ll piccolo principe: il regista Mark Osborne usa la stop motion per ricreare un ambiente reale
l piccolo principe è il film di Mark Osborne tratto dall'omonimo libro di Antoine de Saint-Exupéry. Il regista ha usa la stop motion per ricreare un ambiente reale, seguendo la strategia
Il piccolo principe, film tratto dal romanzo di Antoine de Saint-Exupéry è distribuito in Italia dal 1 gennaio 2015.
Il film è uno dei primi prodotti dalla Paramount Animation, divisione neonata della Paramoun Pictures il cui primo lavoro è stato “SpongeBob - Fuori dall’acqua" (“The SpongeBob Movie: Sponge Out of Water”) de 2015 e che ha incassato 323.4 milioni di dollari.
A questa teoria di un’animazione più matura, che sappia incontrare i gusti dei bambini e degli adulti si rifà il film “Il piccolo principe”, che è realizzato anche in 3-D per la regia di Mark Osborne, il quale ha già lavorato a “Kung Fu Panda”.
La trama de “l piccolo principe” rimane immutata rispetto al romanzo del 1943, con un eclettico aviatore che ha come vicina di casa una bambina molto matura. Leggendo il diario dell'aviatore la bambina scopre che anni prima lui precipitò in un deserto incontrando il Piccolo Principe, un ragazzo giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell'aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe tessono un legame tra lui e la bambina, cosicché lei possa comprendere alla fine come usare la sua immaginazione.
La tecnica della stop motion. Al di là della tecnica usata dell’animazione moderna, è curioso l’uso della stop-motion impiegato in alcune scene de “l piccolo principe”. Osborne conferma così la sua tendenza a non scegliere un approccio solo commerciale: per riprendere gli oggetti in 24 posizioni cosicché da ricreare un secondo di girato, si è affidato all’animatore Jamie Caliri, che ha lavorato a “Lemony Snicket- Una serie di sfortunati eventi”. Dagli schizzi nella fase preparatoria si è passati a delle sculture tratte dalle illustrazioni. La sequenza d’inizio è stata realizzata con la carta, passando poi ad una combinazione di fogli e creta, che permette di applicare l’acquarello ai volti. Così nella prima sequenza il mondo di carta è mostrato con gli occhi della bambina: quando la carta si muove nel tunnel che sembra realizzato di nuvole divenendo poi dune di sabbia, si usata carta colorata disposta su un tavolo.
Per la sciarpa sospesa a mezz'aria come se ci fosse un vento costante, si è determinato un livello di vento per ogni sequenza, divenendo un ennesimo personaggio del film. Il tempo di lavorazione di questo processo in stop-motion va da 5 a 15 secondi di girato a settimana.
Budget e incasso del film. “Il Piccolo Principe”, costato 77.5 milioni di dollari è uscito in Francia a marzo 2015, e finora ne ha incassati 67 milioni: negli Stati Uniti sarà distribuito dal 18 marzo 2016. La Paramount Animation - che ha come presidente Adam Goodman - anche per i prossimi film ha scelto la medesima strategia di basarsi su storie o oggetti noti adattate per bambini. Si va da “Monster Trucks” in uscita nel 2017 e ispirato ai motoveicoli con grandi ruote, a “Gnomeo & Juliet: Sherlock Gnomes” (2018) dalla tragedia di William Shakespeare. Non mancherà il sequel di “SpongeBob” (2019) dall’omonimo show televisivo ispirato ad una spugna.
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