Orione E Il Mistero Delle Piramidi Di Giza

Daily / News - 04 May 2009 10:58

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Le piramidi sono delle costruzioni funebri dell\'antico Egitto, erette tra il 2600 e il 2350 avanti Cristo. Hanno lo scopo di ospitare il corpo del faraone, che nel periodo della IV dinastia era Cheope.

Le tre piramidi che si trovano nella città di Giza, costruite intorno al 2570 a.C., quelle di Cheope e dei figli Khefren e Macerino non sono solo monumenti funebri, bensì anche strutture geometriche che vantano una precisione sconvolgente.  

La piramide di Cheope quando fu costruita era alta 147 metri: la sua base copre oltre 5 ettari di superficie, formando un quadrato di circa 230 metri per lato: i quattro lati della base presentano un errore medio di soli 1,52 cm in lunghezza e di 12\" di angolo rispetto ad un quadrato perfetto; i lati del quadrato sono allineati quasi perfettamente lungo le direzioni Nord-Sud ed Est-Ovest.

L\'accuratezza non è solo quella della loro forma intrinseca, bensì anche della estrinseca. Quella che le collega alle costellazioni celesti. Le facce della piramide di Cheope sono allineate con i 4 punti cardinali con uno scarto di soli 3/60 di grado: anche oggi sarebbe arduo arrivare a tale equidistanza. Ma il mistero si fa più denso. Infatti la loro disposizione è in maniera assoluta affine a quella della costellazione di Orione.

Come sia possibile arrivare a questa disposizione è tutt\'ora incomprensibile. Orione, visibile nell\'emisfero australe è una costellazione formata da 9 stelle più brillanti, tra cui la più luminosa è Betelgeuse. Il fatto che gli egiziani avessero voluto copiare la disposizione astrale non è solo significativo di una presunta devozione per l\'astronomia, bensì di una correlazione tra la natura, la religione e le opere umane.

La piramide che è a nord della triade è quella di Cheope, fatta costruire dall\'omonimo imperatore egizio, appartenente alla IV dinastia. Il suo corpo non è mai stato rinvenuto all\'interno della sala sepolcrale. Cheope - che in egiziano sarebbe Medjedu - è un imperatore di cui non si conosce quasi nulla: dal punto di vista iconografico si conserva solo una piccola statua in avorio (alta circa 7,5 cm) che si trova al museo del Cairo. Nel Papiro Westcar Medjedu è descritto come un sovrano positivo; invece lo storico greco Erodoto - che comunque scrive duemila anni dopo i fatti narrati - lo descrive come un re capace di tiranneggiare il popolo solo con lo scopo di erigere il proprio monumento funebre. La piramide.

Ma c\'è ben altro. Gli archeologi, nel 1954, all\'interno di una fossa sul lato sud della grande piramide, in una camera ermeticamente sigillata, rinvennero 1224 pezzi di legno. Non erano solo resti, bensì parti di una costruzione più poderosa, conservata per più di 4600 anni. Dopo 13 anni di studio, il puzzle fu ricomposto: i legni permisero la costruzione di una barca lunga circa 43 metri, con cinque remi per lato più due a poppa, con funzione di timoni. È una delle imbarcazioni più antiche del mondo, la Barca solare di Cheope, esposta in un museo creato appositamente a fianco della Grande piramide.
La sua funzione è ancora incerta. I testi delle piramidi, scritti a partire dalla fine della V dinastia - quindi dopo Cheope - fanno riferimento a questa visione dell\'oltretomba: il sovrano, dopo la morte rinascerebbe in maniera stellare tanto che il suo ka (ossia la parte dell\'animo umano che conserva i i ricordi e i sentimenti della vita terrena)  sarebbe diventato una stella della costellazione di Orione. Forse a ciò serviva la barca, per un trasbordo verso Betelgeuse, la stella più luminosa?

Ma la domanda che genera maggiori dubbi è un\'altra. Perché, tra tante costellazioni proprio Orione è quella capace di disegnare l\'allineamento delle tre piramidi?

Il mito di Orione, così come ci viene tramandato dalla mitologia greca nasce ad Atene: la dea Artemide, benché fosse attaccata alla proprio verginità stava per cedere al fascino di

Orione, giovane cacciatore. Ma uno scorpione giunse in tempo e punse Orione tanto da ucciderlo: il giovane assieme all\'animale fu assunto in cielo come costellazione. Forse per questo l\'allineamento delle piramidi corrisponde a quello di Orione, come a segnare un \"pericolo sventato\".
In Egitto lo scorpione era onorato come dio sotto le sembianze femminili della dea Selkhet, divinità benevola, protettrice delle profondità della terra, che conferiva poteri taumaturgici ai suoi adepti: adorare lo scorpione era un modo apotropaico per allontanare la morte che da lui poteva provenire.

 

Forse per questo le piramidi di Giza si allineano ad Orione: ci si adegua a colui che ha sancito un pericolo sessuale e che per questo è stato punito. Ci si affida ad una giusta punizione, quasi alla ricerca di una perfezione che la stessa piramide di Cheope alimenta.
La perfezione geometrica di cui abbiamo parlato per Cheope si spinge ancora oltre. Il rapporto tra l\'altezza e il lato della base quadrata della piramide coincide, con buona approssimazione, alla sezione aurea: questa proporzione dell\'armonia, o numero aureo Fi vale in modo approssimativo 1,618; fu usata da Fidia per progettare il Partenone dell\' Acropoli di Atene, da Leonardo da Vinci per il volto della Gioconda.

È quindi la ricerca della perfezione il motivo dell\'allineamento alla costellazione di Orione?

Se l\'allineamento delle piramidi di Giza fosse affine al significato greco del mito di Orione il problema che sorgerebbe è un altro. Come facevano gli egiziani a conoscere il mito di Orione, se i primi contatti con la Grecia avvennero solo nel 332 avanti Cristo, quando Alessandro Magno conquistò l\'Egitto? Ossia circa 2200 anni dopo la costruzione di Cheope.

Che i fondatori della mitologia greca fossero già gli egiziani?


L\'enigma di Nazca

 

 

 

 

 

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