Venezia 2026, Samantha Casella presenta La Tenerezza del Serpente
Samantha Casella presenta La tenerezza del serpente a Venezia, con Bruno Billotta, Francesca Rettondini
Samantha Casella presenta La Tenerezza del Serpente a Venezia
Samantha Casella ha presentato a Venezia, presso l’Hotel Excelsior, il terzo capitolo della “Trilogia del Subconscio”, intitolato La Tenerezza del Serpente. Dopo Katabasis (2024), lungometraggio che ha ottenuto più di 600 riconoscimenti internazionali, la regista italiana ha proposto un estratto di 40 minuti del nuovo film nella sala Tropicana dell’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, l’8 settembre alle 20.30. La proiezione era aperta al pubblico.
Dal 9 settembre La Tenerezza del Serpente sarà disponibile anche online attraverso la scansione di un QR code pubblicato dalla rivista The Hollywood Reporter. “Da un lato celebriamo il film nel tempio del cinema, dall’altro lo offriamo direttamente a un pubblico internazionale, senza barriere”, afferma la regista e attrice.
La Tenerezza del Serpente tra cosmologia orfica e mito di Ananke
La Tenerezza del Serpente attinge alla cosmologia orfica e al mito di Ananke, la dea della Necessità che governa l’Universo. Gli elementi mitologici e la simbologia ciclica dell’Uroboro contribuiscono alla costruzione intima, emotiva e psicologica della protagonista, interpretata da Samantha Casella, divisa tra il peso del destino e il senso di colpa.
“La Tenerezza del Serpente attraversa epoche, spazi temporali, forse vere e proprie dimensioni. Sofia è perennemente in bilico tra il mondo reale che la rende una donna imperfetta, incline a debolezze e sentimenti; e un universo primordiale che l’ha scelta, ‘toccata’, coperta di oscurità”.
Nel cast, insieme a Samantha Casella, figurano Bruno Ballotta (The Equalizer 3, la serie televisiva Those About to Die), Francesca Rettondini e Laura Trotter.
Schede
La Trilogia del Subconscio arriva al capitolo conclusivo
Iniziata con Santa Guerra e proseguita con Katabasis, la “Trilogia del Subconscio” si conclude con La Tenerezza del Serpente.
“Il viaggio nel subconscio che caratterizza l’intera trilogia vive di costanti tematiche simboliche. Il trauma come motore, la ferita dell’anima come innesco di eventi che muovono la protagonista nella circolarità del tempo: viene ripreso il mito dell’Uroboro, serpente che si mangia la coda e definisce la natura ciclica del tempo.
“Anche questo capitolo conclusivo, come i precedenti lungometraggi, sviluppa una sequenza non lineare e immagini archetipiche o citazioni colte da Holbein e Dostoevskij. Una narrazione brillante e bilanciata da una tensione drammatica sullo sfondo di contesti simbolici e visionari.
“Io credo che tutte le storie portino in grembo la stessa identica storia. Cambiano i luoghi, i tempi, le forme, ma le gioie, i dolori e tutto ciò che accende il cuore degli esseri umani raccontano sempre la stessa cosa. Le domande che contano veramente nella vita sono pochissime, e sono le stesse per ognuno di noi”.
Samantha Casella tra simbolismo e dimensione umana
Samantha Casella non sceglie di nascondersi dietro al simbolismo, ma lo affronta e lo utilizza come un ponte, mettendo in relazione le tensioni e le diverse sfaccettature di un animo che può rappresentare una storia collettiva.
“Per questo penso che i miei film, per quanto visionari, stratificati e a tratti ostici, conservino sempre una forte e pulsante umanità”.
Samantha Casella regista e protagonista del film
Samantha Casella ricopre anche il ruolo della protagonista, un doppio impegno che affronta unendo dimensione artistica e senso pratico.
“Inizialmente, un po’ come era successo con Katabasis, temevo che il ruolo da attrice potesse togliere energie e concentrazione alla mia regia. Credo sia un timore naturale, a maggior ragione nei miei film, dove curo personalmente anche la fotografia e quindi il controllo visivo deve essere totale.
“La gestione di questo doppio ruolo è stata stancante, ma priva di ostacoli. I miei film nascono da una mia urgenza profonda e, in un modo o nell’altro, assorbono ogni parte di me”.
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