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Da 22 a 150 euro per mangiare il palloncino rosso di IT: l'Halloween di Alessandro Borghese

Alessandro Borghese crea piatti ispirati a IT per Halloween 2026: dessert alla zucca a Milano e palloncino rosso.

Da 22 a 150 euro per mangiare il palloncino rosso di IT: l'Halloween di Alessandro Borghese

Quando l'alta cucina incontra l'horror cinematografico, il risultato può essere sorprendentemente affascinante. Alessandro Borghese ha deciso di celebrare Halloween 2026 con un tributo gastronomico a uno degli universi narrativi più iconici del genere: IT di Stephen King. Non una semplice cena a tema, ma una reinterpretazione culinaria che trasforma gli elementi simbolici del clown Pennywise in creazioni da degustare. Dal 30 ottobre a lunedì 2 novembre, i ristoranti AB – Il lusso della semplicità di Milano e Venezia si trasformano per accogliere HallowIT, un'esperienza che unisce suggestioni cinematografiche e ricerca gastronomica.

Gli ospiti troveranno palloncini rossi e piccole barchette di carta sparse negli ambienti, richiami diretti al romanzo di King che è tornato prepotentemente nell'immaginario collettivo grazie alla serie IT: Welcome to Derry. Ma è a tavola che l'omaggio si fa davvero interessante. Borghese ha sviluppato due proposte distinte, una per ogni sede, che interpretano l'universo di IT attraverso linguaggi culinari differenti. A Milano, nel ristorante di viale Belisario 3, la proposta prende la forma di un dessert che gioca con i colori e le atmosfere autunnali della festa.

Si tratta di una mousse di zucca con cremoso e dacquoise al pistacchio, gel di lampone e velo di ananas. La palette cromatica richiama inevitabilmente i toni arancioni e rossi associati sia a Halloween che al celebre clown, mentre la complessità delle consistenze riflette l'approccio dello chef alla pasticceria contemporanea. Il dolce sarà disponibile nel menu alla carta al prezzo di 22 euro, posizionandosi come un'esperienza accessibile per chi vuole provare questa contaminazione tra pop culture e alta cucina. Una scelta strategica che permette anche a chi non vuole impegnarsi in un percorso degustazione completo di assaggiare l'interpretazione borgheseana dell'universo horror di King.


La proposta veneziana si spinge invece su un terreno più audace e concettuale. Nella sede di Ca' Vendramin Calergi, l'edificio storico che ospita anche il Casinò e si affaccia maestoso sul Canal Grande, Borghese ha deciso di materializzare l'oggetto più iconico dell'immaginario di IT: il palloncino rosso. Non una decorazione, non un richiamo scenografico, ma un vero piatto commestibile. La creazione è una mousse di rigaglie di corte al pepe bourbon, ricoperta da una glassa alla melagrana fermentata. Una scelta che ribalta completamente l'approccio milanese: qui si parla di sapori intensi, quasi di cacciagione, con il bourbon che aggiunge profondità e la melagrana fermentata che introduce quella nota acida e complessa tipica delle fermentazioni controllate.


Il risultato visivo riproduce la forma e il colore del palloncino di Pennywise, trasformando un simbolo inquietante in un oggetto di desiderio gastronomico. A Venezia, il palloncino rosso non sarà disponibile alla carta ma inserito in tutti i percorsi degustazione, chiamati AB Card. Tre le formule previste: L'Arciere del Menù propone tre portate a 80 euro, Il Cuoco Casanova sale a cinque portate per 120 euro, mentre Il Doge della Tavola offre l'esperienza completa con sette portate a 150 euro. Una strategia che colloca la proposta HallowIT all'interno di un percorso gastronomico più articolato, dove il palloncino diventa uno dei momenti di un racconto culinario più ampio.


La differenza tra le due interpretazioni riflette anche le identità distinte delle due sedi. Milano, città dinamica e internazionale, accoglie una proposta più immediata e riconoscibile, un dessert che può essere ordinato singolarmente e che strizza l'occhio a un pubblico eterogeneo. Venezia, con la sua location storica e la vocazione all'esperienza immersiva, propone invece un'integrazione più sofisticata, dove il richiamo a IT diventa parte di una narrazione gastronomica stratificata. L'operazione di Borghese si inserisce in un trend sempre più diffuso nella ristorazione contemporanea: l'uso della cultura pop come fonte di ispirazione per creare esperienze memorabili.


Non si tratta di semplice marketing, ma di un vero dialogo tra linguaggi espressivi diversi. Il cinema, la letteratura horror, la televisione sono ormai parte integrante dell'immaginario condiviso, e portarli a tavola significa riconoscerne il valore culturale, trasformando la cena in un momento di connessione emotiva che va oltre il puro nutrimento. Come interpretare questa scelta culinaria? Da un lato c'è sicuramente l'elemento della contemporaneità: Halloween è ormai una ricorrenza consolidata anche in Italia, e il ritorno di IT attraverso la serie Welcome to Derry ha riacceso l'interesse per questo universo narrativo. Dall'altro, c'è la volontà di creare un'esperienza che sia al tempo stesso accessibile (il dessert milanese a 22 euro) e esclusiva (i percorsi veneziani fino a 150 euro), intercettando diverse fasce di pubblico.


L'allestimento dei ristoranti, con i palloncini rossi e le barchette di carta, completa l'esperienza creando un ambiente che prepara gli ospiti a questo viaggio tra paura e piacere. È un Halloween che non rinuncia all'eleganza, che non scade nel macabro gratuito, ma che usa i codici dell'horror per costruire un'esperienza sensoriale completa. La scelta degli ingredienti per il palloncino veneziano è particolarmente significativa: le rigaglie di corte al pepe bourbon rappresentano una proposta che sfida il palato contemporaneo, abituato a sapori più rassicuranti.


È una dichiarazione di intenti culinaria che dice molto sull'approccio di Borghese: non accontentarsi della superficie, ma esplorare anche territori meno battuti, anche quando si tratta di un evento apparentemente leggero come una cena di Halloween. Il periodo scelto, dal 30 ottobre al 2 novembre, abbraccia non solo Halloween ma anche i primi giorni di novembre, permettendo a chi ha impegni nella serata del 31 di vivere comunque l'esperienza. Una scelta che dimostra attenzione alla fruibilità dell'iniziativa, andando oltre la logica dell'evento spot di una singola sera.

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