Speciale Mostra del Cinema di Venezia

Festival di Film di Villa Medici 2026: concorso, giuria e programma completo

Festival di Film di Villa Medici 2026: 12 film in concorso, sezione Focus e serate del Piazzale. Giuria e programma.

Festival di Film di Villa Medici 2026: concorso, giuria e programma completo
Festival di Film di Villa Medici 2026: concorso, giuria e programma completo

Fin dalla sua istituzione nel 2021, il Festival di Film di Villa Medici esplora i legami tra cinema e arte contemporanea, con particolare attenzione alle nuove forme di espressione cinematografica. L'edizione 2026 mantiene vivo il suo carattere pionieristico, favorendo il dialogo tra opere eterogenee che mettono in discussione, sconvolgono, stravolgono o rinnovano l'incanto del nostro rapporto con le immagini.


Festival di Film di Villa Medici 2026: l'edizione dedicata alla memoria di Lili Hinstin

Questa edizione è dedicata alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), figura di spicco del mondo del cinema, programmatrice e direttrice artistica di festival, che ha iniziato il suo percorso a Villa Medici come programmatrice cinematografica dal 2005 al 2010. Successivamente ha diretto il Festival Entrevues di Belfort, prima di assumere la direzione artistica del Locarno Film Festival dal 2018 al 2020 e poi quella della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues dal 2023. In parallelo ha accompagnato la nascita della rassegna, di cui è stata membro del comitato di selezione e organizzazione fino alla sua scomparsa.

Festival di Film di Villa Medici 2026: struttura, sezioni e numeri della manifestazione

Con oltre 40 proiezioni in cinque giorni, una proiezione all'aperto ogni sera e incontri con cineasti e artisti internazionali, il festival diventa l'appuntamento dedicato ai pensieri e alle pratiche più attuali dell'immagine in movimento. Risolutamente plurale, accoglie una varietà di narrazioni, senza limiti geografici o formali, che spazia tra film d'artista, saggi, fiction, documentari, cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi.

La manifestazione si articola in tre sezioni: il concorso internazionale, che presenta dodici film recenti; la programmazione Focus, dedicata alle opere d'autore fuori concorso, con le rassegne "carta bianca", riservate ai membri della giuria, e incontri esclusivi con i registi; e infine le grandi serate nel Piazzale, che ospitano proiezioni all'aperto di anteprime.

In breve: 5 giorni di festival negli spazi storici di Villa Medici; 12 film in concorso; 3 sale, di cui una all'aperto, in grado di ospitare fino a 500 spettatori ogni sera; circa 40 proiezioni di film internazionali; 2 premi assegnati al termine del festival; circa 4.000 spettatori durante l'edizione 2025; una selezione di libri sul cinema in collaborazione con la Libreria 7L; numerosi incontri con registi e artisti.

Schede


Festival di Film di Villa Medici 2026: la giuria e i premi in palio

La giuria di questa edizione riunisce tre autorevoli voci provenienti da contesti diversi che incarnano questo spirito di apertura: l'attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l'artista italiana Rosa Barba e il regista rumeno Radu Jude. A loro spetterà l'assegnazione di due riconoscimenti: il Premio Villa Medici al Miglior Film e il Premio Speciale della Giuria. Questi premi, del valore rispettivamente di 5.000 e 3.000 euro, offrono inoltre ai registi l'opportunità di soggiornare in residenza presso l'istituzione.

Festival di Film di Villa Medici 2026: 1937 di Daria Kim, la deportazione dei coreani in Uzbekistan

1937, di Daria Kim (Uzbekistan, 2025, 16', anteprima romana), opera commissionata dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation per la Biennale di Bukhara 2025, rievoca la deportazione forzata delle comunità coreane dell'Estremo Oriente russo verso l'Asia centrale, ordinata da Stalin nel 1937. Animando i dipinti realizzati dagli artisti deportati, i Koryo-saram, il film riattiva le immagini conservate nella collezione Nuron di Tashkent.

Festival di Film di Villa Medici 2026: A Woman's Place Is Everywhere di Fanny Texier

A Woman's Place Is Everywhere, di Fanny Texier (Francia, Stati Uniti, 2026, 19', anteprima italiana, produzione Colorful Films), racconta di come la morte improvvisa della madre artista sconvolga la vita delle gemelle Emilija e Ona, che si ritrovano minacciate di sfratto dal loro loft di Williamsburg, a Brooklyn, dove vivono da oltre trent'anni grazie a un affitto calmierato. Il corto ha ottenuto l'Orso d'Argento della giuria alla Berlinale.

Festival di Film di Villa Medici 2026: An Incomplete Calendar di Sanaz Sohrabi sul petrolio e la politica

An Incomplete Calendar, di Sanaz Sohrabi (Canada, Iran, Turchia, Venezuela, 2026, 77', anteprima romana), partendo da un raro vinile del 1980, Rhymes and Songs for OPEC, registrato per il ventesimo anniversario dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio, rilegge il petrolio come strumento politico al servizio della liberazione palestinese e della solidarietà panaraba negli anni Sessanta e Settanta.

