Grecia, violento blitz della polizia nella sede TV e la crisi continua
Grecia, ad Atene la polizia sgombera la sede della tv di stato dove erano assiepati gli ultimi giornalisti in stato di occupazione per protestare contro i licenziamenti di massa di qualche mese fa.
Grecia, giovedì mattina alle ore 8 circa la polizia ha proceduto a un violento blitz per sgomberare la sede della tv di stato, Ert, ancora occupata da alcuni giornalisti assiepati per protestare contro i licenziamenti di massa attuati per cercare di tamponare la violenta crisi economica nella quale il paese ellenico è precipitato da qualche anno a questa parte.
In relazione all\'immenso deficit accumulato da Atene, la troika europea composta da Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale ha imposto alla Grecia una serie di misure restrittive molto pesanti per evitare il default, che avrebbe avuto conseguenze inimmaginabili sull\'economia europea.
Una di queste è stata la chiusura della tv di stato, Ert, e il conseguente licenziamento di 2.600 persone, un dramma sociale profondo sia per la disoccupazione, sia per il fatto che la Grecia al momento è l\'unico paese del cosiddetto mondo industrializzato senza una tv di stato. Ma la dura legge economica ha fatto il suo corso, e l\'11 giugno scorso Ert ha interrotto le proprie trasmissioni.
Ier mattina gli ultimi sgomberi, con uso di lacrimogeni e quattro arrestati: \"quando è iniziato il raid ero nello studio della radio – racconta Nikos Tsimpidas, ex giornalista della Ert – ero in onda. Gli agenti sono entrati in studio. Erano alle mie spalle, altri invece erano fuori. Uno di loro con il volto coperto è entrato per filmare il tutto il loro capo invece mi ha detto di spegnere il microfono e di smettere di parlare”.
Il governo dal canto suo parla di azione atta a ripristinare la legalità, probabilmente anche il fatto che nel primo semestre del 2014 la Grecia sarà presidente di turno UE ha influito non poco, visto che le apparecchiature serviranno per le riprese televisive. La decisione è stata presa in accordo tra tutti i partiti del governo di coalizione anti crisi, con l\'eccezione di Syriza, il partito di sinistra radicale che infatti ha chiesto una mozione di sfiducia contro il governo.
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