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Festival del Viaggiatore 2026 in Veneto: cultura, turismo e rivoluzione, il programma

Festival del Viaggiatore 2026 in Veneto: cultura, turismo e rivoluzione, il programma
Festival del Viaggiatore 2026 in Veneto: Cultura, Turismo e Rivoluzione

Festival del Viaggiatore 2026: un viaggio itinerante tra cultura e socialità nel Veneto

Dal 18 settembre all’11 ottobre 2026, il Festival del Viaggiatore, organizzato da Inarteventi APS, animerà alcuni dei luoghi più suggestivi del Veneto con un programma itinerante che intreccia turismo, cultura e socialità. Ville, musei, teatri, borghi e paesaggi diventeranno tappe di un grande viaggio collettivo, all’insegna del tema “Rivoluzione” inteso come una ri-evoluzione: un ritorno all’essere umano, all’empatia, alla bellezza e alla capacità di immaginare insieme un futuro migliore.

La rivoluzione delle donne: storie di libertà e innovazione

Il Festival dedica uno spazio speciale allo sguardo femminile, raccontando donne che hanno cambiato il proprio tempo e rappresentano modelli di libertà e innovazione. Tra gli appuntamenti, Chiara Francini riflette sulla resilienza femminile (domenica 4 ottobre ad Asolo, Villa Cipriani), Giovanna Zucca riscopre la “rivoluzione della gentilezza” di Jane Austen (26 settembre, Caorle), e Manuela Sain racconta Marilyn Monroe come simbolo di autonomia creativa (10 ottobre, Villa Cipriani, Asolo). L’inaugurazione con Milo Manara (18 settembre, Possagno) pone l’attenzione sulla rappresentazione del corpo femminile come forma di emancipazione artistica.

La rivoluzione dell’Ironia: teatro e filosofia per guardare il mondo diversamente

Il Festival celebra l’ironia come atto rivoluzionario con Moni Ovadia, che porta un incontro-spettacolo tra teatro, musica e riflessione civile (20 settembre, Cassola), e Vito, che con la sua “Filosofia della lasagna” racconta la ribellione quotidiana contro conformismo e omologazione (26 settembre, Caorle). L’umorismo diventa così strumento di pensiero critico e libertà.

La rivoluzione dell’arte: dialoghi tra passato e presente

L’arte è motore di cambiamento durante tutto il Festival. L’apertura alla Gypsotheca Antonio Canova mette a confronto due rivoluzioni estetiche, quella di Canova e di Manara. L’incontro “Se è arte, è rivoluzione” (2 ottobre, Vicenza) invita a riflettere sul ruolo dell’arte contemporanea. Altri appuntamenti con Sebastiano Somma (9 ottobre, Asolo) e Paolo Pagani (10 ottobre, Asolo) esplorano il desiderio di trasformare il mondo attraverso teatro, letteratura e arte.

La rivoluzione della sostenibilità e del viaggio: turismo consapevole e cccessibile

Il Festival pone al centro il viaggio come occasione di riflessione sul turismo sostenibile e umano. A Riese Pio X (3 ottobre) una tavola rotonda affronta l’urgenza di un turismo che rispetti i territori e sia accessibile a tutti. La tappa di Caorle (25-27 settembre) unisce viaggio accessibile, cultura e valorizzazione del territorio con passeggiate e eventi aperti a camperisti e pubblico. Il geografo Francesco Visentin propone una camminata sul Brenta per osservare il territorio da una prospettiva innovativa (19 settembre, Bassano del Grappa), mentre Beppe Tenti riflette sul viaggio come strumento di apertura culturale (20 settembre, Cassola). Antonio Gregolin invita a riflettere sul rapporto uomo-natura con una lettura-spettacolo dedicata a San Francesco (3 ottobre, Riese Pio X).

La rivoluzione della pace e della cura: valori fondamentali per il futuro

Il Festival sottolinea l’importanza della pace come scelta culturale e personale. Brunilde Neroni richiama il pensiero di Rabindranath Tagore sulla non violenza (19 settembre, Bassano del Grappa), Maurizio De Giovanni parla della memoria come atto rivoluzionario contro l’oblio (20 settembre, Vicenza), e Nicoletta Polla-Mattiot invita a riscoprire il silenzio come resistenza e premessa per nuove relazioni (20 settembre, Cassola). Eraldo Affinati riflette sull’educazione come gesto trasformativo per le nuove generazioni (3 ottobre, Riese Pio X). La chiusura del Festival (11 ottobre, Feltre) è affidata a Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, che raccontano l’accoglienza lungo la rotta balcanica come esempio di cura e dignità umana.

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