Open Design Italia 2013, la chicca è la stampante 3d che sforna gioielli!

Daily / News - 20 November 2013 06:00

A chi non piacerebbe avere in casa un aggeggio altamente tecnologico capace di realizzare in men che non si dica i propri sogni di bijou? Presto sarà possibile, ed anche a buon prezzo. Parola d

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Open Design Italia 2013 - In the Making è una mostra-mercato sul design autoprodotto giunta quest\'anno alla quarta edizione. Si terrà presso il Terminal San Basilio di Venezia, da venerdì 22 a domenica 24 novembre, offrendo un calendario ricco d\'imperdibili appuntamenti e stuzzicanti novità. Fra queste una delle più attraenti è il progetto “Gioielli in 3D Printing”, che vedrà giovani creatori ideare e stampare gioielli dal vivo durante un Salone Europeo della Cultura dal titolo “Cultura#Manifattura”. Una trovata intrigante, perché sposa la nuova tecnologia con l\'eterna e sublime arte dell\'ornamento, tanto amata dalle donne, ma anche dagli uomini.

Gli individui, nel corso dei secoli, hanno sempre sfoggiato monili per distinguersi, per mostrare potere, ostentare forza fisica, esibire posizioni sociali. E, ancora, per proteggersi. Ci sono gioielli riservati a ciascuna fase dell\'esistenza e ad ogni accadimento pregnante. Se  riscoprirne gli antichi significati nascosti risulta interessante, si rivela ancor più stimolante affrontarne le implicazioni odierne. Nella nostra società molti esseri umani indulgono nel “gioco” di ornarsi e tanti giovani mettono anelli o chiodi nelle parti più svariate del corpo. Un segno che si fa sogno se a farla da padrone è la libertà creativa. Perché abbellirsi vuol dire innanzitutto esprimersi e valorizzarsi!

Spazio dunque a curiosi e vanitosi all\'Open Design Italia 2013; “Gioielli in 3D Printing” riempirà i loro occhi di meraviglia schiudendo inusitati orizzonti. Mediante una stampante tridimensionale, in linea teorica, tutto si può fare: partendo da un\'idea, la si progetta e programma (ogni stampante ha il suo codice di programmazione) per poi mandarla in stampa. La stampante, strato su strato, emette un particolare “inchiostro”, il quale diviene solido e concretizza l\'oggetto a tre dimensioni finale. L\'operazione è destinata anche a divenire relativamente a buon prezzo se si considera la recente promessa di un gruppo d\'inventori canadesi riuniti nella compagnia Rinnovated Design: costoro vogliono realizzare la Peachy Print, una stampante 3D che costerà solo centosedici dollari, cioè circa ottantasei euro.

La Peachy Print utilizzerà un processo di stampa di tipo fotolitografico. Un laser in grado di modellare resina, abbinato ad acqua salata per mutare la consistenza delle forme create. Il suo software, prima di usare progetti CAD elaborati con Blender, li trasformerà in onde sonore che determineranno il movimento, più o meno grande, di due specchi  elettromagnetici inseriti nella stampante: la forma dell\'oggetto ottenuto sarà il risultato dell\'interazione fra suono e specchi, atti a controllare e riflettere i raggi laser. Mettiamoci anche una fotocamera digitale o una webcam, ed avremo pure uno scanner 3D. Al momento pare un\'idea fantascientica, ma... non ci resta che attendere!


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