Maria Amelia Monti Primadonna In \'Michelina\'
Ormai la foga dell\'avanguardia ha preso il sopravvento sulla storia, sull\'importanza del testo che rinvigorisce emozioni e sogni dello spettatore. Gran parte del teatro autoreferenziale svanisce invece in quest\'opera che riesce a fondere la raccontabilità del vaudeville, con la spettacolarità del cabaret-moderno.
Siamo nel 1948, a Lomellina. Michelina fa la mondina e quando uno sgangherato cantante, Arturo Bonavia, la convince a seguirla, lei nell\'impeto del cambiamento accetta.
Intanto Michelina, poiché ha ottenuto una grazia chiesta per il fratello, viene seguita dal Cardinal Roberto affinché testimoni per avvallare il processo di beatificazione della suora Ercolina, presunta artefice del miracolo (in verità Michelina aveva invocato un\'altra Santa, ma per il Vaticano questo è un dettaglio). Il problema è che Michelina s\'innamora del Cardinale.
Quando il Cardinale, per fuggire dalla tentazione amorosa decide di trasferirsi a Parigi, l\'aereo cade e Michelina si dispera per la perdita. La giovane chiede di nuovo una grazia alla suora Ercolina e sarà esaudita: il Cardinale Roberto non era più salito su quell\'aereo, lui smette l\'abito talare e corona il suo amore con Michelina.
La trama procede tra colpi di scienza e spesso risulta macchinoso il ricorso a stratagemmi come la presenza del miracolo, dell\'ambiente ecclesiastico. Ma quello che a prima vista frena la dinamicità della storia in verità consolida l\'aspetto lussureggiante della vicenda: la figura di Michelina (un\'istrionica Maria Amelia Monti), con le sue battute sull\'amore e sul sesso (\"Io sono Cardinale, non posso innamorarmi\", fa Roberto; \"Che promessa è mai? È come chiedere ad una persona di non camminare\", risponde lei) è ancora più potente di fronte all\'ambiente intransigente della chiesa. Prorompe una vitalità che raramente nelle recenti opere teatrali è emersa, neanche in quelle cinematografiche. Michelina proprio perché pura e incondizionata, quasi vivente allo stato selvaggio (non porta le mutande perché quando lavora alla risaia fa prima a espletare i bisogni) svetta contro la rigorosità dell\'ambiente cattolico. La rivalsa dell\'amore è proprio questo, ottenerlo dove è più difficile trovarlo: non nella persona del suo attore-spalla (l\'eclettico Giampiero Ingrassia), che la porta in giro per teatri.
Dopo il successo della sitcom Finalmente soli, con Gerry Scotti, Maria Amelia Monti si conferma come la più duttile attrice italiana, con una verve ed una naturalezza nel passare dal registro faceto al drammatico raro e degno della migliore Katherine Hepburne.
MICHELINA. Regia: Alessandro Benvenuti. Drammaturgia: Alessandro Benvenuti. Attori: Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia , Amerigo Fontani Mauro Marino Gianni Pellegrino Annalisa Amodio. Produzione: Roberto Toni. Scenografia: Tiziano Fari.
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