Festival di Film di Villa Medici 2026: At Night di Beatrice Gibson, sei donne nella Parigi notturna

At Night, di Beatrice Gibson (Francia, 2026, 87', anteprima italiana, produzione Somesuch), nella Parigi illuminata dai neon, segue sei donne che vagano nella notte raccontando i loro sogni, desideri sessuali e inquietudini sul futuro. Il film ha ricevuto il Premio al Miglior Regista Emergente al Festival di Locarno 2026.

Hanabi di Ana Vaz, dieci anni di riprese in Giappone

Hanabi, di Ana Vaz (Francia, Brasile, 2026, 105', anteprima italiana), girato in Giappone per dieci anni, adatta con una radicalità selvaggia il Diario di un cervello radioattivo di Yoko Hayasuke, scritto quattro anni dopo lo tsunami e la catastrofe nucleare causati dal terremoto del Tōhoku del 2011. Il film ha ricevuto una Menzione Speciale al Festival di Locarno 2026.

Jusqu'où la forêt, l'anteprima mondiale su una foresta alle porte di Parigi

Jusqu'où la forêt, di Romain Rampillon e Feda Wardak (Francia, 2026, 76', anteprima mondiale), a Seine-Saint-Denis, nella periferia di Parigi, una foresta resiste all'urbanizzazione massiccia. Pedro e Sapa, due adolescenti appena arrivati in Francia, cercano lì una libertà perduta, mentre riaffiorano presenze invisibili e storie di chi un tempo chiamava quel luogo casa.

Marie Madeleine, di Gessica Généus (Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo, Canada, 2026, 104', anteprima italiana), a Jacmel, ad Haiti, Marie Madeleine vive di prostituzione. La sua strada incrocia quella di Joseph, un giovane evangelista, e tra i due nasce una relazione, mentre la fede di lui vacilla e lei lo trascina verso un mondo in cui il desiderio e la ricerca di libertà rendono tutto possibile.


Natural State, di Majid Al-Remaihi (Qatar, Francia, 2025, 7', anteprima mondiale), nel 1972, negli ultimi giorni della guerra del Dhofar, un'orice gazzella evade da un convoglio dell'esercito britannico impegnato nel saccheggio: la sua fuga si trasforma nell'allegoria della fine di un sogno e della violenza del progetto imperiale.


The Apple Doesn't Fall…, di Dean Wei (Francia, Taiwan, 2026, 19', anteprima italiana), in una casa, un padre, una madre e una figlia adolescente seguono ciascuno la propria routine, incrociandosi senza mai incontrarsi: un film-teatro coreografato che fonde danza contemporanea e rotoli dipinti.

The Second Skin, di Mariia Lapidus (Stati Uniti, Messico, 2026, 62', anteprima italiana), un intreccio crudo di stop-motion, performance e prove documentarie in cui le sopravvissute ad abusi sessuali rimettono in scena le violenze subite. Il film ha ottenuto il Tiger Award all'International Film Festival Rotterdam nel 2026.


Tutti Frutti, di Céline Sciamma (Francia, 2026, 40', anteprima italiana), film inedito realizzato nell'ambito della collezione "Où en êtes-vous?" ideata dal Centre Pompidou: montati insieme, frammenti che vanno dall'IA all'ASMR compongono un diario filmato e un saggio su ciò che diventa l'immagine oggi.


Youth Youth Youth, di Lorenzo Silvestri (Italia, 2025, 2', anteprima mondiale): «Quando avevo 10 anni, mio padre mi disse che il suo migliore amico, da giovane, si era suicidato indossando un abito, così che i suoi genitori non dovessero pagare il servizio funebre per la vestizione del corpo».


Parallelamente alla competizione ufficiale, il festival presenta la sezione Focus, articolata attorno alle Cartes Blanches, ai Contrechamps e a una proiezione speciale. Le Cartes Blanches sono affidate ai membri della giuria, invitati a tessere un dialogo tra le proprie creazioni e altre opere; le proiezioni Contrechamps offrono uno sguardo incrociato tra le realizzazioni dei borsisti e film tratti dal patrimonio cinematografico o dalla creazione contemporanea.

Tra le Cartes Blanches: Radu Jude presenta Le Journal d'une femme de chambre (1964, Francia, Romania, 97'), preceduto da un incontro con il regista; Zar Amir Ebrahimi presenta Two People Exchanging Saliva di Alexandre Singh e Natalie Musteata (2024, Francia, Stati Uniti, 36'); Rosa Barba presenta The Magic Sun di Phill Niblock (1966-1968, Stati Uniti, 17'), insieme ai suoi stessi lavori Inside the Outset: Evoking a Space of Passage (2021) e I've Heard Stories di Marwa Arsanios (2008, Libano, 4').

