Nicolas Maupas non firma l'appello sulla Palestina perché "sta valutando": è polemica social
Nicolas Maupas e Greta Scarano alla Mostra di Venezia: posizioni divergenti sull'appello pro-Palestina.
L'83ª Mostra del Cinema di Venezia si apre con un gesto simbolico e una riflessione controcorrente. Greta Scarano e Nicolas Maupas, scelti come volti delle cerimonie di apertura e chiusura, rappresentano due generazioni di attori italiani: lei già affermata come attrice e regista, lui tra i nomi più promettenti del cinema contemporaneo. Ma è sul tema dell'appello pro-Palestina che le loro posizioni divergono, offrendo uno spaccato interessante su come la nuova generazione di artisti affronti le questioni politiche.
Sulla spiaggia del Lido, davanti ai fotografi, Greta Scarano ha sfoggiato un ventaglio decorato con un'anguria. Non un semplice accessorio estivo, ma un simbolo politico preciso: la polpa rossa, la scorza verde, la buccia bianca e i semi neri riproducono esattamente i colori della bandiera palestinese. Un messaggio visivo forte, coerente con la firma che l'attrice ha apposto sull'appello circolato nel mondo del cinema italiano.
Schede
"Certo, l'ho firmato perché è coerente con quella che è stata la mia posizione da sempre", ha dichiarato Scarano senza esitazioni. "Quindi non potevo banalmente non firmarlo". Per lei, la scelta è stata naturale, un'estensione di un percorso di impegno civile già consolidato. L'attrice, che ha conquistato due Nastri d'Argento – uno come attrice e uno come regista per il suo esordio dietro la macchina da presa – non è nuova a prese di posizione nette. Nicolas Maupas, invece, ha scelto una strada diversa.
Alla domanda diretta sull'appello, l'attore ha risposto con franchezza: "No, non ancora, ma questo perché sto valutando alcuni punti dal punto di vista sociale ed economico che voglio capire". Una pausa di riflessione in un contesto dove la pressione sociale spinge spesso verso adesioni immediate e spontanee. "Credo che una firma sia una cosa importante e la voglio apporre capendo quello che sto fare", ha spiegato Maupas.
Una posizione che può apparire prudente, ma che rivela un approccio metodico alle questioni complesse. L'attore non nega la sua sensibilità verso il tema, ma rivendica il diritto di approfondire prima di aggiungere il proprio nome a un documento pubblico. La scelta di Maupas solleva una questione interessante: in un'epoca dominata dai social media e dalle reazioni immediate, quanto spazio resta per la riflessione ponderata? Una cosa è certa: i social hanno attaccato l'attore poiché si sono chiesti cosa si fosse da valutare.Ma cosa pic.twitter.com/jAiPrcXWf5
— Il farmacista di Lavagna (@neodie) September 2, 2026
L'attore sembra incarnare una generazione che, pur partecipe e interessata alle dinamiche sociali, rifiuta l'adesione acritica e preferisce costruirsi un'opinione informata prima di esporsi pubblicamente. Durante la presentazione sulla spiaggia del Lido, entrambi gli attori hanno toccato altri temi significativi. Scarano ha affrontato la questione della scarsa presenza femminile nella regia, definendola "un problema sistemico". Secondo l'attrice e regista, il mestiere della regia deve diventare pienamente anche un mestiere femminile, superando automatismi culturali ancora legati a una società maschilista e patriarcale.
Con ironia, Scarano ha anche ricordato il suo rapporto con le sfide: "Se vuoi farmi fare una cosa, dimmi che non la posso fare". Un atteggiamento che l'ha portata a conquistare due Nastri d'Argento dopo essere stata respinta alla Silvio d'Amico per la regia. E con un sorriso ha liquidato il suo personaggio più iconico, Livia di Montalbano: "È stato un fuoco di paglia", ha detto della relazione tra la sua storica fidanzata e il commissario televisivo più amato d'Italia.
Maupas, dal canto suo, ha definito la conduzione della Mostra un "premio generazionale", sentendosi rappresentante di una generazione "estremamente interessante, partecipativa". Tra i suoi sogni c'è quello di tornare a Venezia con un film, come attore o, in futuro, come regista. Quanto ai modelli di riferimento, l'attore ha scelto Nino Manfredi, attore capace di unire profondità interpretativa e popolarità trasversale.
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