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Da 'American Idol' a 'Batman v Superman': essere un caratterista nel cinema e in tv

Martavious Gayles è un giovane caratterista, che ha lavorato in "Batman v Superman: Dawn of Justice", "Captain America: Civil War". Gli abbiamo chiesto come evolva questo ru

Da 'American Idol' a 'Batman v Superman': essere un caratterista nel cinema e in tv

Lavorare con continuità nelle produzioni cinematografico e televisive è arduo: molti attori, proveniente da talent italiani si eclissano in comparse.

Le possibilità di fissarsi in ruoli è determinate per un attore: la maggior parte di questa tipizzazione - nata nella commedia dell’arte seicentesca - s’incentra sul proprio fisico. In base alla propria fisicità ci si immette in particolari ruoli, procedimento in voga nel cinema italiano degli anno ’60: basti pensare ad Alvaro Vitali nel ruolo di Pierino, o Paolo Villaggio in quello di Fantozzi.

Se in Italia questo processo è diventato raro, dal momento che molti attori vengono riciclati in ruoli incongrui al loro fisico, questa procedura è invece standard nel cinema e nelle serie televisive statunitensi. Basti pensare che Morgan Freeman neanche veniva accreditato nei primi film, fino a “Una fattoria a New York City” del 1971. Lavorava in spettacoli per bambini e nella soap opera “Destini”: in “Vincent the Vegetable Vampire” era un vampiro che suscitava ilarità sia per il colore della pelle che per essere vegano.

Abbiamo chiesto maggiori dettagli a Martavious Gayles, attore che ha lavorato a "Batman v Superman: Dawn of Justice", "Captain America: Civil War", “Allegiant”. Fino a "Dr. Strange”, di prossima uscita.

D. Martavious, come ci si sente ad entrare in ambientazioni di questo tipo? Martavious Gayles. Quando stai girando non sai mai veramente ciò che piace e qual è l’intenzione del regista. In “Batman v Superman” sono un ufficiale di polizia. In poco tempo dovevo restituire un atteggiamento credibile. M ricordo che mi chiedevo come avrei fatto ad essere severo. Mi piace molto improvvisare, mi viene bene farlo.

D. ”Batman v Superman: Dawn of Justice” è stato uno dei successi dell’anno. Come è stato lavorare con attori professionisti come Ben Affleck?

M. G. Lavorare con Ben Affleck è stato un tale onore. È una delle persone più umili che ho conosciuto. Conoscendolo vi innamorereste di lui. È un ragazzo divertente in realtà, fa molte battute e ha ancora un atteggiamento così professionale. Un ragazzo eccezionale.

D. Come è iniziata la tua carriera?

M. G. Ho avuto questi ruoli dopo aver partecipato ad “American Idol: The Search for a Superstar” nel 2003. Dopo una pausa il mio agente mi ha chiamato, mi ha detto che diversi registi aveva interesse a farmi recitare.

D. Quali sono le difficoltà di questo lavoro?

M. G. Ti faccio una esempio. Ho recitato a fianco di Dane Cook e Levi Miller, in un film thriller che uscirà nel 2017. S’intitola “American Exit”, ma alla fine hanno deciso che non andavo bene come "africano americano”, per il mio personaggio “Gemini". Così uno dei miei colleghi “Batman v Superman” ha ottenuto la parte. Complimenti a lui!

D. È più facile lavorare in serie televisive?

M. G. Sì, molto. Ad esempio recentemente ho recitato in "How To Get Away With Murder”, “Grey Anatomy”, “Ray Donovan” e nella nuova stagione di “American Horror Story”.

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