Le Avventure Di Una Monaca Vestita Da Uomo

Comics / News - 22 April 2009 23:00

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Figlia di un hidalgo spagnolo, che sperava in un erede maschio, Kate viene cresciuta dalle amorevoli suore nel convento di San Sebastiano. All'eta' di quindici anni, spirito ribelle e fiero, s'infila i primi pantaloni cuciti con le sue mani, e fugge in vesti maschili.
Cosi', dopo avere recitato rosari a San Sebastiano, la monaca militare Catalina, si ritrova a declinare verbi irregolari a Vittoria, diventa paggio di un gentiluomo a Valladolid, marinaio tra squali e tempeste di Sua Maesta'  a Capo Horn, contabile commis di un commerciante di stoffe a Paita, finche' infine, nella feroce guerra contro gli indios, si unisce al reggimento di cavalleria comandato dal fratello che ignora la sua identita' . Per anni Catalina vive come il piu valoroso ufficiale di cavalleria sotto la protezione del fratello.
Le vicende del personaggio sono descritte con sorprendente vivacita' . Gli episodi sono narrati uno dopo l'altro in un crescendo umoristico esilerante. Il racconto si legge letteralmente d'un fiato.

Thomas De Quincey nasce a Manchester nel 1785. Presto orfano di padre, fin da bambino dimostra una certa insofferenza verso gli istituti scolastici.

Studente ad Oxford, comincia a prendere oppio come rimedio contro l'emicrania. Lascera'  gli studi senza portarli a compimento.

Nel 1807 la sua amicizia con Coleridge e Wordsworth lo porta, qualche anno dopo, a stabilirsi a Westmorland, dove si dedica allo studio dei classici e della filosofia tedesca. E' un periodo di straordinaria erudizione, in cui progetta opere di filosofia e di scienza economica. Sposa Margaret Simpson, che rappresentera'  sempre il suo punto di riferimento nella vita, e dalla quale ha 8 figli. Molto legato alla sua famiglia, costantemente in pena per la sua inettitudine alla vita pratica, De Quincey si stabilisce ad Edinburgo e per i successivi trent'anni, si guadagna da vivere scrivendo articoli, recensioni e racconti. Nei primi anni '20 si trasferisce a Londra.

Saggista e critico apprezzato, conosce il successo per la celeberrima autobiografia "Confessioni di un mangiatore d'oppio" che appare la prima volta nel 1821 sul "London Magazine".

La curiosita'  verso il bizzarro, lo scrutinio prediletto dei recessi piu oscuri dell'animo umano, sono alcuni dei tratti caratteristici di De Quincey che anticiperanno il decadentismo ispirando, tra gli altri, Baudelaire e Poe.

Schivo e introspettivo per indole, il consumo abituale d'oppio non fa che acuire questi suoi tratti caratteriali e dilatare la sua natura solipsistica.

La sua vita sara'  scandita dall'eterno proposito di ridurre le dosi d'oppio e limitare i debiti.

Nonostante sia un romanzo d'avventura nella migliore tradizione inglese, e' possibile riconoscere gli ingredienti della fiaba d'autore del romanticismo tedesco: l'universo fantastico, il tema del doppio e il simbolismo magico, il tutto condito con un'eco di picaresco. La raffinatezza dell'immaginazione opera come una livella e leviga ogni forzatura, il ritmo del racconto si fa spartito musicale. Quello che emerge e' uno spirito irriverente e ludico dell'avventura per l'avventura.
Tuttavia la tragedia incombe e il destino si abbatte impietoso sull'eroina: durante un duello notturno, Catalina uccide involontariamente il fratello. Con il cuore in pena, in fuga verso quel mare che le aveva mostrato per la prima volta le coste del Peru' con tutte le sue speranze dorate e che gia'  le aveva salvato la vita in situazioni disperate, Catalina si ritroverà  ad attraversare le Ande, il regno del gelo e del silenzio, in cui l'estate arriva invano come sulla tomba dell'amato fratello.
Legata a doppio filo allo stesso destino del vecchio marinaio di Coleridge, se pure con l'attenuante del caso, d'ora in poi Catalina, come il marinaio, sara'  perseguitata per la sua colpa fino al delirio: sopravvivera'  nel regno del ghiaccio, ma la sua vita e' condannata "all'ansia di un cuore che non conosce riposo" a tornare ogni "ora, nella veglia come nel sonno, al momento fatale".
Altre tragedie aspettano Catalina a Tucuman e a Cuzco, prima di fare finalmente ritorno in Europa dove le sue roccambolesche avventure e il suo patriottico eroismo si sono gia'  diffusi ovunque: con il favore del re e del papa, amata e ammirata da tutti, ha il mondo ai suoi piedi. Ma sono anni di grande inquietudine, il suo tormento non le da'  tregua. Un giorno decide di imbarcarsi nuovamente in una spedizione per l'America spagnola. La flotta attracca a Vera Cruz. Catalina scende e prende posto insieme agli altri ufficiali nella scialuppa. Qui si perdono le sue tracce.

Non c'e' prevedibilita'  nel succedersi della narrazione. La trama volge incessante contro l'aspettativa verso un senso della meraviglia che si autorigenera con un ritmo di narrazione che tocca il vertiginoso, raggiunto il quale l'autore, con gusto impeccabile, sceglie di mettere la parola fine. E' il trionfo del piacere della lettura tout court.

Thomas De Quincey, Le avventure di una monaca vestita da uomo, Excelsior 1881, 2008, 176 pg.

 

 

 

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