Tra i Contrechamps: La huaca pleure di Louidgi Beltrame, borsista di Villa Medici (2024, Francia, 53'), in dialogo con An Excavation di Maeve Brennan (2022, Regno Unito, 20'); Une histoire à soi di Amandine Gay, borsista di Villa Medici (2021, Francia, 100'); e Preemptive Listening di Aura Satz (2024, Regno Unito, Finlandia, 89'), presentato in collaborazione con l'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Festival di Film di Villa Medici 2026: le serate del Piazzale, da L'Inconnue a Coward

Ogni sera nel Piazzale, tra i giardini e la facciata storica di Villa Medici, si terrà una proiezione all'aperto che permetterà al pubblico di scoprire un film recente, un'anteprima o un classico del cinema in versione restaurata.

L'Inconnue, di Arthur Harari (Francia, Italia, 2026, 139'), con Léa Seydoux, Niels Schneider, Valérie Dréville, Lilith Grasmug e Radu Jude: David Zimmerman ha quasi quarant'anni, è un fotografo, ma nessuno lo sa. Esce di casa di rado, finché un amico non lo trascina a una festa scatenata. Tra la folla nota una donna, non riesce a staccarle gli occhi di dosso e la segue: poco dopo, David si risveglia nel corpo della sconosciuta.

Coward, di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi, 2026, 120'), con Emmanuel Macchia, Valentin Campagna, Jonas Wertz e Jef Jacobs: 1916, fronte belga, prima guerra mondiale. Pierre si unisce alle truppe, desideroso di farsi valere. Dietro le linee, Francis organizza spettacoli per sollevare il morale dei soldati. Presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes 2026, Coward vi è valso il Premio per la Migliore Interpretazione Maschile ai suoi due attori protagonisti.

Nagi Notes, di Koji Fukada (Giappone, Francia, Singapore, Filippine, 2026, 110', anteprima italiana), con Takako Matsu, Shizuka Ishibashi e Kenichi Matsuyama: Yuri, architetta divorziata, fa visita all'ex cognata Yoriko, scultrice, nel paesino di Nagi. Posando per lei, riaffiorano ricordi a lungo sepolti.

L'intero programma del Piazzale sarà disponibile a breve sul sito Villa Medici.

Festival di Film di Villa Medici 2026: chi sono i giurati Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude

Zar Amir Ebrahimi è un'attrice, regista e produttrice franco-iraniana. Nata nel 1981 a Teheran, ha mosso i primi passi nel teatro e nella televisione iraniana prima di essere costretta all'esilio nel 2008 e di trasferirsi in Francia. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale grazie al suo ruolo in Les Nuits de Mashhad (Holy Spider) di Ali Abbasi, che le è valso il Premio per la Migliore Interpretazione Femminile al Festival di Cannes nel 2022. L'anno successivo ha co-diretto con Guy Nattiv il film Tatami, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Rosa Barba è un'artista e regista italiana. Il suo lavoro, a cavallo tra cinema, scultura e installazione, indaga la natura fisica e l'essenza poetica del cinema. L'artista ha esposto le sue opere in prestigiose istituzioni quali il MAXXI a Roma, il MoMA a New York, il Centre Pompidou a Parigi, la Tate Modern a Londra e la Neue Nationalgalerie a Berlino, oltre che in diverse biennali, incluso Villa Medici nel 2022 nell'ambito dell'Art Club #36.

Radu Jude è un regista e sceneggiatore, figura di spicco della Nouvelle Vague rumena. Nel 2021 ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino per Bad Luck Banging or Loony Porn, nel 2016 il Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno per Scarred Hearts e, nel 2015, l'Orso d'argento per la Migliore Regia a Berlino per Aferim!

Festival di Film di Villa Medici 2026: il comitato di selezione e l'organizzazione

Ogni anno, una commissione seleziona i film in concorso secondo un approccio il più possibile aperto alla diversità delle pratiche e degli autori, siano essi registi, artisti plastici o artisti visivi. Per l'edizione 2026, la commissione di selezione è composta da Mathilde Henrot, Clément Postec, Nicolas Raffin e Valentine Umansky.

Il comitato organizzativo del festival è composto da Mathilde Henrot, programmatrice e fondatrice del Festival Scope; Laurent Perreau, autore e regista; e Sam Stourdzé, direttore dell'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Con il team di Villa Medici: Fulvia Gallo, coordinatrice del Festival del Cinema di Villa Medici 2026; Clotilde Parlos, responsabile dei progetti culturali dell'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Con la collaborazione di Véronique Terrier-Hermann, storica dell'arte, per la programmazione della sezione Focus.

Alla memoria di Lili Hinstin, che ha partecipato a tutte le edizioni del Festival di Film in qualità di membro dei comitati di selezione e organizzativo.

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