Farpoint, recensione videogame per PS4: lo sparatutto per PlayStation VR

Games / Recensione - 23 May 2017 15:00

Farpoint è lo sparatutto in esclusiva per PS VR, un'esperienza in realtà virtuale con la periferica dedicata, un fucile futuristico che funge da controller

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Farpoint è il videogioco di punta della line-up Sony per PlayStation VR, il visore di realtà virtuale esclusivo per PS4. La presentazione allo scorso E3 di Los Angeles, a giungo, aveva mostrato le potenzialità del titolo sviluppato da Impulse Gear, grazie ad una grafica estremamente curata e alla periferica dedicata. Proprio l’uscita in bundle con l’Aim Controller, un fucile dalle forme stilizzate e morbide, rappresenta la caratteristica cardine e immersiva dell’intera produzione, capace di far vivere in maniera realistica e peculiare l’esperienza di gioco, che, altrimenti, poggerebbe esclusivamente le proprie fondamenta sul classico concetto di sparatutto in prima persona.

La trama di Farpoint ci mette al comando di una navicella spaziale in orbita nel sistema solare, intenta ad indagare un fenomeno elettromagnetico sconosciuto, che potrebbe portare benefici all’umanità in termini di risorse energetiche. La situazione precipita improvvisamente e al nostro risveglio ci troviamo in un pianeta alieno, solamente con altri due sopravvissuti del nostro team iniziale. La ricerca dell’equipaggio e della coppia di scienziati ci porterà a visitare un mondo similare a Marte, ma lontano nello spazio e con presenze ostili molto più pericolose di qualsiasi avversità ambientale.



Il gameplay di Farpoint è alquanto semplicisitco, il tipico sparatutto un prima persona, che fa della componente shooter con la periferica dedicata il suo maggior pregio, restituendo un ottimo feeling e un feedback dei colpi soddisfacente. L’utilizzo dell’Aim Controller aggiunge una feature peculiare della realtà virtuale, ovvero quella di avvicinare il fucile al nostro volto per mirare, caratteristica che si perderebbe se utilizzassimo il Dualshock 4. Anche il cambio delle armi avviene spostando il fucile dietro la nostra schiena, come avverrebbe nella realtà, vincolando la portabilità delle stesse a soltanto due tipologie in contemporanea. A livello strutturale, non esistono bivi o possibilità alternative di affrontare le missioni, che scorrono sostanzialmente dritte dal punto A al punto B, linearità resa necessaria dalle meccaniche classiche e asciutte da shooter vecchio stampo. Questa rigidità di fondo non riesce a garantire una lunga durata dell’avventura, che può essere conclusa in circa cinque ore, nonostante un livello di difficoltà base non sempre semplicissimo. 



La grafica di Farpoint presenta un buon livello di dettaglio per essere una produzione specifica per PS VR, dove al momento solamente una manciata di titolo possono vantarsi di avere una realizzazione tecnica al passo con i tempi. Il grande pregio risiede in una nitidezza e pulizia dell’immagine, con paesaggi affascinanti e scorci evocativi. Gli stessi nemici, seppure basilari in animazioni e modellazione, diventano interessanti grazie alla prospettiva tridimensionale del caschetto Sony, che ci mette di fronte creature spaventose e a grandezza naturale, oltre ai mostri di taglia maggiore, che rappresentano un vero e proprio shock visivo. L’impatto estetico, insieme all’Aim Controller risultano quindi come le due caratteristiche fondamentali della produzione, che altrimenti si perderebbe nell’affollato mondo degli sparatutto in soggettiva.

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