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Call of Duty: Black Ops Cold War, recensione videogame per PS4

Nei caldi scenari della guerra fredda

Call of Duty: Black Ops Cold War, recensione videogame per PS4

Call of Duty: Black Ops Cold War è il videogioco sviluppato da Treyarch e pubblicato da Activision, il ritorno sui territori ammantati dalla cortina di ferro negli anni ’80, contesi tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Come il precedente Modern Warfare, la serie torna a battere su sentieri narrativi e atmosfere già conosciute, unendo stilemi del passato a nuove formule, qui riviste in una storia dai finali multipli e un’offerta multiplayer estremamente fresca e contenutisticamente imponente.

La trama di Call of Duty: Black Ops Cold War è ambientata dopo gli eventi narrati nel capitolo originale, riprendendone personaggi quali Alex Mason, Adler, Woods, e con la nuova possibilità di creare un nostro personaggio personale, novità assoluta all’interno della Campagna di CoD. La caratterizzazione del protagonista può così essere demandata al giocatore, che ne delinea i tratti attraverso l’editor: possiamo scegliere il sesso, la fisionomia e il colore della pelle, il background narrativo e le abilità di combattimento, personalizzando in maniera peculiare il nostro alter ego. La storia mantiene dei toni molto oscuri e ambigui, con una scrittura che non distingue pienamente bene e male, ma sfuma in una moralità che ricorda da vicino proprio i primi due capitoli, dove non sempre i ruoli erano ben definiti. Le sorprese dal punto di vista narrativo le ritroviamo anche in una rinnovata possibilità di scelta nei dialoghi, che portano ad alcune variazioni all’interno della trama, sino al bivio finale della Campagna. Tutto l’impianto singleplayer ha le sue fondamenta nella consueta spettacolarità dell’azione, con un ritmo battente e dinamiche ludiche che vedono un netto miglioramento in termini di profondità dell’esperienza offerta: al di là della cornucopia di proiettili sparati, infatti, Cold War si prende delle pause in missioni stealth, di infiltrazione o dalla distanza con il fucile da cecchino. Inoltre, diverse missioni hanno varianti negli stili di approccio, donando nuova linfa al tipico stile da run and gun della serie: ci si ritrova così a pianificare le nostre mosse, al netto di un’intelligenza nemica ancora particolarmente deficitaria. Dal punto di vista tecnico la produzione è molto curata per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e il loro livello attoriale, apprezzabile specialmente nei filmati di gioco, mentre il comparto sonoro conferma l’elevato livello raggiunto in Modern Warfare: effettistica delle armi, un doppiaggio interamente in lingua italiana e un eccellente accompagnamento musicale anni ’80.

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