Call of Duty: Black Ops Cold War, recensione videogame per PS4

Games / Recensione - 17 November 2020 14:00

Nei caldi scenari della guerra fredda

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Call of Duty: Black Ops Cold War è il videogioco sviluppato da Treyarch e pubblicato da Activision, il ritorno sui territori ammantati dalla cortina di ferro negli anni ’80, contesi tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Come il precedente Modern Warfare, la serie torna a battere su sentieri narrativi e atmosfere già conosciute, unendo stilemi del passato a nuove formule, qui riviste in una storia dai finali multipli e un’offerta multiplayer estremamente fresca e contenutisticamente imponente.

Call of Duty: Black Ops Cold War
La trama di Call of Duty: Black Ops Cold War è ambientata dopo gli eventi narrati nel capitolo originale, riprendendone personaggi quali Alex Mason, Adler, Woods, e con la nuova possibilità di creare un nostro personaggio personale, novità assoluta all’interno della Campagna di CoD. La caratterizzazione del protagonista può così essere demandata al giocatore, che ne delinea i tratti attraverso l’editor: possiamo scegliere il sesso, la fisionomia e il colore della pelle, il background narrativo e le abilità di combattimento, personalizzando in maniera peculiare il nostro alter ego. La storia mantiene dei toni molto oscuri e ambigui, con una scrittura che non distingue pienamente bene e male, ma sfuma in una moralità che ricorda da vicino proprio i primi due capitoli, dove non sempre i ruoli erano ben definiti. Le sorprese dal punto di vista narrativo le ritroviamo anche in una rinnovata possibilità di scelta nei dialoghi, che portano ad alcune variazioni all’interno della trama, sino al bivio finale della Campagna. Tutto l’impianto singleplayer ha le sue fondamenta nella consueta spettacolarità dell’azione, con un ritmo battente e dinamiche ludiche che vedono un netto miglioramento in termini di profondità dell’esperienza offerta: al di là della cornucopia di proiettili sparati, infatti, Cold War si prende delle pause in missioni stealth, di infiltrazione o dalla distanza con il fucile da cecchino. Inoltre, diverse missioni hanno varianti negli stili di approccio, donando nuova linfa al tipico stile da run and gun della serie: ci si ritrova così a pianificare le nostre mosse, al netto di un’intelligenza nemica ancora particolarmente deficitaria. Dal punto di vista tecnico la produzione è molto curata per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e il loro livello attoriale, apprezzabile specialmente nei filmati di gioco, mentre il comparto sonoro conferma l’elevato livello raggiunto in Modern Warfare: effettistica delle armi, un doppiaggio interamente in lingua italiana e un eccellente accompagnamento musicale anni ’80.
Il multiplayer di Call of Duty: Black Ops Cold War mantiene il peso delle armi da fuoco di Modern Warfare, con un feedback dei colpi ben riconoscibile per ogni bocca da fuoco, con un feeling corposo e tangibile. Il dinamismo dell’azione tende ad essere maggiore rispetto al passato, complice la mancanza di appoggio per le armi, un tempo di uccisione superiore rispetto all’ultimo capitolo e soprattutto lo scatto infinito. Le dieci mappe al lancio presentano un ottimo level design, capaci di alternare sapientemente scenari dai diversi approcci, tra duelli a lungo e medio raggio, ampi spazi e stretti corridoi, una verticalità sempre presente e diverse modalità di gioco che coprono praticamente ogni possibilità ludica. L’offerta del multiplayer di Call of Duty è come ogni anno davvero sostanziosa: insieme alle classiche e ormai rodate modalità online, fanno la loro comparsa Scorta VIP, un sei contro sei dove mettere in sicurezza un bersaglio chiave, mentre in Bomba Sporca ci troviamo in un’ampia mappa, in cui quattro team (da dieci giocatori ciascuno) devono eliminare i nemici, prelevare scorte d’uranio e far brillare vari ordigni esplosivi. Armi Combinate è invece il punto debole del trio, una modalità 12vs12 che strizza l’occhio a Battlefield, per l’uso dei veicoli in mappe di dimensioni importanti, risultando tuttavia molto sbilanciata e ben poco soddisfacente. Ottimo il rinnovamento alla modalità Zombie, con caratteristiche che migliorano l’esperienza di gioco complessiva: il livello delle armi è ora legato al multiplayer, senza dover così partire ogni volta con pistole particolarmente deboli; il senso di continuità è evidente, con potenziamenti e mirini che vengono quindi condivisi in tutte le diverse modalità online. La stessa difficoltà è stata rivista verso il basso, per permettere un approccio più morbido ai nuovi utenti, mentre sono stati mantenuti enigmi e portali, il sistema di crafting e le casse segrete.

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