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Michael Jackson doveva recitare in Blade 2 come vampiro: il retroscena che nessuno conosce

La storia dimenticata della trilogia con Wesley Snipes che rivoluzionò i cinecomic.

Michael Jackson doveva recitare in Blade 2 come vampiro: il retroscena che nessuno conosce

Il Blade di Wesley Snipes ha compiuto quest'anno i suoi 28 anni e per questo motivo la mente corre a un'era che non esiste più per i cinecomic. Parliamo di un'epoca pre-Iron Man, pre-Avengers, quando i film Marvel erano considerati veleno al botteghino. Howard the Duck del 1986 era la referenza principale dello studio, e dopo vari disastri, Hollywood aveva praticamente archiviato i supereroi come esperimenti falliti. Poi arrivò Blade nel 1998, e tutto cambiò.

Il film diretto da Stephen Norrington non fu semplicemente il primo successo critico e commerciale della Marvel al cinema. Fu la dimostrazione vivente che i fumetti potevano tradursi in blockbuster credibili, adulti, capaci di parlare a un pubblico più ampio degli appassionati del mercoledì in fumetteria. Senza quel trionfo inaspettato, gli studio non avrebbero mai scommesso su X-Men e Spider-Man.

La trilogia di Blade ha però una storia molto più complessa e affascinante di quanto le luci dei riflettori abbiano mai mostrato. Dietro le coreografie mozzafiato e le spade d'argento si celano aneddoti che oscillano tra il geniale e il bizzarro, rivelando quanto precario fosse il percorso verso il successo.


Ma il vero potenziale di espansione narrativa fu abbandonato lungo la strada. Goyer aveva piani ambiziosi: voleva introdurre Morbius il Vampiro Vivente già dal primo Blade, costruendo verso il suo utilizzo come villain principale in Blade II. L'idea si scontrò con i diritti cinematografici, dato che Morbius apparteneva all'universo di Spider-Man controllato dalla Sony.


Anche i camei mancati raccontano storie affascinanti. Stan Lee avrebbe dovuto interpretare il poliziotto che scopre il cadavere carbonizzato di Quinn dopo il massacro iniziale di Blade, ma la scena venne tagliata. Michael Jackson era stato scritturato per interpretare un magnaccia vampiro in Blade II, ma conflitti di agenda lo costrinsero a ritirarsi.


Per Wesley Snipes, il capitolo preferito rimane saldamente Blade II, diretto dal visionario Guillermo del Toro. In un'intervista, l'attore ha espresso quanto fosse impegnativo riprendere il personaggio, ma anche quanto si sentisse connesso a quel guerriero solitario. Quella sinergia creativa produsse probabilmente il capitolo più equilibrato della trilogia, dove l'azione e il world-building vampirico raggiungono vette ancora oggi apprezzate.


Dopo del Toro, che scelse di dedicarsi al suo progetto dei sogni Hellboy, la produzione di Blade Trinity cercò un nuovo regista. La visione originale di Goyer era molto più audace e folle: immaginava un sequel ambientato in una Terra post-apocalittica stile Mad Max, dove i vampiri avevano conquistato il pianeta e i sopravvissuti umani formavano una resistenza capeggiata da Blade.


Goyer però temette somiglianze eccessive con Il pianeta delle scimmie e fece marcia indietro, optando per una narrazione più contenuta incentrata sui Nightstalkers e sulla caccia a Dracula. Quella scelta ci privò di quello che avrebbe potuto essere uno dei film di supereroi più sovversivi e visionari mai realizzati. Dopo Trinity, Blade sparì dai cinema. Ora, il film con Mahershala Ali è quasi definitivamente cancellato e non vedremo mai un ritorno del personaggio, ma i 28 anni al cinema di Blade ci hanno ricordato cosa abbia significato il personaggio e quella trilogia per il futuro dei cinecomic al cinema.

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