Su Netflix c'è un film candidato agli Oscar: Maradona e una tragedia che cambiò una vita
È stata la mano di Dio è il film più personale di Paolo Sorrentino: un viaggio a Napoli tra Maradona e drammi.
Ci sono film che raccontano una storia e altri che riescono a trasformare un'esperienza personale in qualcosa di universale. Su Netflix è disponibile È stata la mano di Dio, il film del 2021 scritto e diretto da Paolo Sorrentino, un'opera intensa e profondamente autobiografica che accompagna lo spettatore nella Napoli degli anni Ottanta, tra sogni adolescenziali, legami familiari e un evento destinato a cambiare per sempre la vita del protagonista. Ma dietro questo racconto si nasconde una vicenda realmente accaduta, nella quale persino Diego Armando Maradona ha avuto un ruolo determinante.
Al centro della storia troviamo Fabietto Schisa, un ragazzo di diciassette anni interpretato da Filippo Scotti, che vive a Napoli insieme alla sua famiglia. Il giovane è timido, osservatore, ancora incerto sul proprio futuro e profondamente legato ai genitori Saverio e Maria, interpretati rispettivamente da Toni Servillo e Teresa Saponangelo. La sua quotidianità è fatta di piccoli momenti di felicità, discussioni familiari, incontri bizzarri e una passione sconfinata per il calcio. Siamo negli anni in cui Diego Armando Maradona arriva al Napoli, trasformandosi rapidamente in un simbolo di speranza per un'intera città.
Schede
Anche Fabietto è completamente affascinato dal campione argentino, la cui presenza sembra rappresentare la possibilità che persino i sogni più improbabili possano diventare realtà. Ma mentre la città celebra il suo nuovo idolo, qualcosa di terribile sta per sconvolgere l'esistenza del ragazzo. Una tragedia improvvisa interrompe infatti la serenità della famiglia, costringendo Fabietto a confrontarsi con un dolore difficile da comprendere e impossibile da dimenticare. Da quel momento, il giovane intraprende un percorso di crescita segnato dalla solitudine, dalla ricerca di una propria identità e dalla scoperta di una passione capace di offrire un significato diverso alla sua esistenza: il cinema.
Accanto a Filippo Scotti e Toni Servillo troviamo un cast particolarmente ricco, che comprende Luisa Ranieri nei panni della zia Patrizia, Marlon Joubert nel ruolo del fratello Marchino e Renato Carpentieri in quello di Alfredo. Ogni personaggio contribuisce a costruire un universo familiare vivace, talvolta grottesco, nel quale comicità e malinconia convivono continuamente. Ed è proprio questa capacità di passare dalla leggerezza al dolore a rendere È stata la mano di Dio un'esperienza cinematografica così particolare. Sorrentino abbandona parte dello sfarzo visivo che aveva caratterizzato opere come La grande bellezza, scegliendo un racconto più intimo, nel quale sono soprattutto i gesti quotidiani, i silenzi e i ricordi a costruire l'emozione.
Ma l'aspetto più sorprendente del film riguarda il suo rapporto con la realtà. Fabietto Schisa è infatti un alter ego dello stesso Paolo Sorrentino, che durante l'adolescenza perse entrambi i genitori a causa di una fuga di monossido di carbonio nella loro casa di vacanza. Il futuro regista si salvò perché quella sera non era con loro: aveva scelto di andare a vedere il Napoli e il suo idolo Maradona. È da questa incredibile coincidenza che nasce il titolo del film, un riferimento alla celebre espressione legata al gol segnato dal campione argentino contro l'Inghilterra ai Mondiali del 1986. Per Sorrentino, però, quelle parole assumono un significato ancora più profondo, diventando una riflessione sul destino, sulla casualità e sulla possibilità che un singolo evento cambi il corso di una vita. Il risultato è stato accolto con grande entusiasmo dalla critica internazionale.
È stata la mano di Dio ha conquistato il Gran premio della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia del 2021, mentre Filippo Scotti ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni come miglior giovane interprete. Il film ha inoltre ottenuto una candidatura agli Oscar 2022 come miglior film internazionale e cinque David di Donatello, tra cui quelli per il miglior film e la miglior regia. Disponibile su Netflix Italia, con una durata di circa due ore e dieci minuti, È stata la mano di Dio è consigliato soprattutto a chi ama le storie di formazione, il cinema italiano d'autore e i racconti capaci di emozionare senza rinunciare all'ironia. Non serve essere appassionati di calcio o conoscere la filmografia di Sorrentino per lasciarsi coinvolgere. È un film che parla di perdita, ma soprattutto della possibilità di trovare una strada quando tutto sembra essere crollato. E una volta arrivati ai titoli di coda, il significato di quella celebre frase legata a Maradona potrebbe non sembrare più lo stesso.
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