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Macklemore pro Pal, escluso dal tour di Ed Sheeran: la band del cantante si dimette in protesta

Macklemore escluso dal Loop Tour di Ed Sheeran per dichiarazioni pro-Palestina.

Macklemore pro Pal, escluso dal tour di Ed Sheeran: la band del cantante si dimette in protesta

Il Loop Tour di Ed Sheeran sta attraversando una crisi senza precedenti. Almeno tre artisti di supporto e la stessa backing band del cantante britannico hanno abbandonato la tournée nordamericana dopo che il rapper Macklemore è stato escluso dalle date rimanenti a causa delle sue dichiarazioni pro-Palestina. Una controversia che ha trasformato un tour musicale in un campo di battaglia geopolitico, dove posizioni politiche e interessi economici si sono scontrati sotto i riflettori degli stadi americani. La miccia è stata accesa all'inizio di settembre, quando Macklemore è salito sul palco del MetLife Stadium nel New Jersey come opening act di Sheeran. Durante le sue performance del 4 e 5 settembre, il rapper vincitore di un Grammy ha pronunciato commenti esplicitamente pro-Palestina ed eseguito "Hind's Hall", la sua canzone di protesta scritta dopo le manifestazioni pro-Palestina che hanno attraversato i campus universitari americani nel 2024. Il brano prende il nome da Hind Rajab, una bambina palestinese di cinque anni uccisa dalle truppe israeliane a Gaza. L'esercito israeliano ha riconosciuto ad agosto che i suoi soldati avevano aperto il fuoco sull'auto che trasportava Hind e la sua famiglia, aprendo un'indagine penale sull'accaduto.

"Gran parte del motivo per cui ho voluto fare questo tour è poter stare in piedi in stadi come questo e dire due parole che mi stanno molto a cuore: Palestina libera". - Macklemore. Il 14 settembre è arrivata la notizia della sua esclusione. In un lungo post sui social media, Macklemore ha rivelato: "Ed Sheeran e il suo team hanno deciso di rimuovermi dal Loop Tour". Il rapper ha descritto conversazioni difficili con Sheeran, che considera "un fratello", spiegando che Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Kraft Group che possiede il Gillette Stadium, aveva chiarito di non volere Macklemore al suo venue. Secondo Macklemore, Kraft avrebbe fatto pressioni su altri proprietari di stadi, lanciando un ultimatum: se Macklemore resta nel tour, non potrete esibirvi nelle nostre strutture.

Schede

Il promoter Messina Touring Group ha confermato a Rolling Stone che molteplici venue si erano rifiutate di ospitare i concerti con il rapper in lineup. Kraft ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, affermando che il Gillette Stadium ha la responsabilità di garantire un ambiente accogliente per tutti gli ospiti. "Basandoci sulle recenti azioni di Macklemore, sul materiale condiviso dal palco durante gli show di Ed Sheeran nel New Jersey e su una più ampia storia di retorica e immagini antisemite che riteniamo profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica, abbiamo determinato che la sua partecipazione ai concerti del 25 e 26 settembre al Gillette Stadium avrebbe oltrepassato quella linea", ha dichiarato il magnate dello sport.


"Sono sconvolto dal conflitto tra Israele e Palestina. La sofferenza e il dolore causati su entrambi i fronti sono una tragedia umana. Ci sono troppe guerre nel mondo che causano dolore incommensurabile, nessuna delle quali dovrebbe essere tollerata", ha scritto la popstar. Poi ha precisato un punto cruciale: "La rimozione di Macklemore dal tour è stata una decisione del promoter, non mia. Il contratto di Macklemore per il tour era con il promoter, non con me". - Ed Sheeran


La risposta è arrivata poche ore dopo. Beoga, la backing band irlandese di Sheeran che si esibiva in diversi brani a metà di ogni set, ha annunciato sui social il proprio abbandono del Loop Tour. "Crediamo nel dialogo come mezzo per far progredire la causa del popolo palestinese. Siamo irlandesi e comprendiamo il colonialismo. Come membri fondatori del movimento Irish Artists for Palestine, siamo attivisti impegnati per la giustizia e continueremo a esserlo", hanno scritto. Un'uscita di scena carica di significato storico, che richiama il parallelo tra l'esperienza coloniale irlandese e quella palestinese.


Per Sheeran, la situazione è diventata un incubo logistico e di pubbliche relazioni. Il cantante britannico si è trovato al centro di una tempesta che non aveva cercato, costretto a navigare tra artisti che abbandonano, venue che minacciano boicottaggi e fan che chiedono chiarezza sulla sua posizione. La sua scelta di scaricare la responsabilità sul promoter può essere vista come un tentativo diplomatico di preservare relazioni su più fronti, ma rischia di apparire come una fuga dalle proprie responsabilità. Il tour continua, ma con un roster profondamente modificato e un'atmosfera irrimediabilmente cambiata. Resta da vedere quali altri artisti potrebbero unirsi all'esodo solidale e se il pubblico risponderà con sostegno o disappunto. La vicenda dimostra come, nell'era dei social media e dell'attivismo globale, nessun palco è neutrale e ogni microfono può trasformarsi in un megafono politico. Per gli artisti contemporanei, il confine tra intrattenimento e impegno civile è sempre più sfumato, e le conseguenze delle proprie parole sempre più immediate e concrete.

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