Su Netflix c'è una serie coreana dove i pugni fanno davvero male: altro che Cobra Kai
Bloodhounds su Netflix è la serie action coreana più violenta del momento.
Nel panorama delle serie d'azione contemporanee, c'è una tendenza consolidata a smussare gli angoli. Molte produzioni, specialmente quelle incentrate sulle arti marziali come Cobra Kai, scelgono deliberatamente di trattenere i colpi, dosando la violenza per raggiungere un pubblico più ampio e familiare. Netflix, però, ospita un'eccezione che sta ridefinendo gli standard del genere: Bloodhounds, un thriller coreano che non solo non frena i suoi pugni, ma li carica di una brutalità viscerale raramente vista sul piccolo schermo.
Debuttata sulla piattaforma nel giugno 2023, Bloodhounds si è rapidamente affermata come una delle serie action più amate del catalogo Netflix. La prima stagione ha conquistato il pubblico nonostante alcune debolezze narrative verso il finale, perdendo un po' di slancio nella parte conclusiva. Tuttavia, questi difetti non hanno impedito alla produzione di tornare con un secondo capitolo che ha alzato drasticamente l'asticella sia sul fronte dell'azione che su quello drammatico.
Schede
I creatori della serie hanno compreso perfettamente cosa volesse davvero il loro pubblico: più che una trama perfettamente logica e coerente, gli spettatori desideravano scene d'azione coreografate magistralmente. La risposta è stata un approccio senza mezze misure, una sequenza dopo l'altra di combattimenti senza esclusione di colpi che hanno ridefinito quanto violenta e brutale possa essere la rappresentazione delle arti marziali in televisione.
La prima stagione aveva già impressionato con scene d'azione memorabili, dolorose tanto per i personaggi quanto per chi guardava. Con la seconda stagione, però, Bloodhounds ha eliminato ogni rete di sicurezza. La serie rigetta completamente l'idea che gli eroi debbano uscire illesi dagli scontri: ogni impatto ha un peso specifico enorme, ogni combattimento lascia conseguenze visibili. Questo approccio realista genera una tensione genuina nello spettatore, che inizia davvero a chiedersi se i protagonisti sopravviveranno al prossimo scontro.
Dal punto di vista stilistico, l'action di Bloodhounds affonda le radici nel pugilato e nelle arti marziali miste, ma la serie fa in modo che i combattimenti non siano mai confinati alle regole sportive. La seconda stagione introduce il concetto di "death match", incontri all'ultimo sangue dove i combattenti avvolgono letteralmente i pugni con protezioni metalliche prima degli scontri uno contro uno. È un'escalation deliberata che trasforma ogni fight in una questione di vita o morte.
Thriller d'azione come Reacher hanno certamente il loro fascino, ma la loro prevedibilità può diventare un limite: quando il protagonista è così superiore che nessuno può battarlo, parte della tensione narrativa si dissolve. Altre produzioni come Cobra Kai risultano imprevedibili ma talvolta troppo perfette nella loro coreografia, quasi artificiali. Bloodhounds trova un equilibrio perfetto: è ruvida nei punti giusti, mostra personaggi con energie finite che si esauriscono durante gli scontri, combattenti che accusano ogni colpo ricevuto.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
Movie&Short Festival 2027: aperti i bandi per cortometraggi e arti visive
Movie&Short Festival 2027: aperte le iscrizioni gratuite ai concorsi per cortometraggi e arti visive.
Festa del libro medievale e antico di Saluzzo 2026: programma tra storia, gastronomia, cultura
Festa del libro medievale di Saluzzo 2026: ospiti, incontri, mostre e appuntamenti dedicati al tema A tavola nel Medioe
Festa del Cinema di Roma 2026: i film in concorso, le trame e i registi del Progressive Cinema
Festa del Cinema di Roma 2026: trame e registi dei film in concorso nella sezione Progressive Cinema
Come Francesca Fagnani ha battuto le sfilate con jeans e giacca di pelle da 60 euro
Francesca Fagnani alla Milano Fashion Week da Armani con jeans slavati e giacca in pelle.
Spoleto Jazz 2026 al via con Judith Hill, voce scelta da Michael Jackson e prodotta da Prince
Spoleto Jazz 2026, il programma
Gwyneth Paltrow ritrova i suoi outfit anni '90: uno è finito nell'armadio di sua figlia
Gwyneth Paltrow riscopre i suoi outfit anni '90: dal blazer Calvin Klein al vestito nero ora di Apple.
La giacca leopardata che sta conquistando Milano: ecco come la indossa Vittoria Ceretti
Vittoria Ceretti rivoluziona la giacca leopardata con abbinamenti street e casual.
Skarsgård con scarpe trasparenti sul red carpet: costano una fortuna e il nome fa ridere tutti
Alexander Skarsgård sfoggia le scarpe trasparenti O.Fan di Saint Laurent al London Film Festival.
