Call of Duty: Modern Warfare, recensione videogame per PS4 e Xbox One

Games / Recensione - 29 October 2019 14:00

Il Call of Duty che aspettavamo da una generazione

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Call of Duty: Modern Warfare è il ritorno in grande stile ai fasti di un tempo, con una Campagna spettacolare, seppur breve, un impianto visivo di livello assoluto e una corposa e profonda modalità multiplayer, già fulcro delle ultime produzioni. Il reboot improntato da Infinity Ward, già riscontrabile nella nomenclatura, chiarisce la volontà di Activison nell’offrire un pacchetto ludico completo sotto tutti i punti di vista, riportando in auge una Storia ben raccontata e altamente coreografica (proprio come l’originale Modern Warfare), un gameplay più tattico e fisico e tantissime varianti nella modalità multiplayer.

Call of Duty: Modern Warfare
La Campagna di Call of Duty: Modern Warfare è entusiasmante, cruda, violenta, non fa letteralmente prigionieri e propone missioni dalla tensione crescente, con vari protagonisti politici e militari a sconvolgere l’Europa e il medioriente. Il pathos generato dalla narrativa è tranquillamente paragonabile alle storie raccontate nel primo Modern Warfare e in Black Ops, senza dubbio le due migliori sceneggiature dell’universo di CoD e degli sparattutto in generale. La messa in scena si presenta vicina alle realtà hollywoodiane recenti, con una particolare attenzione nel rendere spettacolari scontri e cinematiche, con alcune scene di gioco dalla carica emotiva e drammatica di assoluto rilievo. La storia si dipana nello stato fittizio dell’Urzikstan una realtà paragonabile all’attuale Siria, dove si muovono realtà locali quali ribelli moderati, foreign fighters, terroristi e kamikaze, sotto lo sguardo attento e interessato delle forze statunitensi, inglesi e russe. Il carnet di forze politiche e schieramenti, con diversi obiettivi ed interessi, va a delineare una trama stratificata e profonda, seppure con alcuni semplificazioni necessarie per mettere in atto uno scenario di guerra dai connotati cinematografici, spettacolare e dal ritmo serrato. In tal senso le missioni forniscono un crescendo di situazioni, con la chiave stealth riletta in termini di interazione e puzzle ambientali, lunghe fasi da cecchino maggiormente realistiche rispetto al passato e scenari apocalittici e fumosi come nelle strade di Londra, in una delle missioni più drammatiche del titolo. In termini di contenuti Infinity Ward ha avuto il grande coraggio di toccare e raccontare l’uso di armi chimiche, atti terroristici brutali e viscerali, senza censure o la paura di sconvolgere il pubblico, come fece con la famosa missione No Russians in Modern Warfare 2.

Il multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare beneficia del realismo a cui il team di sviluppo ha voluto tendere durante la produzione del titolo: l’estrema personalizzazione delle armi, che differenzia in maniera netta e peculiare ogni nostra scelta, il rinculo, la velocità di mira e un aspetto tattico più marcato sono tra le prime caratteristiche a balzare all’occhio durante le nostre partite online. Se quindi durante la Campagna possiamo iniziare a conoscere le varie armi, è giocando in multiplayer che il titolo sviscera tutta la sua profondità e cura nel configurare il nuovo CoD come un simulatore ludico di guerra. Non abbiamo più un frenetico e ben poco realistico titolo futuristico, ma dinamiche e ritmo sono molto più vicini e tendenti alla realtà. Le mappe e il numero di giocatori, in tal senso, configurano un level design più studiato e stratificato, con diversi percorsi che permettono di aggirare, raggiungere posizioni sopraelevate e pianificare tattiche con il proprio team a seconda dello scenario. Proprio l’ampiezza delle mappe è una delle discriminanti fondamentali nella personalizzazione delle armi: preferire una canna lunga piuttosto che una corta porta con sé un’esperienza totalmente differente, con i relativi bonus e malus, insieme a tantissimi pezzi, divisi tra calci, caricatori, canne, mirini, che configurano una customizzazione completa. Accanto alle modalità apparse anche negli ultimi Call of Duty, ci sono due introduzioni estremamente interessanti per la serie, che si collocano ai poli opposti. Gunfight è un due contro due in mappe simmetriche dove si cambia arma ad ogni round, mentre Ground War è la battaglia campale che mancava al brand, sessantaquattro giocatori in enormi mappe dove fanno la loro comparsa anche mezzi terrestri e aerei. Cyberattack è una delle più tattiche espressioni online, un Trova & Distruggi senza rientri, i Deathmatch notturni si giocano con il visore e la classica schermata verde, dove sono visibili i laser delle armi puntate, mentre la modalità Realismo aggiunge un ulteriore tocco simulativo andando anche a disattivare qualsiasi indicazione a schermo (la stessa possibilità è presente anche nella Campagna). Nel multiplayer cooperativo tornano le Spec Ops, una sorta di spin-off fino a quattro giocatori che ripercorre lo stesso universo della Storia una volta completata, con la suddivisone in ruoli dei giocatori, tra abilità attive e passive; le missioni Survival permettono invece di affrontare nuovamente le missioni della Campagna, in una rivisitazione in chiave orda di ogni ambientazione.

La grafica di Call of Duty: Modern Warfare è un deciso passo verso il fotorealismo, con una cosmesi visiva curata e dal forte impatto cinematografico, unita a una rinnovata fisica dei colpi e pesantezza delle armi. Le animazioni e gli effetti di luce sono un benchamrk tecnico per la serie, una cura che abbraccia anche i più piccoli dettagli, con un tempo di mira molto più credibile rispetto al passato, un rinculo marcato delle armi ad ogni colpo sparato e lo sbuffo di fumo una volta scariche. Il sonoro accompagna di pari passo l’evoluzione del brand, con un lavoro preciso nella riproduzione del sound delle armi, una ricerca di fedeltà che segue anche l’ambiente dove vengono esplosi i colpi. Straordinaria, in tal senso, la differenza fra interni ed esterni, con fischi, deflagrazioni ed esplosioni che variano sensibilmente durante i combattimenti in strada o all’interno di tunnel e spazi angusti. Il titolo è interamente doppiato in lingua italiana, con voci convincenti e in linea con i capitoli passati, un aspetto su cui la serie di Activision ha sempre garantito un’elevata qualità in termini di fruizione della Campagna single-player.


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