Resident Evil: Zach Cregger svela la scena che ha quasi ucciso l'attore protagonista
Zach Cregger svela i retroscena del suo Resident Evil: la scena più pericolosa.
Zach Cregger non è tipo da mezze misure. Dopo aver terrorizzato il pubblico con Barbarian e conquistato la critica con Weapons, il regista è tornato a seminare incubi nelle sale con la sua versione di Resident Evil. Il regista ha condiviso i retroscena della produzione, parlando della scena che è quasi costata la vita al suo attore protagonista.
Durante la lavorazione, il giovane attore si è trovato ad affrontare sequenze fisicamente devastanti, con effetti pratici e creature realizzate senza l'ausilio massiccio della computer grafica. La scena in questione è quella in cui Bryan, il personaggio di Abrams, corre disperatamente lungo una strada innevata di Raccoon City mentre zombie infetti si lanciano dai tetti degli edifici circostanti, esplodendo al suolo in una pioggia di sangue e detriti.
Schede
"Tutto doveva essere reale. Sapevo che non volevo farlo con gli effetti visivi perché avrei avuto la sensazione che sembrasse proprio VFX. Quindi mi sono chiesto: come facciamo a rendere reali tutte queste esplosioni". - Zach Cregger
La soluzione tecnica trovata dalla produzione prevedeva l'uso di sacchi di sangue delle dimensioni di un corpo umano, del peso di circa settanta chilogrammi ciascuno, fatti cadere da gru posizionate strategicamente intorno al set. Abrams doveva correre seguendo una coreografia millimetrica, schivando questi proiettili mortali che detonavano tutto intorno a lui. Prove su prove, coordinamento ossessivo, precisione al centimetro. Eppure, nonostante tutte le precauzioni uno di questi sacchi da settanta chili è precipitato pericolosamente vicino all'attore. Troppo vicino.
"Lo avrebbe ucciso. Se fosse stato un passo più a destra, sarebbe morto. La scena è nel film, quindi ne è valsa la pena. Ero piuttosto sconvolto, ma ne è valsa la pena", Da chi il rischio non lo ha corso personalmente, ha scatenato reazioni contrastanti nei commenti online e tra gli addetti ai lavori. C'è chi accusa il regista di superficialità, chi parla di irresponsabilità imperdonabile nell'era moderna del cinema, quando la tecnologia permetterebbe di ottenere risultati simili senza mettere a repentaglio vite umane.
Dal punto di vista di Cregger, tuttavia, questa è l'essenza stessa del fare cinema. "Questo è ciò che è così grandioso del fare film: hai questa scena, questa idea straordinaria nella tua testa, e poi hai tutte queste persone che ti aiutano a realizzare quell'idea e a immortalarla sullo schermo", ha dichiarato il regista. "C'è un vero senso di lavoro di squadra e realizzazione. Sono molto orgoglioso di questo film. Sento di essere cresciuto molto realizzandolo, semplicemente come filmmaker".
In un'industria che ha fatto passi da gigante in termini di sicurezza sul set, specialmente dopo tragedie come quella che ha coinvolto Alec Baldwin sul set di Rust, le dichiarazioni di Cregger sollevano interrogativi legittimi sul confine tra autenticità artistica e responsabilità verso chi lavora davanti alla macchina da presa. Il film, che Cregger ha fortemente voluto dirigere dopo una lunga trattativa con Sony.
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