Pierfrancesco Favino sfida la Chiesa al cinema, la sua arma è una risata: il film da vedere
Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando protagonisti di Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi.
Può un uomo mettere in discussione il potere della Chiesa semplicemente raccontando che Dio ama ridere? È da questa domanda apparentemente provocatoria che prende forma Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, arrivato nelle sale italiane il 29 ottobre 2026. Un'opera che mescola dramma storico, commedia e riflessione religiosa, riportando gli spettatori nel Seicento attraverso una vicenda liberamente ispirata a fatti realmente accaduti.
Presentato fuori concorso come film di chiusura dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Dio ride racconta una storia di fede, coraggio e ribellione, nella quale il desiderio di avvicinare le persone alla spiritualità finisce per trasformarsi in una sfida alle autorità ecclesiastiche. Il protagonista è Fra Leopoldo da Casamacchia, interpretato da Pierfrancesco Favino, un frate cappuccino che attraversa villaggi e campagne predicando il Vangelo in maniera completamente diversa rispetto alle consuetudini del suo tempo. Mentre la Chiesa utilizza il latino e insiste sul rigore della dottrina, Leopoldo preferisce rivolgersi direttamente alle persone, utilizzando parole semplici, racconti divertenti e un entusiasmo contagioso.
Il suo messaggio è rivoluzionario nella sua semplicità: Dio non deve necessariamente essere associato alla paura e al castigo, ma può rappresentare anche una presenza amorevole, capace di comprendere le debolezze umane e condividere la gioia della vita. Le prediche del frate iniziano ad attirare folle sempre più numerose, conquistando persone che fino a quel momento avevano vissuto la religione soprattutto attraverso regole e imposizioni. Il successo di Leopoldo, tuttavia, non passa inosservato.
Le autorità ecclesiastiche osservano con crescente preoccupazione il suo seguito, soprattutto quando le chiese tradizionali cominciano a svuotarsi. Quello che inizialmente sembra un semplice modo alternativo di raccontare la fede diventa così una questione di potere. A intervenire è Papa Innocenzo X, interpretato da Carlo Cecchi, che decide di affidare il caso al cardinale Vincenzo Maculani, interpretato da Silvio Orlando. Quest'ultimo è un inquisitore severo, profondamente convinto della necessità di difendere l'ordine religioso e contrastare qualsiasi comportamento considerato pericoloso per la dottrina.
Il confronto tra Leopoldo e Maculani rappresenta il cuore del film. Da una parte troviamo un uomo che considera la fede uno strumento di speranza, dall'altra un'autorità abituata a esercitare il controllo attraverso regole e giudizi. Ma quello che dovrebbe essere un processo destinato a ristabilire l'ordine si trasforma progressivamente in qualcosa di molto più complesso, capace di mettere in discussione persino le convinzioni di chi è chiamato a giudicare.
Accanto ai due protagonisti troviamo un cast che comprende Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Paolo Rossi, mentre la sceneggiatura è firmata da Giovanni Veronesi insieme a Gianluca Bernardini, Nicola Baldoni e Nicola Deorsola. Uno degli aspetti più affascinanti di Dio ride è rappresentato dalle ambientazioni. Il film è stato girato principalmente in Toscana, tra borghi medievali, antichi monasteri e paesaggi naturali, scelti per ricostruire un Seicento lontano dalle immagini più familiari della regione.
Tra le location figurano Siena, Volterra, Monteriggioni, Sovicille, Pistoia e Monte San Savino. Particolarmente suggestive sono la Badia Camaldolese di Volterra, utilizzata per alcune sequenze ambientate in convento, e la Pieve di Ponte allo Spino, dove sono state realizzate scene legate alla prima parte del racconto. Il regista ha cercato una Toscana aspra e selvaggia, caratterizzata da rocce, boschi e paesaggi difficili, capace di restituire le condizioni di vita dell'epoca. Una scelta che contribuisce a rendere l'ambientazione parte integrante della narrazione.
Ma il vero punto di forza di Dio ride è il suo messaggio sulla libertà di pensiero. Attraverso il confronto tra due uomini profondamente diversi, Veronesi invita a riflettere sul rapporto tra fede e potere, sulla paura del cambiamento e sulla possibilità che una singola persona riesca a modificare il modo di guardare il mondo. Nonostante l'ambientazione storica, sono temi che conservano una sorprendente attualità.
Dio ride è quindi un film da prendere in considerazione per chi ama i drammi storici ispirati a vicende reali, ma anche per chi cerca una storia capace di alternare momenti di leggerezza a riflessioni più profonde. Perché, dietro la figura di un frate che osa parlare di un Dio sorridente, si nasconde una domanda universale: quanto può essere pericoloso, per chi detiene il potere, un uomo che insegna agli altri a non avere paura?
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