Un serial killer infesta Firenze: non è la serie Netflix ma un cult con Roberto Benigni
Il mostro di Roberto Benigni e il Mostro di Firenze: le coincidenze e le polemiche sull'ispirazione del film del 1994.
Nel 1994 Roberto Benigni porta nelle sale italiane Il mostro, una commedia degli equivoci che diventerà uno dei suoi maggiori successi commerciali. Il film racconta la tragicomica storia di Loris, un quarantenne goffo e sfortunato che, a causa di una serie di situazioni ambigue e compromettenti, viene scambiato per un feroce serial killer che terrorizza la città con violenze sessuali.
Loris è prossimo allo sfratto, odiato dai vicini, invischiato in equivoci quotidiani che lo fanno apparire sospetto agli occhi di tutti. Quando la polizia decide che è il principale sospettato dei crimini che scuotono la città, gli affianca l'agente Jessica Rossetti, interpretata da Nicoletta Braschi. La donna dovrà fingersi sua subaffittuaria e tentare di coglierlo in flagrante, scatenando il presunto "mostro" che si cela in lui.
Schede
Quello che doveva essere un semplice film comico divenne oggetto di speculazioni e polemiche. Critica e stampa non tardarono a notare alcuni inquietanti punti di contatto tra la pellicola diretta da Benigni insieme a Michel Filippi e le tragiche vicende legate al Mostro di Firenze. Le coincidenze temporali e geografiche alimentarono il dibattito. Il film uscì nelle sale il 22 ottobre 1994, quando il caso del Mostro di Firenze era ancora vivo nella memoria collettiva degli italiani.
Il mostro uscì prima in Italia, il 22 ottobre 1994, e poi in Francia il 29 marzo 1995. Da allora è stato trasmesso innumerevoli volte in televisione, diventando un appuntamento fisso della programmazione generalista. Rai, Sky Cinema e Now TV lo hanno riproposto ciclicamente, confermando il suo status di classico moderno del cinema italiano.
La questione dell'ispirazione al Mostro di Firenze rimane aperta. Benigni non ha mai rivendicato un legame diretto, ma la forza simbolica del film sta proprio nella sua capacità di riflettere ansie collettive reali. In un'epoca di caccia all'untore mediatica, Il mostro racconta cosa succede quando la paura si impossessa della ragione, quando il sospetto diventa certezza e l'innocenza non basta più a salvarsi.
Forse è proprio questo il motivo per cui Il mostro ha funzionato così bene in Italia, perché dietro la maschera della commedia, gli italiani riconoscevano paure vere, vissute collettivamente durante gli anni di piombo, di stragi, di misteri irrisolti. Benigni ha saputo trasformare tutto questo in una favola grottesca dove, almeno per una volta, l'innocente viene riconosciuto come tale.
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