Venezia 79, recensione del film Dead for a Dollar

Cinema / Recensione - 06 September 2022 14:50

Dead for a Dollar è il film fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia

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Pur nell’ordinarietà dei film western, Dead for a Dollar insinua uno stigma più profondo, quello della rivincita femminile.

Nel 1897 a Chihuahua, nel New Mexico  la giovane Rachel Price (Rachel Brosnahan), sposata con un possidente (Benjamin Bratt) fugge con un soldato disertore e di colore,  Elia Jones (Brandon Scott). Il detective privato Max Borlund (Christoph Waltz) è ingaggiato dal marito per riportarla a casa: Max però ha anche un conto in sospeso con  Joe Cribbens (Willem Dafoe), che ha fatto incarcerare per 5 anni.


Mostra del cinema di Venezia 2022 - immagini

Il genere western nel film Dead for a Dollar

Se la trama pare ordinaria, nella seconda parte acquista un appeal inspiegato. Rachel confessa a Max che non tornerà dal marito, perché è un uomo violento e opportunista, dedito solo ad accumulare denaro e che la tradiva ripetutamente: lei stessa è stata sempre irrequieta, ma ora brama la sua libertà.

Da questo momento qui il film prende una svolta inattesa, pur rimanendo nelle pastoie che il genere western impone. Rachel è l'emblema della donna ferita che non ha paura di porsi contro l'ordine precostituito, in questo caso rappresentato dal marito.


Le novità del genere western in Dead for a Dollar di John Hill

Il regista John Hill dopo Geronimo (1993) torna a raccontare il west, dove le regole sono sovvertire e la giustizia è sempre relativa. Rachel infatti uccide il marito ma - grazie a Max - cela le prove e non viene condannata. E il fatto che la vicenda sia tratta da una storia vera - Rachel si unirà poi al movimento delle suffragette - fa ben comprendere quanto il western che si basa su fatti reali, possa essere attuale.

Hill riesce a infondere alle sparatorie e alle pistole puntate in viso, una soggettività secondo cui è la verve della protagonista a muovere l’azione: l’attrice Rachel Brosnahan ha un verve che da sola si equipara a quella dei suoi co-protagonisti, William Dafoe gigioneggia nella propria ironia, Christoph Waltz si fa scudo del suo cinismo che lascia trasparire un velato altruismo. Certamente lo stile western non può che sporgere, con le sue regole e necessità, ma virato sul personaggio femminile di Rachel assume un connotato moderno, “non congelato negli anni ‘50”, come ha affermato lo stesso regista.


© Riproduzione riservata



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