a Verona dal 15 al 18 ottobre 2026, con workshop, masterclass, incontri con ospiti ed esperti, momenti di networking, eventi speciali e la serata finale con red carpet e premiazioni.
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