Prima di Spider-Man e Euphoria, Zendaya sfidò professionisti della danza a 16 anni
Nel 2013 Zendaya arrivò seconda a Dancing with the Stars a soli 16 anni. Un retroscena della carriera della star.
Quando pensiamo a Zendaya oggi, le immagini che affollano la mente sono quelle di una diva contemporanea: la MJ dell'universo Marvel accanto a Tom Holland, la tormentata Rue Bennett di Euphoria, la magnetica Tashi di Challengers o l'eterea Chani di Dune. Una carriera costruita su scelte coraggiose, personaggi complessi e una consapevolezza artistica rara per chi, a settembre 2025, si prepara a spegnere appena 30 candeline.
Eppure c'è un capitolo della sua storia professionale che molti hanno dimenticato, o forse non hanno mai conosciuto: a soli 16 anni, Zendaya arrivò in finale a Dancing with the Stars, la versione americana di Ballando con le Stelle. Era il 2013 e la giovane attrice era già un volto noto grazie alla sitcom Disney Channel A tutto ritmo, dove interpretava Rocky Blue dal 2010.
Ma quella partecipazione al celebre talent show di danza rappresentò qualcosa di diverso, un ponte tra la formazione artistica dell'infanzia e l'ambizione di un'interprete che voleva controllare sempre di più il proprio destino professionale. Non fu una scelta casuale: la danza faceva parte del DNA di Zendaya ben prima che Hollywood bussasse alla sua porta. Nata a Oakland, in California, il 1° settembre 1996, Zendaya Coleman cresce in un ambiente naturalmente vocato allo spettacolo.
Sua madre, Claire Stoermer, lavora presso il California Shakespeare Theater e questo le permette di respirare teatro fin da bambina. La danza diventa una delle sue prime grandi passioni: per anni fa parte del gruppo Future Shock Oakland, cimentandosi con hip hop e hula, generi apparentemente lontani ma che forgiano una versatilità fisica e ritmica che sarebbe tornata utile. Parallelamente studia teatro, prende parte a produzioni shakespeariane e lavora come modella per importanti marchi statunitensi, comparendo in spot pubblicitari e produzioni musicali.
Quando Disney Channel la sceglie per A tutto ritmo, Zendaya ha già alle spalle una formazione solida. La sitcom la trasforma in una star del pubblico più giovane, ma lei non si accontenta. Nel 2013 pubblica il suo primo album omonimo, anticipato dal singolo Replay che raggiunge la Top 40 della Billboard Hot 100. La musica, tuttavia, finirà progressivamente in secondo piano rispetto alla recitazione. È in quello stesso anno che decide di mettersi alla prova in un contesto completamente diverso: Dancing with the Stars.
La sedicesima stagione del programma la vede come concorrente più giovane dell'edizione. Viene abbinata al ballerino professionista Valentin Chmerkovskiy e fin dalla prima puntata conquista l'attenzione di giudici e pubblico. Non è la solita giovane promessa televisiva che si cimenta con passi di danza per visibilità: Zendaya dimostra una preparazione tecnica sorprendente, affrontando coreografie che spaziano dal contemporaneo al tango, dal samba al cha-cha-cha. In alcune delle ultime serate ottiene punteggi praticamente perfetti, confermando che la danza non era un semplice complemento della sua formazione, ma una competenza reale e solida.
La coppia arriva fino alla finale, concludendo la competizione al secondo posto, battuta da Kellie Pickler e Derek Hough. Per molti fu un risultato notevole, considerando l'età e la concorrenza. Per Zendaya, tuttavia, quella finale persa rimase una piccola spina nel fianco. A distanza di anni l'attrice ha raccontato quel secondo posto come una delusione personale, pur riconoscendo che l'esperienza con Chmerkovskiy rappresentò un momento importante della sua crescita professionale. Quella determinazione, quel rifiuto di accontentarsi, quella fame di eccellenza raccontano molto della donna e dell'artista che sarebbe diventata.
Dopo Dancing with the Stars, Zendaya torna nell'universo Disney con K.C. Agente Segreto, dove non è soltanto protagonista ma assume anche un ruolo creativo più importante. È ormai evidente che dietro l'immagine della giovane star televisiva c'è un'interprete intenzionata a costruire una carriera vera, non una meteora da teen idol. Il salto definitivo arriva nel 2017, quando entra nell'universo Marvel con Spider-Man: Homecoming. Il suo personaggio, Michelle Jones (MJ), diventa progressivamente una figura centrale nella trilogia con Tom Holland, con il quale, tra le pagine di gossip, risulta essere convolata a nozze quest'anno.
Zendaya torna nei panni di MJ in Spider-Man: Far from Home e Spider-Man: No Way Home, fino a riprendere il ruolo nel 2026 con Spider-Man: Brand New Day. Nello stesso periodo recita in The Greatest Showman, ma è il 2019 a segnare il passaggio decisivo. Con Euphoria, nei panni di Rue Bennett, Zendaya abbandona definitivamente l'immagine rassicurante della stella Disney e affronta un personaggio complesso, tormentato, drammaticamente distante dai ruoli degli esordi.
La performance viene premiata con due Emmy consecutivi per la migliore attrice protagonista in una serie drammatica. Con la prima vittoria, nel 2020, diventa la più giovane interprete a conquistare il riconoscimento nella categoria. Nel 2022 ottiene il secondo Emmy, diventando anche la prima attrice nera a vincere due volte il premio in questa categoria. Nel 2026 è nuovamente candidata agli Emmy per Euphoria. Parallelamente arrivano Malcolm & Marie, Dune di Denis Villeneuve, Dune - Parte due e Challengers di Luca Guadagnino, film che confermano la sua capacità di muoversi tra generi molto diversi.
In particolare, il ruolo di Tashi in Challengers mostra una Zendaya più adulta e consapevole anche come produttrice, pronta a scommettere su progetti autoriali e rischiosi. Il 2026 rappresenta così una sorta di punto di passaggio: Zendaya non solo si sposa e torna nei panni di Rue, MJ e Chani, ma compare anche in Odissea di Christopher Nolan nel ruolo di Atena, confermandosi nome di richiamo per i più grandi registi contemporanei. Eppure tutto parte da lontano.
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