Crash Bandicoot N.Sane Trilogy, recensione per PS4: il ritorno della mascotte PlayStation

Games / Recensione - 06 July 2017 14:00

Crash Bandicoot N.Sane Trilogy segna lo storico ritorno di una delle serie più amate della prima PlayStation, in una veste grafica totalmente rinnovata

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Crash Bandicoot N.Sane Trilogy è un pezzo di storia del videogioco, la collezione completamente restaurata dei primi tre storici capitoli usciti su PlayStation, un ricordo a cui tantissimi videogiocatori sono legati. Proprio l’aspetto nostalgico ha convinto Activison ad affidare al team interno Vicarious Visions il compito di riportare su PS4 una saga che ha rappresentato un marchio indissolubile da quello Sony. Il ritorno della storica mascotte di Crash è quindi il moderno bentornato di un platform in tre dimensioni, vecchio stile, semplicissimo nelle meccaniche e ancora oggi estremamente immediato e divertente. La trilogia contiene tutti i primi tre episodi come li conosciamo, con un recupero filologico, rispettoso delle origini, di Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back e Crash Bandicoot: Warped.

Ma da dove arriva il marsupiale dalle fattezze umane? La trama di Crash Bandicoot N.Sane Trilogy introduce l’iconico personaggio nel primo episodio, unendolo ai tentativi del folle DR. Neo Cortex di conquistare il mondo. La costruzione di un personale esercito parte dalle coste australiane, dove il laboratorio dello scienziato è adibito alla trasformazione della fauna locale in forme antropomorfe, attraverso l’uso del raggio Evolvo Ray. I mutanti, fedeli alleati, vengono poi istruiti grazie al Vortice Cortex. Ma un malfunzionamento della macchina, all’atto di creare il loro generale e comandante, trasforma il marsupiale Crash Bandicoot nel principale rivale, la nemesi buona del perfido DR. Neo Cortex.



Il gameplay di Crash Bandicoot N.Sane Trilogy figura tra i capisaldi della prima generazione di PlayStation, un platform 3D tanto basilare quanto affascinante. Seppure le meccaniche e la precisione dei salti non erano quanto di meglio potesse offrire il panorama ludico dell’epoca, con una maggiore libertà nei prodotti Nintendo, Crash mantiene ancora oggi inalterato il feeling immediato e scalabile dell’esperienza, che consta fondamentalmente di una veloce corsa verso il completamento dei livelli, sempre brevi e densi di pericoli da evitare. La lunghezza di pochi minuti dei lunghi “tunnel” del primo capitolo trovano un corrispettivo dall’elevata difficoltà nelle fasi finali, con sezioni da trail & error, che richiedono una precisa memorizzazione di trappole, nemici ed ostacoli. La raccolta dei frutti Wumpa, la distruzione di casse e nemici con l’iconica giravolta, le zone segrete da esplorare e gli scontri con i boss, insieme alle sfide a tempo, rappresentano l’immaginario classico dei platform game di una volta, l’essenza pura e primordiale del videogioco.



La grafica di Crash Bandicoot N.Sane Trilogy è il pezzo forte dell’intera produzione, con un look visto totalmente riscritto e potenziato. Se la struttura alla base è rimasta identica, con grande attenzione degli sviluppatori a non snaturare le meccaniche base, il discorso è totalmente inverso dal punto di vista tecnico. La Trilogy ha una cosmesi moderna, cartoon, dai contorni e dalle linee morbide, che addolciscono gli spigolosi contorni dei capitoli originali. L’acqua diventa trasparente, le nuvole soffici e leggere, i modelli di Crash e di sua sorella Coco, ora giocabile in ogni livello, sono puliti e dettagliati, un incredibile passo in avanti rispetto alla fine degli anni Novanta. La divisione in capitoli e livelli permette una variazione per quanto riguarda ambientazioni e scenari, che in questa collezione racchiudono praticamente l’intero immaginario di Crash. Il lavoro è quindi perfetto, e rappresenta il maggior pregio dalla produzione targata Activision, capace di render nuovamente lucidi i ricordi e lo stupore delle avventure vissute nella nostra infanzia.

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