Manchester by the Sea, un bambino da accudire nel film dai luoghi dolorosi
"Manchester by the Sea" è il film dall'argomento attuale, che mescola luoghi dolorosi e incertezze personali: la trama è quello di un uomo che deve accudire il nipote.
Manchester by the Sea è il film di Kenneth Lonergan, con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler e Lucas Hedges. Sta ottenendo successo di critica e pubblico, con un incasso attuale di 18.2 milioni di dollari.Negli Stati Uniti è uscito il 18 novembre, mentre in Italia il 17 febbraio 2017.
L’argomento è attuale: Lee Chandler (Affleck) è un tuttofare che risiede in un piccolo complesso di appartamenti nel sobborgo di Boston. Trascorre le sue giornate a spalare la neve, ignora le chiacchiere degli inquilini. La sera è solo nel suo appartamento del seminterrato, oppure in un pub a bere una birra. Sotto la sua indifferenza però traspare un’altra vita: riceve la notizia che suo fratello maggiore Joe (Kyle Chandler) è morto di una malattia cardiaca congenita, e che lui è stato nominato tutore legale del figlio adolescente di Joe, Patrick (Lucas Hedges). Lee torna così nella città natale, Manchester by the Sea, comune della contea di Essex nello stato del Massachusetts. Adagiata sul mare, la città di cinquemila abitanti seppellisce ricordi cari e dolorosi. Nonostante la perdita improvvisa del padre Patrick è vivace. È uno studente popolare, gioca ad hockey, ha due amiche. Non va d’accordo con lo zio Lee, come giusto con due generazioni sconosciute che cozzano. Lee rivede qui la ex moglie Randi (Williams), con la quale ebbe due figli scomparsi in un incidente. Deve confrontarsi con un passato ostile, mentre il rimorso per non poter occuparsi di Patrick aumenta.
“Manchester by the Sea” è candidato ai Golden Globes come migliore film. È prodotto da Pearl Street Films, la società di Ben Affleck e Matt Damon. È stato poi acquistato per la distribuzione da Amazon Studios e Roadside Attractions. Le tematiche del regista Kenneth Lonergan tornano dopo “Margaret” (2011): qui una diciassettenne è in crisi dopo aver involontariamente causato un incidente stradale. Oppure in “Conta su di me” (2000) dove la vita di una madre single entra in scompiglio con l’arrivo del fratello minore.
Lo stesso “Margaret” era prodotto da Damon. L’uso dei dettagli era l’obbiettivo di Lonergan, raccontando la routine quotidiana per creare una realtà ben strutturata. Le riprese si sono svolte a Cape Ann, vicino Boston. A tale scopo il set si è svolto nelle scenografie naturali, dai promontori che affacciano sull’oceano alle barche, i porticcioli, i cantieri navali e le case di Manchester, Gloucester e Beverly. “Mi sono goduto ogni singolo giorno di produzione - ha detto il regista - anche quando abbiamo lavorato il triplo del previsto e sono andato a letto sperando di non svegliarmi mai più”.
Il regista ha anche lavorato a teatro, con pièce come “This Is Our Youth” (1996), “The Waverly Gallery” (2000), finalista al Premio Pulitzer. Storie quindi quotidiane che cercano di aprire verso una conoscenza di sé, come nel recente film “Paterson”, oppure “Gleson”, in cui ad un trentenne è diagnosticata la SLA e cinque anni di vita. Non a caso tutti questi film sono distribuiti da Amazon Studios, che quindi ha una idea ben precisa di quali argomenti veicolare al pubblico: attualità e crescita interiore. Come inoltri film quali“Moonlight” o “Lion”, entrambi candidati ai Golden Globes.
“Non so perché finisci a scrivere un certo tipo di storie. In qualche modo credo che lo sforzo creativo sia così profondamente legato all’intimo dell’artista che non dovrebbe interessare nessun altro - ha detto Lonergan - mentre ti auguri fortemente che il risultato finale incuriosisca il grande pubblico. La fase che preferisco nella realizzazione di un film corrisponde al momento in cui dalla tua immaginazione la storia creata comincia a essere un patrimonio di emozioni anche di altre persone”.
Per altri versi la possibilità di raccontare le persone attraverso il luogo in cui vivono è presente in film come “Non dico altro” (2013) dove il ménage familiare di una madre single nei sobborghi di Los Angeles è sconvolto dall’incontro con un uomo; “Chi è senza colpa” (2014 con Tom Hardy, dove nei sobborghi di Brooklyn si scambia denaro sporco. Una tendenza british che anche oltreoceano sembra diventata necessaria.
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