L’educazione dei bambini nei libri, da Jean-Jacques Rousseau a De Amicis
Tempo di pagelle scolastiche. Ma come si educano i bambini? Ecco un breve viaggio nei libri più famosi
“Tutte le volte che incontri un vecchio cadente, un povero, una donna con un bimbo in braccio, uno storpio con le stampelle, un uomo curvo sotto un carico, una famiglia vestita a lutto, cedi loro il passo con rispetto: noi dobbiamo rispettare la vecchiaia, la miseria, l’amor materno, l’ infermità, la fatica, la morte.”
Attraverso la storia, l’educazione scolastica è stata sempre presente. Certo fino al 1900 era rivolta ad un elitè, visto che i ragazzi meno abbienti dovevano provvedere al sostentamento delle loro famiglie.
L\'educazione formale, come la conosciamo oggi dovette passare attraverso anni di cambiamenti sia per quanto riguarda la didattica impartita agli alunni che per la formazione dei docenti. Per tanto possiamo dire che l\'attuale educazione scolastica è la risultante di molte trasformazioni didattiche e sociali che hanno fatto evolvere i metodi di apprendimento in un processo che cerca di trasmettere ai bambini e ai giovani quello che si considera fondamentale per il loro sviluppo culturale. Il primo che si occupò di educazione anche da un punto di vista pedagogico fu Jean-Jacques Rousseau. Il suo libro l\'Emilio (1762), è diviso in quattro parti, corrispondenti alle quattro fasi fondamentali della vita del giovane. Rousseau espone nel romanzo la sua visione di un\'educazione basata sul concetto di \"educazione preventiva\", che non inculca alcuna virtù, ma previene il vizio; non insegna la verità, ma preserva dall\'errore consentendo il libero sviluppo della personalità.
Nella seconda metà dell\'ottocento Edmondo De Amicis diede vita ad un capolavoro che pur attraversando due secoli non si è lasciato intaccare dal passaggio delle mode letterarie: Cuore (1886).
L\'ambientazione è l\'indomani dell\'unità d\'Italia, e il testo ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili, ossia l\'amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l\'eroismo, la carità, la pietà, l\'obbedienza e la sopportazione delle disgrazie.
Di altra impronta stilistica letteraria è Io speriamo che me la cavo di Marcello D\'Orta (1990).
Il libro è un affresco fin troppo reale di un meridione lontano dalla modernità e che si sente ai margini di uno sviluppo che ancora non gli appartiene. Nel romanzo sono raccolti sessanta temi svolti da ragazzi di una scuola elementare della città di Arzano, in provincia di Napoli, che raccontano con innocenza, umorismo, dialettismi (e infiniti errori grammaticali, appositamente non corretti) storie di vita quotidiana di bambini che vedono con i loro occhi fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate ecc.
Educare un bambino è compito difficile. Spesso si obbliga l\'educando a rispettare regole che lo stesso adulto che l\'impartisce le ignora volontariamente. Un bravo maestro non si deve sentire compiaciuto delle sue capacità se i suoi alunni conoscono le tabelline a memoria o sanno ripetere perfettamente una poesia. Un bravo maestro è colui che insegna a pensare, che sa sviluppare l\'immaginazione dei suoi ragazzi, che cerca di fargli comprendere qual è l\'essenza delle cose che li circondano.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
La casa di Ilary Blasi vicina a Totti è in vendita: quanto costa la villa vista su Netflix
La casa di Ilary Blasi accanto a Totti vista in Unica su Netflix è in vendita: 330 mq, due livelli, giardino.
Il nuovo iPhone pieghevole è già il meme del 2026: le prese in giro di Samsung e Ryanair
Il nuovo iPhone Duo sta capitalizzando l'attenzione di tutti, in particolare di coloro che hanno dato sfogo ai meme.
"Miss poliestere": lo scontro Gabbana-Franchi incendia Instagram dopo il red carpet di Venezia
Stefano Gabbana commenta "miss poliestere" su Elisabetta Franchi a Venezia. La stilista replica e scoppia la polemica.
Venezia 2026, Samantha Casella presenta La Tenerezza del Serpente
Samantha Casella presenta La tenerezza del serpente a Venezia, con Bruno Billotta, Francesca Rettondini
Un cesto di frutta come compenso: il paradosso del film horror che cambiò il cinema di genere
I protagonisti di Blair Witch Project non hanno mai ricevuto compensi, nonostante il film divenne un cult.
Perché Indiana Jones si chiama così: i segreti mai raccontati della saga più amata di sempre
Scopri i segreti di Indiana Jones: 8000 serpenti veri sul set e l'origine del nome.
Colin Firth compie 66 anni e Netflix lo festeggia con una commedia che pochi conoscono
Il sex symbol delle commedie romantiche su Netflix in un film sull'importanza della famiglia.
La serie che ha reso HBO e Sarah Jessica Parker leggendarie arriva su Prime Video
La relazione tossica tra Carrie e Big, l'eredità culturale e perché rimane un cult nonostante i difetti.